Roma, 8 febbraio 2026 – Ieri “Una Battaglia dopo l’altra” ha fatto un altro passo importante verso gli Oscar 2026, confermando il suo momento d’oro. Il film di Giovanni Reale, già applaudito al Festival di Venezia, è entrato nella shortlist finale dell’Academy come miglior film internazionale. La notizia è arrivata nel pomeriggio da Beverly Hills, suscitando grande entusiasmo tra regista, attori e tutta la squadra, che si sono ritrovati in una saletta di Trastevere per seguire in diretta l’annuncio.
“Una Battaglia dopo l’altra” ha raggiunto questo traguardo dopo un percorso non semplice. Fin dalla prima proiezione a settembre al Lido di Venezia, le aspettative sono cresciute. I giornalisti avevano parlato di una storia “potente”, capace di tenere incollato lo spettatore grazie a un racconto che alterna momenti intimi e tensione collettiva. Da lì il film ha fatto tappa al Toronto International Film Festival e poi al Festival di Busan in Corea del Sud, costruendo così una solida reputazione all’estero.
Le difficoltà non sono mancate, soprattutto per la produzione indipendente guidata da Claudia Valli. Come ha raccontato lei stessa: “Abbiamo girato per più di sei mesi tra Lazio, Basilicata e Abruzzo. Non è stato facile chiudere i finanziamenti, ogni fase è stata una piccola battaglia”. Ma proprio questa tenacia ha permesso al film di arrivare fino a qui.
Il film parla di temi attuali: il conflitto tra generazioni, la fatica di restare uniti quando tutto sembra crollare, la ricerca di una nuova identità collettiva. Il protagonista, interpretato da Riccardo Mastrangeli, si muove tra ricordi dolorosi e un presente incerto in una provincia raccontata senza abbellimenti inutili. La sceneggiatura di Sonia Righi, premiata a Roma come miglior script originale, punta su dialoghi asciutti e diretti, mai retorici.
A colpire la critica americana sono stati i dettagli – dal dialetto locale alle inquadrature strette nei bar del paese – che restituiscono un realismo autentico. Il “Los Angeles Times” ha sottolineato come la forza del film stia proprio nel mix tra radici locali e universalità delle emozioni.
Appena uscita la lista degli Oscar, il regista Giovanni Reale ha voluto ringraziare tutti: “Siamo arrivati fin qui grazie a uno sforzo comune. Nessuno si è tirato indietro quando le cose si sono complicate”. Mastrangeli si è lasciato andare a un commento più personale: “Se me lo avessero detto due anni fa non ci avrei creduto”. Claudia Valli era visibilmente emozionata: “Abbiamo portato un pezzo d’Italia nel mondo”.
Adesso l’attenzione è tutta sulla cerimonia degli Oscar, in programma il 22 marzo a Los Angeles. La delegazione italiana sarà presente con attori e produttori esecutivi. Dal Ministero della Cultura confermano che ci sarà anche una rappresentanza ufficiale.
Entrare nella shortlist finale è un riconoscimento importante per il cinema italiano, spesso in difficoltà davanti ai grandi studios internazionali. Secondo dati dell’Anica, nel 2025 le esportazioni dei film italiani sono cresciute del 14%, invertendo la tendenza degli anni precedenti.
Non mancano però voci più caute. Un produttore romano, che preferisce restare anonimo, ricorda che “il passaggio alla cinquina non è affatto scontato. Gli altri candidati sono molto forti quest’anno”. Tuttavia, molti addetti ai lavori sottolineano che l’esperienza della troupe di “Una Battaglia dopo l’altra” ha già dato una spinta al settore: giovani registi e sceneggiatori stanno presentando nuovi progetti sulla scia del successo internazionale.
Per ora resta spazio solo per la soddisfazione. Tutti gli occhi del cinema italiano restano puntati su Los Angeles – pronti a vedere se questa sarà davvero la battaglia decisiva.
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