Parigi, 10 febbraio 2026 – Ieri al Musée d’Orsay ha aperto i battenti la mostra “Lumière de Normandie”. In esposizione ci sono più di settanta opere di Monet, Renoir e altri grandi impressionisti, tutte con un unico filo conduttore: mettere in evidenza il ruolo decisivo dei colori della Normandia nella pittura della fine dell’Ottocento. L’inaugurazione si è svolta alle 18, davanti a una folla fatta di critici, appassionati e curiosi. La mostra resterà aperta fino al 2 giugno, proponendo una nuova lettura del paesaggio normanno e del suo peso nella nascita dell’Impressionismo.
Nel cuore pulsante di Parigi, al primo piano del museo, si trovano tele che hanno catturato – tra cieli mutevoli e acque mosse – quella luce così particolare della costa nord-occidentale francese. Non ci sono solo le famose “Impression, soleil levant” di Claude Monet o i bagni sul fiume di Pierre-Auguste Renoir, ma anche lavori meno conosciuti. Sono stati scelti proprio per far vedere come i due pittori abbiano osservato (e interpretato) i cambiamenti nei colori del cielo sopra Honfleur, Étretat e Le Havre.
“Abbiamo voluto ricostruire il legame profondo che univa questi artisti alla Normandia,” spiega Pauline Herbelin, curatrice della mostra. “È qui che la loro ricerca sulla luce ha preso una piega più intensa e personale”. Sono esposte anche alcune lettere scritte a mano: in una Monet racconta all’amico Bazille di aver trovato a Trouville “il riflesso perfetto tra acqua e nuvola”. La caccia alla luce naturale – quella che spingeva gli artisti a lasciare le accademie per dipingere all’aria aperta – è il cuore pulsante dell’intera rassegna.
La Normandia non era solo uno sfondo: molti pittori vi trascorrevano lunghi periodi, inseguendo i cambiamenti veloci del tempo. Nel catalogo della mostra si parla di oltre 250 dipinti datati tra il 1870 e il 1890 ambientati tra porti e scogliere della regione. Monet amava lavorare tra Dieppe e Fécamp nelle prime ore del giorno, mentre Renoir preferiva le spiagge di Deauville per i suoi ritratti di bagnanti.
“Il colore qui cambia continuamente”, diceva Renoir – frase che accompagna in didascalia “Sulla riva a Berneval”, uno degli oli più luminosi esposti. Ed è proprio questa idea di un colore in costante trasformazione a ispirare anche l’allestimento: pareti dai toni delicati, luci soffuse che ricordano le prime luci dell’alba sull’Atlantico. Intorno, solo il passo calmo dei visitatori sulle assi di legno.
Già da stamattina si formava una lunga fila all’ingresso del Musée d’Orsay, che arrivava fino a Quai Anatole France. C’erano famiglie con bambini, studenti universitari, pensionati: la mostra ha subito richiamato tanta gente. Poco prima di mezzogiorno gli organizzatori avevano contato oltre 1.200 ingressi. “Volevo vedere dal vivo quel blu delle scogliere dipinte da Monet,” racconta Julie Dufour, 27 anni, insegnante di storia dell’arte. Molti si fermano davanti alle grandi marine, cercando nei tocchi rapidi dei pennelli quel gioco d’acqua sempre sfuggente.
Qualche critico internazionale ha già commentato la scelta curatoriale: “Finalmente un percorso che mette al centro la luce – non solo il paesaggio,” ha scritto sul blog l’inglese Robert Miller. “Si sente quella continua instabilità cromatica che ossessionava gli impressionisti,” ha aggiunto Béatrice Chaumont durante la conferenza stampa.
Tra i quadri più ammirati ci sono “Le Falaises d’Étretat” di Monet (1885) e “Baigneuses à Dieppe” di Renoir (1887). Oltre ai capolavori più celebri, sono esposte anche opere provenienti da collezioni private – una novità sottolineata dagli organizzatori. Non mancano nemmeno studi più piccoli su carta dove i pittori sperimentavano abbinamenti di colore o appuntavano con rapide pennellate le nuvole gonfie sul mare.
In diverse sale scorrono video che mostrano come la pittura en plein air abbia preso forma proprio lungo la Senna e la Manica. “Era un vero laboratorio all’aperto,” riassume la curatrice Herbelin durante il tour con la stampa.
Questa mostra al Musée d’Orsay è solo l’inizio di una serie di eventi dedicati agli impressionisti, per celebrare i 150 anni dalla famosa esposizione parigina del 1876. Nei prossimi giorni sono in programma altre mostre a Rouen, Caen e Le Havre. Chi passerà dalla capitale francese in primavera potrà comprare i biglietti online da 15 euro.
Molti tra i visitatori consigliano questa esposizione non solo agli amanti di Monet o Renoir ma anche a chi vuole capire come il colore riesca a trasformare ogni giorno un paesaggio che sembra fermo da sempre. “Qui la luce cambia ogni minuto,” si legge su un cartello all’ingresso. E basta poco per accorgersene davvero.
Milano, 10 febbraio 2026 – Ogni giorno in Italia, tra piattaforme di streaming, YouTube e…
Roma, 10 febbraio 2026 – Antonio Russo è il nuovo presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni…
Roma, 10 febbraio 2026 – La Presidenza del Consiglio dei ministri ha messo a disposizione…
Milano, 10 febbraio 2026 – Questa mattina, all’alba, tecnici e forze dell’ordine sono tornati a…
Cagliari, 9 febbraio 2026 – Si apre oggi, nel cuore del quartiere Marina di Cagliari,…
Roma, 9 febbraio 2026 – Si è spento stanotte, nella sua casa romana, a 80…