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Paola Cortellesi riceve laurea honoris causa in Giurisprudenza all’Università di Messina: un tributo all’arte in crisi

È stata una mattinata intensa nell’aula magna dell’Università di Messina. Qui è stata conferita la laurea honoris causa in Scienze dello Spettacolo alla regista e sceneggiatrice siciliana Emma Sgrò. Poco dopo la cerimonia, intorno alle 11.30, la stessa Sgrò ha spiegato: “Dedico questo riconoscimento all’arte che oggi attraversa una crisi profonda”. L’aula era piena, con studenti, docenti e figure di spicco del mondo culturale cittadino. In prima fila sedevano il rettore Salvatore Cuzzocrea e il sindaco Federico Basile.

Premio a Emma Sgrò: il perché di una scelta

La decisione dell’Ateneo di assegnare la laurea honoris causa a Sgrò nasce dalla volontà di “premiare chi ha dato nuovo slancio al teatro contemporaneo, anche a livello educativo e sociale”, spiegano fonti universitarie. Negli ultimi vent’anni la regista messinese si è fatta notare per le sue messe in scena originali e l’attenzione ai temi dell’inclusione, lavorando spesso con scuole e associazioni del territorio.

“La sua attività – ha letto Francesca Martorana, direttrice del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne – mette al centro la fragilità, la forza e la vitalità della scena locale. Non solo spettacoli ma anche laboratori aperti a giovani e comunità”.

Tra speranza e denuncia: il discorso di sgrò

Nel suo intervento, Sgrò ha mescolato gratitudine a parole forti: “Sono fiera di ricevere questo premio nella mia città. Ma non posso non pensare a chi fa arte con mille difficoltà”, ha detto all’inizio. Per lei “i tagli ai fondi pubblici e la poca attenzione delle istituzioni stanno distruggendo il lavoro degli operatori culturali. È un momento difficile – ha aggiunto –, molti teatri sono chiusi o vivono in condizioni precarie. Solo così si capisce che la cultura non è un lusso”.

In sala qualcuno ha applaudito, altri hanno ascoltato in silenzio, riflettendo. Poi Sgrò ha voluto evidenziare come in Sicilia – soprattutto qui a Messina – ci siano ancora spazi dove si sperimenta grazie all’impegno di artisti, tecnici e volontari che non mollano.

Le reazioni dal mondo accademico e istituzionale

Il rettore Cuzzocrea ha espresso soddisfazione per aver premiato “una figura ben radicata nel tessuto cittadino”, sottolineando il valore simbolico del riconoscimento in un momento delicato per lo spettacolo dal vivo. Il sindaco Basile ha ricordato l’importanza di “non rinunciare agli investimenti in cultura nonostante le difficoltà economiche degli enti locali”.

Al termine della cerimonia studenti e docenti hanno avvicinato Sgrò per complimentarsi o chiedere consigli. Tra i giovani c’era Marco Gattuso, ventitré anni, studente di regia: “Oggi si respira entusiasmo ma anche un peso maggiore sulle spalle. Il segnale che arriva dall’Università ci spinge a non arrenderci”, ha raccontato ai nostri microfoni.

Tra palcoscenico e impegno sociale: il cammino di Emma Sgrò

Nel curriculum della regista messinese, 46 anni, figurano collaborazioni con il Teatro Vittorio Emanuele e molti progetti rivolti agli studenti delle periferie cittadine. Nel 2018 aveva già ottenuto un riconoscimento dal Ministero dei Beni Culturali per laboratori inclusivi.

Alla domanda su cosa significhi ricevere questa laurea quasi cinquantenne, Sgrò ha risposto con semplicità: “Forse conta soprattutto la consapevolezza. Si arriva qui dopo aver sbagliato tanto, visto cadere molte cose ma anche vederne rinascere altre”.

Un saluto dedicato all’arte ferita

Prima di lasciare l’aula tra foto e abbracci improvvisati (qualcuno ha scherzato sui parenti emozionati vicino all’uscita), la regista ha voluto lasciare un ultimo messaggio: “Dedico questa laurea all’arte che attraversa crisi ma riesce sempre a rialzarsi. Ai giovani dico soltanto: seguite quello che vi spinge dentro. Non è mai tempo perso”.

La mattinata all’Università di Messina si è conclusa intorno alle 13 con molte persone ancora nei corridoi del Rettorato a scambiarsi impressioni tra timori per il futuro e qualche battuta sulle nuove generazioni di artisti che – almeno qui – sembrano davvero volerci provare.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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