Roma, 3 gennaio 2026 – Il bilancio pubblico del Lazio per quest’anno segna un +4% rispetto alla media nazionale, secondo i dati diffusi questa mattina dalla Ragioneria generale dello Stato. Il rapporto, reso noto alle 8:30, mette in luce come la regione guidata dal presidente Francesco Rocca abbia scelto una strategia più spinta rispetto ad altre amministrazioni, investendo soprattutto su sanità, infrastrutture e welfare.
Il cuore delle risorse nel bilancio regionale
Con una spesa complessiva di circa 22 miliardi di euro, il Lazio supera la media nazionale calcolata pro capite. A guidare la lista delle spese ci sono la sanità e l’istruzione, seguite da interventi su trasporti e reti idriche. L’assessore al bilancio, Roberta Angelilli, ha spiegato che l’aumento del budget nasce dall’“esigenza di garantire servizi moderni, efficienti e diffusi sul territorio”. I numeri sono stati presentati ieri pomeriggio in conferenza stampa a via Cristoforo Colombo. “Non sono semplici cifre – ha aggiunto Angelilli – ma risorse fondamentali per colmare ritardi e rafforzare il welfare regionale”.
In pratica, nel 2026 ogni cittadino del Lazio avrà a disposizione più risorse pubbliche rispetto a quelle di regioni come Campania o Puglia. La differenza maggiore si registra nella spesa corrente per la sanità, salita del 6% rispetto al 2025 grazie a fondi extra destinati a ospedali e assistenza territoriale.
Come si posiziona il Lazio rispetto alle altre regioni
Secondo i dati Istat rielaborati dagli uffici regionali, il Lazio mantiene da anni un livello di investimenti pubblici superiore alla media nazionale. Dietro ci sono Toscana ed Emilia-Romagna con incrementi intorno al 2%, mentre Lombardia resta vicino alla media. Una dinamica legata a “caratteristiche territoriali ben precise”, spiegano fonti del ministero dell’Economia: il Lazio ospita molte funzioni amministrative e infrastrutture strategiche di rilievo nazionale.
Non conta solo la quantità dei fondi stanziati: cambia anche come vengono distribuiti. Nel Lazio, oltre alla sanità, gli investimenti nei trasporti sono quasi il doppio rispetto alla media italiana. “Qui ogni giorno transitano centinaia di migliaia di pendolari e turisti – sottolinea Gianluca Quadrana, consigliere regionale – Senza adeguate risorse strutturali tutto rischia di crollare”.
Politica e sindacati: opinioni a confronto
Le decisioni della Regione hanno raccolto giudizi contrastanti. La Cgil Lazio, tramite il segretario Natale Di Cola, ha riconosciuto lo sforzo “in ambito sanitario e sociale”, ma ha chiesto un controllo attento affinché “le risorse non vadano sprecate in costi inutili”. L’opposizione solleva dubbi sulla tenuta finanziaria nel medio termine: “Aumentare il bilancio serve solo se poi si traducono in servizi concreti per cittadini e imprese”, dice Valentina Corrado, capogruppo M5S.
Dal fronte governativo invece prevale un certo ottimismo. “Il Lazio manda un segnale di fiducia in una fase economica ancora incerta”, commenta il sottosegretario all’Economia Federico Freni dopo un incontro tecnico a Palazzo Chigi. Non mancano però le cautele: lo stesso Freni avverte che “l’incremento della spesa pubblica va seguito con attenzione per evitare squilibri futuri”.
Cosa cambia per i cittadini nel 2026
Sul fronte pratico, i primi effetti si vedranno già da febbraio con il potenziamento dei poliambulatori e l’avvio di nuovi cantieri sulla Roma-Lido. La Regione stima che arriveranno benefici anche nell’assistenza domiciliare per anziani e disabili.
Resta comunque una situazione delicata: “Le emergenze non mancano, soprattutto nelle liste d’attesa ospedaliere”, segnala Teresa Petrangolini dell’osservatorio civico Cittadinanzattiva. Solo una gestione attenta potrà trasformare queste risorse extra in miglioramenti reali nella vita dei laziali.
Tra aspettative alte e richieste di trasparenza, il 2026 parte sotto il segno del dibattito sulle risorse pubbliche. Un tema caldo che divide la politica ma interessa da vicino migliaia di famiglie nella regione.





