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San Valentino a Matera: Boom di turisti stranieri e attesa per Matera 2026 nel weekend di festa

Matera, 13 febbraio 2026 – Con Matera 2026 alle porte, la città dei Sassi si prepara a un assalto di turisti stranieri. Già da qualche giorno, nei vicoli che uniscono Piazza Vittorio Veneto al belvedere di Murgia Timone, si sentono parole in inglese, tedesco e francese. Nel cuore della Basilicata l’aria è carica di attesa. Il motivo? Il grande evento internazionale che la città aspetta da mesi e che promette di mettere ancora una volta Matera sotto i riflettori del mondo. Quest’anno però, a fare la differenza potrebbe essere il meteo: gli operatori incrociano le dita sperando in giornate miti, dopo un gennaio bagnato da pioggia continua e qualche vento fastidioso che ha reso il centro storico più tranquillo del solito.

Turisti stranieri a Matera: numeri in crescita in attesa del 2026

Secondo l’Azienda di Promozione Turistica Basilicata, i primi mesi del 2026 hanno portato un aumento del 18% degli arrivi dall’estero rispetto allo scorso anno. Non mancano i gruppi organizzati – molti con guida al seguito – ma si vedono anche viaggiatori da soli, con zaino in spalla e smartphone sempre pronti per scattare foto ai tramonti e agli angoli nascosti tra le case di tufo. “Da quando Matera è stata scelta per il 2026, le richieste sono schizzate,” racconta Elena Grassi, responsabile di una storica agenzia turistica locale. “Arrivano ospiti dagli Stati Uniti e dal Giappone che vogliono tour a tema e attività all’aperto.” Un chiaro segnale che l’evento ha già cominciato a dare ossigeno all’economia locale, dai ristoranti ai piccoli B&B.

Eventi internazionali e aspettative degli operatori locali

Non si tratta solo di visitare i famosi Sassi: Matera si sta preparando a ospitare mostre, concerti e altre iniziative culturali in spazi pubblici e privati. Il calendario annunciato a dicembre prevede l’arrivo di artisti importanti e delegazioni ufficiali da tutta Europa. “Contiamo su un picco di presenze da aprile in poi,” dice Giovanni Palmieri, presidente del Consorzio Albergatori Materani. “Ma tutto dipende dal tempo: molte cose si svolgono all’aperto.” Ancora fresca è la memoria della pioggia torrenziale che ha complicato alcune manifestazioni lo scorso autunno; ora tutti tengono d’occhio le previsioni con un po’ di ansia.

La scommessa del meteo: aspettando la primavera

Il meteo potrebbe davvero fare la differenza. Le temperature restano basse – ieri mattina alle 8 i termometri in Piazza San Francesco segnavano solo 7 gradi – ma le prenotazioni non rallentano. I turisti girano tra i gradoni umidi delle cave, armati di ombrelli e giacche impermeabili; qualcuno fa colazione all’aperto sotto le stufe a gas lungo via Ridola. “Un po’ di sole non guasterebbe nemmeno per le foto,” scherzano due giovani francesi incontrati vicino alla Cattedrale. L’Ufficio Meteo regionale promette un miglioramento già dalla prossima settimana: temperature più miti e giornate soleggiate potrebbero far crescere ulteriormente gli arrivi nelle settimane decisive.

Le reazioni in città e l’attesa per Matera 2026

In città si respira un misto di entusiasmo e nervosismo. Nei bar si parla spesso degli stranieri arrivati – un cameriere del Caffè degli Artisti confida: “Ci chiedono della storia ma anche dei piatti tipici come la crapiata o il pane DOP”. Cresce la voglia di esperienze autentiche: tour nei forni antichi, degustazioni nei frantoi o giri in ape calessino tra i Sassi. Molti materani accolgono questo flusso con orgoglio ma anche con un pizzico di realismo. “Speriamo davvero che questa volta funzioni per tutti – spiega Maria Basile, proprietaria di una bottega artigiana in via Fiorentini – perché lavoro ce n’è solo se la città gira.”

Tutti gli occhi sono puntati sul lungo weekend pasquale: i primi pullman da Monaco e Parigi sono già confermati. Restano però alcune preoccupazioni sulla tenuta dei servizi – taxi e navette soprattutto – nei giorni clou dell’evento. Le autorità assicurano che ci saranno rinforzi e aperture straordinarie dei musei.

Se Matera saprà mettere insieme la sua bellezza antica con una buona dose d’organizzazione (e un pizzico di fortuna col meteo), questa edizione 2026 potrebbe segnare una nuova era d’oro per il turismo lucano. Per scoprirlo davvero però bisognerà aspettare ancora qualche settimana. Nel frattempo, nelle piazze non si parla d’altro.

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