Siracusa, 15 gennaio 2026 – Sei giorni fa, nelle prime ore del mattino, un incendio ha devastato un caseificio nella zona industriale di Siracusa. I proprietari, una coppia di imprenditori locali, sono ancora sotto shock. I carabinieri hanno aperto un’indagine per capire cosa ha scatenato le fiamme, ma per ora l’origine resta avvolta nel mistero. L’episodio, confermato dai militari, sta suscitando preoccupazione e molte domande tra chi lavora nel territorio.
Intorno alle 4 del mattino, una densa colonna di fumo si è alzata dall’edificio in contrada Targia, a nord di Siracusa, zona conosciuta per le tante piccole aziende agroalimentari. Una pattuglia dei carabinieri del comando provinciale ha riferito che il fuoco si è diffuso molto in fretta nei locali del magazzino, dove erano conservate materie prime e imballaggi. “Ci hanno chiamato i passanti, era buio totale e si vedevano solo le luci dei mezzi di emergenza”, racconta Maria C., che abita poco lontano.
I vigili del fuoco, arrivati con tre autobotti da via Augusto Von Platen, hanno lavorato senza sosta fino all’alba per spegnere il rogo. Le operazioni si sono concluse solo verso le 7.30, tra la rimozione dei materiali bruciati e i primi accertamenti tecnici. A complicare tutto c’erano il vento e la presenza di sostanze plastiche.
Sul posto i carabinieri della compagnia di Siracusa hanno messo sotto sequestro l’area e raccolto i primi elementi utili. Anche se non confermato ufficialmente, l’ipotesi che si tratti di un incendio doloso è considerata tra le più probabili. “Non escludiamo nulla – spiegano fonti vicine alle indagini – anche se finora non sono stati trovati chiari inneschi”. Gli investigatori hanno già ascoltato i titolari e alcuni dipendenti presenti il giorno prima dell’incendio.
Tra le piste al vaglio ci sono anche possibili motivi economici o rapporti complicati con fornitori. Il laboratorio era specializzato nella produzione di formaggi tipici siciliani ed era attivo da circa otto anni. I danni sono ingenti: pareti annerite, macchinari rovinati e centinaia di forme andate perse. “Abbiamo perso il lavoro di tutta una stagione”, confida amareggiato Antonio G., uno dei soci.
Il caseificio era un punto di riferimento per tanti piccoli allevatori della provincia siracusana. Nel corso della mattinata alcuni clienti abituali si sono fermati davanti ai cancelli anneriti dall’incendio. “Veniamo qui da anni per la ricotta fresca – racconta Salvo P., pensionato di Solarino – vedere questo disastro fa davvero male”.
Gli imprenditori assicurano di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive negli ultimi mesi. “Qui si lavora duro e non abbiamo mai avuto problemi seri”, dice la proprietaria durante un breve incontro con la stampa locale. Ma gli investigatori non escludono che l’incendio possa avere legami con tensioni interne al settore. Nei prossimi giorni saranno sentiti anche gli impiegati dell’ufficio amministrativo.
Il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, ha espresso solidarietà agli imprenditori colpiti e ha chiesto un incontro urgente in Prefettura per affrontare il tema della sicurezza nelle aree produttive. “Non possiamo lasciare che le nostre imprese vivano nel dubbio e nell’incertezza”, ha detto nel pomeriggio dopo un sopralluogo con i tecnici comunali.
Intanto i carabinieri stanno analizzando i filmati delle telecamere presenti nel quartiere industriale per ricostruire quello che è successo nelle ore prima dell’incendio. La ditta dovrà aspettare i risultati delle perizie prima di poter mettere in sicurezza gli ambienti.
Siracusa segue con attenzione l’evolversi delle indagini. Gli imprenditori sperano in risposte rapide anche per poter accedere ai fondi straordinari messi a disposizione dalla Regione per chi subisce danni legati ad attività criminali. “Non vogliamo fermarci qui”, dicono con determinazione al termine dell’incontro con i carabinieri. Nel frattempo la città si interroga sulle cause del rogo e sul futuro di una delle sue realtà storiche nel settore lattiero-caseario.
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