×

Schifani e Tajani siglano accordo ministero-Regione per potenziare l’export delle imprese siciliane

Cagliari, 17 gennaio 2026 – Regione Sardegna e Simest, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, hanno siglato oggi a Cagliari un’intesa per spingere l’internazionalizzazione delle imprese sarde. Un passo decisivo in un momento in cui il tessuto produttivo dell’Isola cerca nuovi mercati all’estero. L’accordo, firmato nella sede dell’Assessorato regionale all’Industria poco dopo le 11, prevede misure concrete per facilitare l’accesso delle aziende locali a finanziamenti e servizi pensati per crescere oltre i confini nazionali.

Regione e Simest: il patto per l’internazionalizzazione

Il protocollo è stato presentato alla presenza dell’assessora regionale Anita Pili e di Mauro Alfonso, amministratore delegato di Simest. L’obiettivo è chiaro: offrire supporto tecnico, formazione mirata e una corsia preferenziale per snellire le pratiche di finanziamento. Spesso le imprese sarde, piccole o medie che siano, si scontrano con difficoltà nel trovare risorse e con la burocrazia straniera. “Vogliamo mettere in mano alle aziende strumenti concreti per entrare in nuovi mercati, riducendo rischi e semplificando la programmazione”, ha spiegato Pili ai giornalisti.

Secondo l’Ufficio Studi della Regione, nel 2024 poco più di 320 imprese sarde hanno realizzato operazioni di export strutturato. Un dato ancora basso rispetto ad altre realtà del Sud Italia. Il valore complessivo delle esportazioni ha raggiunto i 2,4 miliardi di euro, grazie soprattutto a energia, prodotti agroalimentari e chimica. “Con questo accordo puntiamo non solo ad aumentare il numero di aziende esportatrici ma anche a diversificare i settori coinvolti”, ha aggiunto Alfonso.

Formazione e supporto su misura alle PMI

Al centro del protocollo ci sono corsi formativi e consulenze personalizzate rivolte a imprenditori e manager, con particolare attenzione ai mercati emergenti del Mediterraneo e Nord Africa. Sono in programma giornate di orientamento, come quella prevista a Oristano il 25 febbraio. Qui Simest illustrerà le opportunità legate alla finanza agevolata e agli strumenti per assicurare i crediti all’export.

Non si tratta solo di formazione: l’accordo introduce anche una corsia preferenziale per permettere alle imprese sarde di accedere più velocemente ai bandi nazionali promossi da Simest. In particolare quelli dedicati all’accompagnamento nelle fiere internazionali e agli investimenti iniziali all’estero. “Il nostro supporto va oltre i soldi,” ha chiarito Alfonso, “vogliamo aiutare a costruire reti solide tra aziende locali e partner stranieri”.

Le difficoltà dietro l’internazionalizzazione

Tra i principali ostacoli segnalati dalle imprese dell’Isola – emersi da un sondaggio di Confindustria Sardegna Meridionale dello scorso dicembre – ci sono la scarsa conoscenza dei mercati esteri, la mancanza di personale specializzato in export e problemi logistici. La posizione geografica della Sardegna comporta costi extra per trasporti e spedizioni, rendendo meno competitivo il prezzo finale.

“Non bastano solo i finanziamenti,” ha detto una imprenditrice nel settore lattiero-caseario presente all’incontro, “serve qualcuno che ci segua passo passo nei primi contatti con clienti e distributori esteri”. La questione della formazione linguistica e commerciale è tornata più volte al tavolo tecnico. Molte imprese guardano con interesse ai mercati arabo e francese ma si sentono spesso spaesate davanti a procedure doganali complesse.

Prospettive concrete per il futuro

L’Assessorato all’Industria ha annunciato che già entro fine marzo saranno attivi i primi sportelli informativi dedicati alle pratiche Simest nelle sedi provinciali della Regione. L’obiettivo, spiega Anita Pili, è “portare i servizi vicino ai territori”, così da non lasciare indietro neppure le realtà più isolate.

Nei mesi a venire arriveranno materiali online e guide pratiche per aiutare le imprese a orientarsi meglio tra le opportunità disponibili. Si parla anche di missioni commerciali collettive – forse già quest’estate in Tunisia o Marocco – per testare sul campo le strategie di internazionalizzazione.

Resta da vedere quanto le aziende sarde sapranno sfruttare questa chance. Ma dalle parole degli amministratori pubblici intervenuti stamattina a Cagliari emerge fiducia. Ora la palla passa al tessuto produttivo locale: servirà coraggio per misurarsi davvero con la concorrenza globale.

Change privacy settings
×