Categories: Spettacolo e Cultura

Riccardo Muti dirige il concerto negli strumenti del mare al carcere di Opera con Achille Lauro: una profonda spiritualità dentro le mura

Genova, 11 gennaio 2026 – Un direttore d’orchestra, un palco sospeso sul mare e una folla curiosa: così, ieri sera al Porto Antico di Genova, il maestro Alessandro Cadario ha guidato un concerto fuori dal comune. Niente violini tradizionali, ma strumenti fatti con materiali recuperati dalle spiagge. L’evento, promosso da Clean Sea Life e dal Comune di Genova, ha voluto lanciare un messaggio chiaro contro l’inquinamento. Il tutto attraverso la forza della musica e delle immagini. Tra gli ospiti anche Achille Lauro, che ha duettato in una versione mai sentita di “Rolls Royce”, accompagnato non da una band, ma da bottiglie di plastica, corde riciclate e lamierini arrugginiti.

Gli strumenti del mare: musica e denuncia ambientale

Sul palco, illuminato dai riflessi della Lanterna e dalle sagome delle gru portuali, si sono alternati musicisti professionisti e giovani allievi del Conservatorio Paganini. Ma i loro strumenti erano tutt’altro che ordinari: tra reti da pesca, taniche di detersivo e persino un barile abbandonato all’imboccatura del Bisagno. “Non pensavo si potessero tirar fuori suoni così”, ha detto una signora in platea alle 21:15, poco prima dell’inizio dell’esecuzione. Il maestro Cadario ha raccontato che l’idea è nata mesi fa, durante una passeggiata sulla spiaggia di Vesima: “Vedendo quanta plastica si accumulava tra gli scogli – ha spiegato – mi sono chiesto se fosse possibile dare voce a quegli oggetti muti. E solo allora ho pensato alla musica”.

Achille Lauro sul palco con i materiali raccolti in spiaggia

L’ingresso di Achille Lauro – giacca di pelle e ciocche rosa tra i capelli, fedele al suo stile – ha scatenato applausi. Il cantante romano, abituato a palchi ben diversi da quello genovese, si è lasciato coinvolgere dalla sperimentazione: ha battuto il tempo con un tubo di plastica e improvvisato sui suoni secchi delle taniche. “Non è la prima volta che partecipo a eventi per l’ambiente – ha detto Lauro a margine – ma qui la musica prende davvero un’altra forma. Bisogna parlare chiaro, anche rischiando di sembrare strani”. L’esibizione ha raccolto consensi anche sui social ed è stata seguita da almeno 600 spettatori (dati forniti dagli organizzatori).

L’impegno di Clean Sea Life e le reazioni del pubblico

Dietro le quinte, volontari e operatori della Clean Sea Life spiegavano che ogni strumento racconta una storia precisa. Una tanica veniva dalla foce del Polcevera; una cassa acustica era stata assemblata con tavole portate dalla mareggiata del 2024. “Portare qui questa spazzatura trasformata in musica è il modo migliore per dire che il problema ci riguarda tutti”, ha raccontato Chiara Raggi, responsabile del progetto. Il pubblico ha seguito con attenzione: molti fotografavano i dettagli degli strumenti; i più giovani si fermavano davanti ai pannelli informativi sulle microplastiche.

Verso la fine dell’evento un bambino ha chiesto al padre se la bottiglia appena finita poteva “diventare una chitarra”. Scene simili sono tornate anche dopo il concerto, quando alcuni spettatori hanno raggiunto i musicisti per vedere da vicino gli “strumenti del mare”.

Un messaggio che va oltre il concerto

L’evento non è stato solo uno spettacolo: durante la serata sono stati raccolti oltre 500 euro per finanziare le prossime attività di pulizia delle coste liguri. Il sindaco Marco Bucci – presente in platea accanto all’assessora all’Ambiente Laura Gaggero – ha ribadito l’impegno della città contro l’inquinamento marino. “Abbiamo il dovere di difendere il nostro mare – ha detto Bucci dal palco – iniziative come questa aiutano a far capire senza retorica”. Ma la vera eredità della serata sembra un’altra: la consapevolezza che anche un vecchio secchio o un flacone abbandonato possono davvero cambiare ritmo e prospettiva.

Così, tra suoni inaspettati e parole fuori dal coro, il concerto degli “strumenti del mare” ha mostrato una Genova diversa. Capace di farsi sentire senza alzare la voce.

Antonella Romano

Sono una redattrice innamorata della Sicilia, e in particolare della mia Palermo. Fin da piccola, ho respirato l'aria vibrante di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Ogni vicolo di Palermo racconta storie antiche, e io non mi stanco mai di scoprirle e condividerle. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Palermo, dove ho approfondito il mio amore per la scrittura e la narrazione. Dopo gli studi, ho avuto l'opportunità di collaborare con diverse testate giornalistiche e riviste locali, scrivendo articoli che esplorano le meraviglie artistiche, culinarie e naturalistiche della nostra isola. La mia vera passione, tuttavia, è raccontare la vita quotidiana della Sicilia e i suoi abitanti straordinari. Cerco di portare i lettori in un viaggio virtuale tra mercati colorati, spiagge dorate e festival affollati, sperando di trasmettere l'unicità e la bellezza di questa terra. Quando non sono dietro alla tastiera, mi piace camminare lungo la costa, visitare i mercati locali e assaporare piatti tradizionali cucinati con amore. Ogni giorno in Sicilia offre l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, e non vedo l'ora di condividere queste esperienze con voi. Seguitemi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, esplorando insieme cultura, sapori e tradizioni che rendono questa terra davvero speciale. Grazie per essere qui e per la vostra curiosità. Spero che attraverso le mie parole possiate innamorarvi della Sicilia tanto quanto lo sono io!

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