×

Papa Francesco all’Angelus: preghiera speciale per le popolazioni colpite dalle alluvioni, con focus su Niscemi in Sicilia

Roma, 8 febbraio 2026 – Questa mattina, a Palazzo Montecitorio, il presidente della Commissione Difesa della Camera, il generale in congedo Antonio Leone, ha acceso i riflettori sul ruolo chiave delle basi militari statunitensi in Italia. In particolare, si è soffermato sulla base di Niscemi, in Sicilia. L’intervento è arrivato poco dopo le 10, nel corso di una discussione dedicata alla cooperazione tra Italia e Stati Uniti su sicurezza e difesa. “Quando si parla di infrastrutture fondamentali – ha detto Leone – bisogna tenere a mente soprattutto Niscemi, per il suo contributo alle attività di intelligence e al supporto operativo nell’area del Mediterraneo”.

La base di Niscemi: tra tensioni e strategia internazionale

La base di Niscemi, nel cuore del territorio nisseno, è un nodo centrale per le telecomunicazioni militari della US Navy, grazie al Mobile User Objective System (MUOS). Si tratta di un impianto all’avanguardia inaugurato nel 2017, dopo anni di proteste e manifestazioni dei residenti locali. Questo sistema collega direttamente le flotte americane sparse nel mondo. “Il sito di Niscemi – ha aggiunto Leone – è fondamentale per la sicurezza globale ma anche per la nostra stessa difesa”. Fonti del Ministero della Difesa confermano che il MUOS è un punto cruciale per la trasmissione di dati criptati e per coordinare operazioni complesse a livello internazionale.

Non sono mancati però i momenti di tensione. Tra il 2013 e il 2016 il movimento “No MUOS” ha organizzato cortei e presidi fissi davanti alla base. I residenti di contrada Ulmo ricordano bene quei mesi: strade bloccate, sirene che suonavano a lungo, scontri con le forze dell’ordine. “Ogni notte arrivavano camion,” racconta Giuseppe Cammalleri, che abita a pochi chilometri dalla recinzione. Eppure il dialogo con le autorità non si è mai interrotto del tutto. Nel 2020 sono stati fatti nuovi monitoraggi ambientali, anche su richiesta della Regione Sicilia, per controllare l’impatto elettromagnetico sulle case vicine.

Niscemi: un nodo strategico nella cooperazione tra Italia e Usa

La presenza militare americana a Niscemi si inserisce in un quadro più ampio che comprende altre basi importanti come Sigonella (Catania), Aviano (Pordenone) e Vicenza. Solo a Niscemi lavorano oltre 150 militari statunitensi e circa 60 dipendenti civili italiani, tra tecnici e personale ausiliario, secondo dati forniti dall’Ambasciata americana a Roma nel 2025. I rapporti con la comunità locale sono regolati da accordi bilaterali e protocolli pensati per gestire emergenze sanitarie e ambientali.

“La base – ha sottolineato Leone davanti ai colleghi – occupa una posizione strategica non solo per controllare l’area del Nord Africa ma anche per garantire stabilità nel Mediterraneo”. Il tema torna d’attualità soprattutto ora che le crisi regionali si fanno più intense: l’aumento dei traffici navali russi nelle acque libiche e il controllo delle rotte migratorie hanno acceso i riflettori sulla base.

Le preoccupazioni del territorio e le risposte delle istituzioni

A Niscemi il dibattito sulla presenza americana resta vivace. Maria Ferlisi, insegnante al liceo locale, spiega che “la gente qui è divisa: c’è chi teme gli effetti sulla salute e sull’ambiente, chi invece guarda al lavoro che la base genera”. L’ultimo rapporto ARPA Sicilia, pubblicato lo scorso ottobre, conferma che i livelli di emissioni elettromagnetiche intorno al MUOS restano entro i limiti stabiliti dalla legge italiana. Ma gli attivisti locali continuano a chiedere una moratoria sulle nuove installazioni.

Il sindaco Massimiliano Conti ha più volte chiesto “più trasparenza sulle attività della base” e la creazione di un tavolo tecnico permanente con la Difesa. “Non si può ignorare l’importanza dell’occupazione,” ha ribadito in Consiglio comunale, “ma la salute dei cittadini viene prima di tutto”.

Il quadro nazionale e cosa ci aspetta

In Parlamento la questione della presenza USA a Niscemi resta delicata. Il ministro della Difesa Elisabetta Parisi ha ricordato ieri in commissione che “la collaborazione con gli Stati Uniti è essenziale per la nostra sicurezza nazionale e regionale”, aggiungendo però che “tutte le attività devono rispettare le leggi italiane e tutelare l’ambiente”.

Dietro accordi internazionali e tensioni locali emerge tutta la complessità del caso: Niscemi rimane un tassello fondamentale della difesa euro-atlantica ma anche una realtà quotidiana con cui i cittadini siciliani devono fare i conti. Nei prossimi mesi sarà decisiva una nuova valutazione ambientale chiesta dagli amministratori locali. Intanto nella cittadina siciliana si respira quell’incertezza tipica delle aree di confine dove politica estera e vita quotidiana si mescolano ogni giorno.

Change privacy settings
×