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Roma, 24 gennaio 2026 – Jonas Kruger, compositore tedesco di 38 anni, è stato nominato all’Oscar per la miglior canzone originale con il brano “A Promise”, scritto per il documentario “Le mani nella luce”, girato interamente in Italia. L’annuncio dell’Academy è arrivato questa mattina e ha sorpreso la produzione, riunita in una sala di post-produzione a Roma, nel cuore di Trastevere, davanti allo schermo che scorreva i titoli delle nomination. L’emozione si sentiva anche dalle finestre aperte: una tipica giornata grigia di gennaio a Roma.

“A Promise”: la canzone nata tra Matera e Montecassino

“A Promise”, la canzone firmata da Kruger, è nata tra i vicoli di Matera e la quiete dell’Abbazia di Montecassino, due luoghi simbolo scelti dal regista Francesco Agresti per raccontare – attraverso il suo documentario – un intreccio di arte, fede e resilienza. La musica è stata registrata nel novembre 2024 negli studi RAI di via Teulada, a Roma. A ricordarlo è lo stesso compositore, raggiunto telefonicamente da Alanews: “È stato un percorso diverso dal solito – spiega Kruger – Non avevo mai scritto musica per immagini così piene di significato e memoria”.

Nel documentario, presentato al festival di Locarno lo scorso agosto e pronto per l’uscita in sala a fine febbraio, “A Promise” accompagna una lunga sequenza notturna tra i sassi materani. La voce della cantante toscana Sara Neri, poco più che trentenne, emerge su un arrangiamento essenziale fatto di pianoforte, archi e un coro di voci bianche registrate nella chiesa di San Benedetto a Perugia.

Un Oscar tutto italiano

Non era affatto scontato che un progetto così intimo e profondamente legato all’Italia arrivasse fino all’attenzione dell’Academy. “Abbiamo fatto ascoltare il brano negli Stati Uniti solo a dicembre, durante una proiezione a Los Angeles organizzata dal Consolato italiano,” spiega il produttore Giorgio Lombardi. “All’inizio a Hollywood quasi nessuno conosceva Jonas Kruger. È stato il passaparola tra i musicisti a fare la differenza”.

L’ultimo compositore europeo candidato in questa categoria per un documentario girato in Italia risale a vent’anni fa. Ma stavolta la storia è diversa: “Le mani nella luce” non racconta eventi clamorosi ma intreccia storie comuni di ricostruzione quotidiana dopo il terremoto del Centro Italia del 2016. Nel film compaiono figure come don Luigi D’Andrea della diocesi di Norcia, la restauratrice marchigiana Elena Passeri e diversi volontari impegnati nei cantieri aperti a San Benedetto del Tronto.

Dalla Germania ai Sassi: il percorso di Kruger

Kruger racconta come sia arrivato in Italia quasi per caso. Lo aveva chiamato Agresti dopo aver ascoltato una sua colonna sonora realizzata per una produzione tedesca sulla memoria della Shoah. All’inizio Jonas aveva detto no: “Non mi sentivo all’altezza, temevo di cadere nei soliti cliché”. Solo dopo aver passato una settimana tra Matera e Norcia ha cambiato idea.

La canzone – si scopre dai primi materiali diffusi dalla produzione – è nata nella piccola biblioteca civica di Montecassino, tra appunti presi a matita e bozze scritte su un quaderno rosso. “Ogni nota cerca di restituire l’atmosfera fatta di silenzi e parole non dette,” racconta Kruger.

Le reazioni dal mondo della musica

La nomination ha colto molti nel settore alla sprovvista. Sara Neri, contattata stamattina mentre si trovava a Firenze per le prove teatrali, confessa: “Non me l’aspettavo davvero. Ho registrato tutto in una sola notte perché avevo paura che l’emozione svanisse. Forse si sente anche questo nella canzone”.

Non sono mancati messaggi di complimenti da musicisti italiani ed europei: fra i primi, la violinista torinese Laura Petrini, che ha scritto su X: “Un piccolo miracolo in tempi difficili”. Il compositore britannico Richard Cale ha ricordato invece la collaborazione con Kruger per un film su Berlino: “È uno dei pochi che sa davvero ascoltare i luoghi”.

Verso Los Angeles: gli appuntamenti futuri

Il team del film volerà a Los Angeles il 20 febbraio per incontrare stampa e Academy. Intanto è stata annunciata una proiezione-evento al cinema Farnese di Roma il 2 marzo, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

L’attesa ora si concentra sulla cerimonia degli Oscar, fissata per il 9 marzo al Dolby Theatre. “Comunque vada – conclude Kruger – essere arrivati fin qui partendo dall’Italia più profonda è già una vittoria”.

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