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San Valentino 2024: 3 Italiani su 4 scelgono il weekend culturale come regalo ideale, ma con budget contenuto

Roma, 13 febbraio 2026 – Gli italiani non rinunciano a godersi il tempo libero, anche se lo fanno con una certa prudenza, segno dell’incertezza economica che ancora pesa. È quanto emerge dalla nuova indagine di Impresa Cultura Italia Confcommercio, presentata oggi a Roma. L’analisi, svolta tra gennaio e febbraio su un campione rappresentativo della popolazione adulta, racconta come gli italiani decidano di spendere i propri risparmi: tra cinema, concerti, teatro, musei, viaggi e sport. Il punto fermo? La voglia di vivere esperienze è ancora forte, ma il budget medio resta contenuto.

Cultura e viaggi sì, ma senza svenarsi

Secondo i dati di Confcommercio, il 63% degli intervistati ha detto che nei prossimi mesi metterà qualche soldo in eventi culturali o attività ricreative. Un segnale positivo dopo anni difficili segnati dalla pandemia. Però, quando si tratta di tirare fuori i soldi dal portafoglio, la cautela la fa da padrona: il budget medio mensile per il tempo libero si attesta intorno ai 54 euro, più o meno lo stesso dell’anno scorso. “La voglia c’è – spiega Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia – ma gli aumenti dei prezzi e l’incertezza sul futuro frenano gli entusiasmi”.

La prudenza si riflette anche nelle scelte degli italiani. Oltre la metà – il 52% – preferisce esperienze “a chilometro zero”: cinema o musei vicino a casa, brevi gite fuori porta. Solo un 14% pensa a trasferte più lunghe, come weekend in Europa o grandi eventi musicali all’estero. “Le spese importanti vengono rimandate – osserva Fontana durante la presentazione del report – La gente vuole uscire e partecipare, ma prima fa i conti”.

Cinema e teatro risalgono la china, musica live ferma

Entrando nel dettaglio delle preferenze, il cinema registra una crescita: il 37% degli intervistati intende andare almeno una volta al mese in sala, più rispetto al 2024. “C’è curiosità per le nuove uscite e la voglia di tornare a vivere insieme questa esperienza” sottolinea uno dei ricercatori del sondaggio. Anche il teatro guadagna terreno pur restando minoritario: il 19% conta di comprare almeno un biglietto nei prossimi mesi.

Situazione diversa per i concerti dal vivo: qui si resta fermi al 22%, come l’anno passato. A pesare sono anche i prezzi spesso alti dei grandi eventi. Più gettonati restano i piccoli live nei locali cittadini.

Prezzi alle stelle ma cresce lo streaming

Il tema dei costi è dietro l’angolo. L’aumento generale della vita – dalle bollette al cibo – ha inciso sulle disponibilità da destinare alla cultura. Il 45% del campione ammette di aver ridotto il budget per queste spese, citando “rincari insostenibili” o altre priorità più urgenti. Solo un’esigua minoranza – l’8% – dice di poter spendere più di 100 euro al mese tra svago e cultura.

Un dato interessante riguarda l’uso crescente delle piattaforme digitali. Film in streaming e abbonamenti musicali sono ormai una parte fissa della spesa culturale per il 58% degli italiani. “La pandemia ha accelerato questa tendenza – spiega Fontana – molti bilanciano serate a casa con uscite scelte”.

Viaggi e sport: meno all’estero, più vicino a casa

Sul fronte dei viaggi culturali, la scelta è più mirata: meno spostamenti all’estero e più visite nelle città d’arte italiane come Roma, Firenze e Venezia che restano le preferite. Il 27% pensa a almeno una trasferta nel corso del 2026, quasi sempre in Italia. Anche nello sport si segue lo stesso schema: partite e attività locali hanno la meglio sugli eventi di richiamo nazionale o internazionale.

In sintesi – tra cinema, musei e gite brevi – il tempo libero degli italiani rimane importante ma ragionato. “Le persone fanno scelte attente – conclude Fontana –, segno che la domanda c’è ma chiede proposte alla portata di tutti”. Così, in una Roma grigia di metà febbraio, la voglia di cultura resiste. Anche se ancora non esplode in grandi numeri.

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