Roma, 24 gennaio 2026 – «Procedure snelle per riportare in fretta a posto i luoghi danneggiati»: così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha riassunto questa mattina l’orientamento della giunta dopo il maltempo che ha colpito duramente la zona negli ultimi giorni. L’annuncio è arrivato durante un sopralluogo con tecnici regionali e sindaci dei comuni più messi alla prova, come Fiumicino, Ostia Antica e alcune aree dell’entroterra romano.
Tra il 21 e il 23 gennaio la costa è stata flagellata da vento forte e piogge intense, causando allagamenti, danni alle infrastrutture e pesanti disagi per chi vive lì. Ora, per la Regione, la parola d’ordine è intervenire rapidamente «dove si può» – una frase che lascia intendere, come spiegano fonti di via Cristoforo Colombo, che non tutte le situazioni saranno sistemate subito.
Ripristino urgente nelle zone colpite
La Protezione Civile del Lazio riferisce che sono arrivate «oltre 150 richieste di aiuto nei primi due giorni» da parte dei comuni. A far registrare i problemi più gravi è il lungomare di Fiumicino – nelle zone di Passoscuro e Fregene – dove le mareggiate hanno danneggiato stabilimenti balneari e parti del lungomare stesso.
Alcuni residenti raccontano di «acqua entrata in casa alle sei del mattino», un racconto confermato anche da Elisa V., proprietaria di uno dei lidi colpiti: «Questa volta la sabbia non ha retto e ci siamo ritrovati l’acqua proprio sotto i tavoli del bar».
Il presidente Rocca ha sottolineato che «le squadre di emergenza sono già al lavoro per liberare strade e marciapiedi», ma ha chiarito che alcuni interventi più strutturali – come le scogliere o i sottoservizi danneggiati – richiederanno più tempo e una diversa organizzazione. «L’obiettivo», ha spiegato, «è non perdere tempo su quello che si può fare subito. Ma ci sono casi dove vincoli paesaggistici o questioni di sicurezza non permettono lavori rapidi».
Procedure amministrative da accelerare: la richiesta dei sindaci
Resta però un nodo importante: le lungaggini burocratiche. I sindaci delle zone a rischio idrogeologico chiedono da tempo più flessibilità per gli interventi urgenti. Mario Baccini, sindaco di Fiumicino, lo ha ribadito ieri sera durante un incontro con i tecnici regionali: «Bisogna snellire almeno la burocrazia per mettere in sicurezza case e attività commerciali. Non possiamo permetterci mesi di attesa».
Sulla stessa linea Alessandra Paliotta, sindaca di Ladispoli, che ha chiesto “fondi straordinari per l’emergenza”, aggiungendo che “diverse famiglie sono ancora fuori casa”.
La Regione Lazio ha promesso di avviare le prime verifiche tecniche entro la fine della settimana, almeno nei casi più gravi. Tuttavia, dagli uffici del presidente fanno sapere che l’impegno a «fare presto» dovrà comunque confrontarsi con leggi nazionali e norme ambientali.
Danni economici e tempistiche
I danni complessivi non sono ancora quantificati con precisione. Secondo le prime stime dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Manuela Rinaldi, «il censimento delle strutture pubbliche danneggiate è ancora in corso, ma alcune strade principali potrebbero riaprire entro una settimana o dieci giorni».
Per quanto riguarda i privati, i tempi saranno probabilmente più lunghi e sarà necessario un dialogo con il governo nazionale per ottenere la dichiarazione dello stato d’emergenza. Il governatore Rocca ha spiegato: «Abbiamo già chiesto l’attivazione del Fondo per le Calamità Naturali. Serve una risposta rapida perché molte attività rischiano di restare chiuse».
Anche il mondo delle imprese ha manifestato preoccupazione: Confesercenti Lazio parla di almeno 5 milioni di euro di danni al settore turistico tra Fregene e Ostia. E c’è chi teme già per la stagione estiva 2026: “Se gli aiuti non arrivano subito, perderemo prenotazioni già da febbraio”, confida Mauro Bellucci, presidente del consorzio Lidi Roma Nord.
Uno sguardo al futuro
Nel frattempo si guarda avanti. Il governatore Rocca ha ribadito l’intenzione di mettere a punto un “protocollo semplificato” per affrontare emergenze costiere. L’idea è permettere ai comuni di attivare subito squadre di intervento entro 48 ore dal verificarsi degli eventi meteo estremi. Il progetto sarà discusso con Anci Lazio nelle prossime settimane.
Restano però le riserve degli ambientalisti: Legambiente Lazio ricorda che servono «progetti strutturali contro l’erosione costiera», sottolineando come negli ultimi cinque anni le mareggiate abbiano eroso “oltre tre metri di spiaggia” tra Ostia e Passoscuro.
L’emergenza — parola ricorrente tra amministratori e cittadini — sembra destinata a rimanere purtroppo sul tavolo ancora a lungo. Ma almeno nelle parole del governatore e dei sindaci c’è una promessa concreta: provarci prima che un’altra ondata distrugga tutto ancora una volta.





