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Palermo, padre riapre il pub per onorare il sogno del figlio 21enne ucciso con un colpo di pistola

Napoli, 11 gennaio 2026 – La notte scorsa, poco dopo le 2, un ragazzo di ventuno anni, Antonio De Rosa, è stato ucciso da un colpo di pistola in via Carlo de Marco, nel quartiere San Carlo all’Arena. L’omicidio è avvenuto all’improvviso davanti a un bar, e ha sconvolto non solo la famiglia del giovane ma anche tutta la comunità locale. Il quartiere è rimasto senza parole davanti a questo ennesimo episodio di violenza che torna a insanguinare le sue strade. La fidanzata di Antonio, ancora sotto shock, ha affidato ai social un messaggio semplice e doloroso: “Sono stata sempre orgogliosa di lui”.

Le indagini partono dalle telecamere

La Questura di Napoli ha fatto sapere che gli investigatori stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Antonio, originario del rione Sanità ma trasferitosi da qualche tempo in questa parte della città, sarebbe stato avvicinato da uno sconosciuto con il volto coperto che – dopo un breve scambio di parole – ha sparato a bruciapelo. Il proiettile lo ha colpito al petto. Quando il 118 è arrivato sul posto, per lui non c’era più nulla da fare. È morto lì, sul marciapiede, tra le urla dei pochi presenti che avevano assistito alla scena. “Abbiamo sentito un botto e poi un silenzio inquietante”, racconta un residente del quartiere. Poco dopo la polizia ha transennato l’area per cercare tracce o indizi che possano portare all’identificazione dell’assassino.

Una comunità sotto choc

Questa mattina, chi conosceva Antonio parla di un ragazzo benvoluto e senza legami con la criminalità. “Era uno come tanti altri ragazzi del quartiere, sempre educato”, dice una vicina che lo ha visto crescere. Molti si sono radunati davanti al bar dove è avvenuta la tragedia. Hanno portato fiori e lasciato biglietti per esprimere dolore e solidarietà alla famiglia. I genitori di Antonio sono arrivati all’alba, sostenuti dagli amici più stretti. Nessuno sembra riuscire a trovare parole per spiegare quanto successo.

L’addio della fidanzata: parole dal cuore

Tra i messaggi che in queste ore stanno circolando sui social c’è quello della fidanzata di Antonio, Martina Russo, poco più giovane di lui. Le sue parole hanno colpito per la loro sincerità: “Non ti dimenticherò mai, sarò sempre orgogliosa di te. Avevi sogni grandi e volevi solo lavorare”. La ragazza era con lui fino a poco prima dell’agguato: “Ci siamo salutati vicino al bar. Dovevamo vederci domani… Non riesco a crederci”. Una loro foto insieme e poche frasi interrotte dall’emozione sono diventate subito virali tra gli amici.

San Carlo all’Arena: ancora sangue nelle strade

Il quartiere San Carlo all’Arena non è nuovo a questo tipo di violenza. Secondo l’Osservatorio sulla sicurezza urbana, negli ultimi dodici mesi si sono già contati quattro omicidi con arma da fuoco nella zona, quasi tutti legati a faide o regolamenti di conti. Ma in questo caso, dalle prime indagini non emergono legami diretti con la criminalità organizzata. Gli inquirenti stanno ascoltando amici e conoscenti per ricostruire gli ultimi movimenti del ragazzo. Il procuratore aggiunto Nunzio Fragliasso ha detto che “le modalità dell’agguato fanno pensare a un gesto premeditato” ma per ora “non c’è ancora un movente chiaro”.

Le istituzioni chiedono più sicurezza

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Gaetano Manfredi durante una conferenza stampa convocata d’urgenza alle 10:30 a Palazzo San Giacomo: “Napoli perde ancora una vita giovane. Serve più presenza dello Stato nei nostri quartieri”. Parole raccolte dalla prefetta Maria Rosaria Capaldo che ha chiesto “più pattugliamenti” e un confronto immediato tra forze dell’ordine e amministrazione comunale.

Indagini in corso: telefonate e tabulati al vaglio

Gli agenti della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Alfredo Fabbrocini, stanno controllando le ultime telefonate ricevute da Antonio e analizzando i tabulati delle celle telefoniche nella zona del delitto. L’obiettivo è capire se ci sono stati spostamenti strani nelle ore prima della sparatoria. Nei dintorni del luogo dove è avvenuto l’agguato sono stati trovati alcuni bossoli compatibili con una pistola semiautomatica di piccolo calibro.

Un quartiere ferito cerca risposte

Nel primo pomeriggio davanti al bar teatro della sparatoria si è tenuta una veglia informale con circa cinquanta persone tra familiari e ragazzi del quartiere. Nessuno vuole parlare apertamente ma tutti chiedono giustizia e sicurezza. “Non possiamo abituarci a vivere così”, mormora una donna mentre sistema una candela accesa.

Le prossime ore saranno decisive per gli investigatori chiamati a fare luce su questa tragedia che lascia dietro sé solo dolore e una domanda senza risposta: perché?

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