Roma, 30 novembre 2025 – “Si continua a inseguire i **sogni di Berlusconi**, mentre la realtà è ben altra. Credo che sia arrivato il momento che **Meloni e Salvini** chiedano scusa agli italiani”. Così, in una mattinata ancora tiepida nella capitale, ha parlato **Enrico Letta**, ex presidente del Consiglio e volto di spicco del centrosinistra, durante un incontro pubblico alla Casa dell’Architettura, a due passi da piazza Fiume. Un intervento che ha subito acceso il dibattito tra i presenti – politici, giornalisti e semplici curiosi – segnando un nuovo capitolo nello scontro tra maggioranza e opposizione.
## **Letta attacca: “Il governo vive fuori dalla realtà”**
Con voce decisa, Letta ha rimarcato che la coalizione di governo “sembra muoversi come se fossimo ancora ai tempi delle **grandi promesse berlusconiane**”, mentre – a suo avviso – “gli italiani si confrontano ogni giorno con salari fermi e prezzi in continuo aumento”. In sala qualcuno annuiva, altri prendevano appunti di corsa. Il riferimento, mai troppo nascosto, era alle ultime misure economiche annunciate dall’esecutivo e ai discorsi di Giorgia Meloni e Matteo Salvini sul presunto “rilancio” del Paese.
“Chi continua a raccontare un’Italia **fuori dalla crisi** probabilmente non fa la spesa in un supermercato romano alle otto di sera”, ha aggiunto Letta con una punta di amarezza. Parole che hanno subito trovato eco nei banchi dell’opposizione, dove il Partito Democratico chiede ormai da giorni un confronto serio sui conti pubblici e sull’aumento del costo della vita.
## **La maggioranza risponde senza indugi**
Non sono mancate le repliche. Poco dopo l’intervento di Letta è arrivata la risposta del **vicepremier Matteo Salvini**. “Abbiamo ereditato problemi enormi”, ha detto ai giornalisti davanti a Palazzo Chigi, “ma stiamo lavorando per restituire dignità e lavoro agli italiani. La nostalgia per Berlusconi non c’entra niente: noi guardiamo ai fatti concreti, non ai sogni”. Salvini ha ribadito che il governo “non farà passi indietro” sul programma annunciato.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto la linea dura. Durante una visita all’Istituto Superiore di Sanità, la leader di Fratelli d’Italia ha commentato: “Critiche quante ne volete, ma oggi a dover chiedere scusa sono quelli che hanno governato prima e ci hanno lasciato in queste condizioni”. Uno scambio netto che racconta quanto ormai sia profondo il divario tra governo e opposizione.
## **Dentro il centrosinistra: tra autocritica e pressing**
Nel centrosinistra le parole di Letta hanno acceso discussioni diverse. Elly Schlein, segretaria del PD, ha detto in serata: “Siamo d’accordo sulla necessità di cambiare passo, ma dobbiamo anche proporre soluzioni concrete – non solo lanciare accuse – per riconquistare la fiducia degli italiani”. Insomma, i partiti della coalizione riflettono su come impostare questa nuova fase da opposizione. Nel Transatlantico qualcuno mormora: “Non basta più dire solo che gli altri sbagliano”.
Secondo **fonti sindacali**, intanto, cresce il malcontento tra lavoratori e pensionati. Maurizio Landini della CGIL osserva: “Il vero problema sono gli stipendi fermi e le bollette alle stelle, ma il dibattito politico sembra vivere in un mondo tutto suo, lontano dalle difficoltà reali”.
## **Berlusconi ancora protagonista della scena politica**
Nel discorso di Letta il nome di **Silvio Berlusconi** torna più volte. L’ex premier rappresenta per lui un simbolo delle promesse mai mantenute. “Si parla ancora dei sogni berlusconiani perché manca il coraggio di affrontare i veri problemi strutturali del Paese”, ha spiegato a chi lo incalzava fuori dall’incontro. Per molti analisti politici il fantasma del Cavaliere continua a girare attorno alla destra italiana che ne eredita metodi e retorica ma fatica a trovare una strada nuova.
Nel pomeriggio la polemica si è spostata anche sui social: tra hashtag infuocati e commenti al vetriolo si sono scambiati accuse reciproche e si sono ricordate le promesse mancate dei governi passati. Il clima resta rovente.
## **Tra parole dure e realtà da affrontare**
In aula si è vista l’ennesima giornata fatta di scontri verbali – nulla di nuovo sotto il cielo di novembre a Montecitorio –, ma resta il nodo più importante: la distanza sempre più ampia tra la politica delle parole e quella delle risposte concrete per i cittadini. Un osservatore vicino alla maggioranza confida sottovoce: “La gente vuole fatti. E il tempo delle scuse sembra finito da un pezzo”. Sarà nei prossimi mesi che capiremo se i leader sapranno davvero lasciare indietro i vecchi schemi per affrontare la realtà che bussa ogni giorno alle porte del Paese.
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