Palermo, 16 gennaio 2026 – Cinque dirigenti dell’Amap sono finiti sotto la lente della Procura di Palermo, che ha aperto un’inchiesta martedì 14 gennaio. Il motivo? Irregolarità nella gestione degli appalti per la manutenzione della rete idrica della città. Tutto è partito da segnalazioni interne e adesso si indaga sull’assegnazione degli incarichi e sulle procedure adottate. Gli inquirenti parlano di “gravi anomalie” e promettono verifiche approfondite nelle prossime settimane.
A quanto si apprende da fonti giudiziarie di via Giordano Cascini, l’indagine è scattata dopo una serie di esposti anonimi arrivati alla Direzione distrettuale antimafia già nell’autunno scorso. Nel mirino ci sono i bandi pubblicati tra il 2022 e il 2024 per la manutenzione delle condutture idriche e delle reti fognarie di Palermo. Sono almeno sei le gare sotto osservazione. “Stiamo controllando la trasparenza delle gare e se i lavori sono stati effettivamente eseguiti”, ha detto il procuratore aggiunto Ennio Petrigni, lasciando intendere che gli accertamenti non si limiteranno ai soli dirigenti.
Nel fascicolo compaiono i nomi di almeno cinque vertici dell’azienda municipalizzata, incluso il direttore generale fino a ottobre scorso, Giuseppe Calabrò. Fonti vicine all’inchiesta non escludono che possano emergere coinvolgimenti di funzionari esterni o di rappresentanti delle imprese vincitrici degli appalti.
L’Amap, società pubblica al 100%, gestisce la rete idrica di Palermo e parte della provincia, servendo oltre 400 mila utenti. Le gare sotto esame riguardano interventi straordinari in vari quartieri – da Noce a Ballarò, fino alla zona industriale di Brancaccio. Alcuni lavori sarebbero stati affidati con trattative dirette anziché con gara aperta.
Il presidente dell’azienda, Marta Lupo, ha convocato una riunione urgente con il consiglio d’amministrazione mercoledì pomeriggio. “Aspettiamo con fiducia gli esiti degli accertamenti. Siamo pronti a collaborare con la magistratura”, ha dichiarato ai giornalisti poco dopo le 17, uscendo dalla sede di via Volturno. Nei corridoi dell’azienda si respira un clima teso: diversi dipendenti, incrociati all’ingresso nelle prime ore del mattino, hanno preferito non commentare.
La Procura sta valutando l’ipotesi di turbativa d’asta e possibile falso ideologico in atto pubblico. Nei prossimi giorni la Guardia di Finanza acquisirà altri documenti legati agli appalti sotto sospetto, concentrandosi in particolare sui verbali delle commissioni giudicatrici e sui rapporti con alcune imprese palermitane specializzate in lavori pubblici.
Le prime ricostruzioni indicano che alcuni incarichi sarebbero stati assegnati senza che venissero rispettati i requisiti previsti dai bandi. Un dettaglio definito “delicato” dal pm Petrigni, che necessita ancora di chiarimenti approfonditi. Per ora non ci sono né arresti né misure cautelari. Gli avvocati dei dirigenti indagati – tra cui il penalista Salvatore D’Amico – hanno espresso “piena fiducia nel lavoro della magistratura” e sottolineano come i loro assistiti siano “estranei ai fatti”.
L’inchiesta arriva in un momento complicato per la rete idrica palermitana. Negli ultimi mesi sono state segnalate diverse criticità nei quartieri periferici come Borgo Nuovo e Zisa: perdite d’acqua, cali di pressione e chiusure temporanee dei rubinetti nelle ore serali. I cittadini sono stanchi dei disagi continui e vogliono capire se ci siano legami tra le inefficienze operative e le irregolarità emerse dagli atti giudiziari.
L’assessore ai lavori pubblici del Comune, Claudio Vassallo, ha detto mercoledì sera: “Chiediamo che venga fatta luce il prima possibile su quanto è successo. Non possiamo permettere che queste ombre sulla gestione degli appalti ricadano sulle famiglie palermitane”.
L’udienza preliminare non è stata fissata ancora. Entro fine gennaio sono previste nuove acquisizioni documentali e forse i primi interrogatori formali. In azienda c’è chi teme possibili ripercussioni anche sulle gare già programmate per il 2026. Nel frattempo i cittadini guardano con preoccupazione: “Vorremmo solo rubinetti che funzionano”, dice Giuseppina La Spina, pensionata di Ballarò incontrata davanti a una fontanella pubblica.
Al momento non risultano indagati tra gli amministratori comunali. Solo col proseguire delle indagini si capirà se il caso Amap resterà confinato agli uffici tecnici o se allargherà i suoi riflettori sull’intera gestione dei servizi cittadini.
Palermo, 16 gennaio 2026 – All’alba di oggi, a Palermo, sono scattate misure cautelari nell’ambito…
New York, 16 gennaio 2026 – Ieri in tribunale è tornato a sedere Paul Haggis,…
Roma, 16 gennaio 2026 – «Vogliamo offrire un racconto della realtà più vicino alla gente,…
Bologna, 16 gennaio 2026 – Dal 18 gennaio al 22 marzo, il Museo Civico Medievale…
Barcellona, 16 gennaio 2026 – Per il centenario della morte di Antoni Gaudí, Barcellona ha…
Bologna, 16 gennaio 2026 – Dal 18 gennaio al 22 marzo, le sale del Museo…