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No Muos a Niscemi in corteo: frana causata da mancati interventi, non dal maltempo

Milano, 8 febbraio 2026 – Gli organizzatori del cantiere ferroviario di Valbrona, in provincia di Como, hanno chiarito questa mattina che la frana avvenuta ieri pomeriggio, che ha coinvolto un tratto della linea Milano-Lecco alle 15.42, non sarebbe stata causata dal maltempo. Una precisazione che arriva poche ore dopo le prime notizie, circolate ieri sera, che attribuivano direttamente l’evento alle condizioni meteorologiche avverse che hanno colpito l’area lariana nelle ultime settimane.

La frana e i primi rilievi

La frana, avvenuta vicino a via per Asso, ha interessato un tratto ancora non operativo della nuova linea ferroviaria. La direzione lavori del consorzio ArnoValli, responsabile dell’intervento, ha parlato di un “cedimento limitato”, stimato intorno agli 80 metri cubi di materiale. Chi lavorava in cantiere al momento del distacco ha descritto un boato improvviso, seguito da una nube di polvere e dal rumore sordo della terra che scivolava verso valle.

Sul posto sono arrivati i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana e i vigili del fuoco di Canzo. Le squadre hanno subito isolato l’area e avviato la messa in sicurezza. “Quel fronte instabile era sotto controllo da qualche giorno”, ha spiegato Marco Fumagalli, direttore operativo del consorzio. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito e non ci sono stati danni a mezzi o strutture fisse: “Le protezioni temporanee hanno fatto il loro lavoro”.

Maltempo escluso come causa principale

Nel pomeriggio, dopo i rilievi degli ingegneri strutturisti e della protezione civile regionale, è arrivata la nota ufficiale degli organizzatori. Il consorzio ArnoValli ha dichiarato: “Dai controlli preliminari e dai dati sulla pioggia raccolti tra il 3 e il 7 febbraio, le precipitazioni non sono state sufficienti a provocare una frana così grande. Stiamo ancora approfondendo le cause vere con indagini geotecniche”.

Una precisazione chiara che si discosta dalle prime impressioni raccolte tra chi abita nella zona e qualche amministratore locale. Ieri sera nel paese si commentava con preoccupazione l’ennesimo episodio: “Piove da settimane e la montagna non regge più”, diceva a caldo Giuseppe Villa, consigliere comunale.

Indagini tecniche in corso

I tecnici incaricati dal Comune e dalla Regione stanno controllando la stabilità dei versanti vicino al cantiere. Fonti interne al Municipio riferiscono che le verifiche riguarderanno anche alcune case private lungo via per Asso e la vecchia linea ferroviaria dismessa. “Abbiamo chiesto un rapporto dettagliato entro lunedì prossimo”, ha detto il sindaco di Valbrona, Lara Colombo.

La preoccupazione resta alta soprattutto sulla sicurezza degli operai impegnati sul tracciato. Alcuni lavoratori che stamattina hanno ripreso le attività in una zona lontana dal fronte franoso spiegano di essere “abituati a tenere d’occhio ogni minimo movimento del terreno” e di aver ricevuto rassicurazioni dai responsabili del cantiere.

Ritardi e disagi per i pendolari

La linea Milano-Lecco, già rallentata dai lavori di ammodernamento iniziati nel 2024, resterà almeno parzialmente chiusa fino a quando non saranno completate tutte le verifiche sulla stabilità del terreno. Trenord ha organizzato bus sostitutivi tra Erba e Lecco: “Non sappiamo ancora per quanto dovremo viaggiare sugli autobus”, racconta una pendolare, Anna Castelli, incontrata davanti alla stazione di Erba poco dopo le 8. Anche alcuni studenti dell’istituto Bachelet lamentano disagi legati alle coincidenze saltate: “Ho perso due ore solo oggi per arrivare a scuola”, racconta Marco Pini.

La società gestore assicura aggiornamenti costanti. Intanto cresce la pressione su chi coordina i lavori e sulle autorità locali chiamate ora a fare chiarezza sull’accaduto e a tranquillizzare la popolazione.

Cosa dicono gli esperti

Per il professor Alberto Cattaneo del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Milano “le frane su versanti interessati da grandi scavi possono avere molte cause diverse”. E aggiunge: “L’acqua può essere solo uno dei fattori coinvolti”. Il docente sottolinea poi come servano carotaggi approfonditi e analisi dettagliate delle stratigrafie per capire davvero perché è ceduto quel terreno.

Nel pomeriggio sono proseguiti i sopralluoghi con il supporto del servizio geologico regionale. La relazione finale è attesa entro il fine settimana. Solo allora si potrà capire se la frana è legata a errori progettuali, movimenti precedenti o ad altri elementi ambientali ancora da scoprire. Una domanda però resta aperta: quanto è davvero sicura quella montagna?

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