Pordenone, 8 gennaio 2026 – Un progetto che punta a far riscoprire ai più giovani il valore delle parole. È questo il fulcro dell’iniziativa presentata ieri da Fondazione Pordenonelegge e Treccani, durante un incontro pubblico al Palazzo Montereale Mantica. Alle 10.30, davanti a una platea formata da studenti delle scuole superiori di Pordenone e provincia, i promotori hanno spiegato l’idea che guiderà tutto l’anno scolastico: portare nelle aule un confronto vero sull’uso consapevole della lingua italiana.
La scelta di unire le forze tra Fondazione Pordenonelegge e Treccani non è casuale. “Viviamo un’epoca in cui le parole rischiano di perdere senso”, ha detto con chiarezza Gian Mario Villalta, direttore artistico di Pordenonelegge. “Abbiamo bisogno – ha aggiunto – di momenti e strumenti per ritrovarle davvero. Solo così i giovani potranno usarle senza paura”. L’accordo con Treccani, storica istituzione che dal 1925 difende e diffonde la lingua italiana, nasce proprio dalla voglia condivisa di custodire il patrimonio lessicale, partendo dalle scuole.
Il programma prevede diversi appuntamenti fino a maggio: laboratori, incontri con autori ed esperti della lingua, visite guidate alle mostre ospitate nel Palazzo Montereale Mantica. “L’obiettivo – ha sottolineato Valeria Della Valle, lessicografa Treccani – è far capire ai ragazzi che le parole non sono solo strumenti, ma vere chiavi per interpretare il mondo”.
Alla presentazione erano presenti delegazioni di cinque scuole superiori del territorio: Liceo Leopardi-Majorana, ISIS Mattiussi-Pertini, ITC Flora, Liceo Grigoletti e IPSIA Zanussi. Gli studenti hanno ascoltato in silenzio, poi non hanno esitato a fare domande appena finito l’intervento dei relatori. “Vorremmo partecipare attivamente alla scelta dei temi”, ha detto una ragazza del Grigoletti; un suo compagno ha chiesto spazio anche per i linguaggi digitali. L’organizzazione si è detta pronta ad accogliere le proposte: “Costruiremo questo percorso insieme”, ha promesso Villalta.
Per molti insegnanti questa proposta è un’occasione concreta per rinnovare la didattica. “Spesso i nostri ragazzi fanno fatica a esprimersi con chiarezza”, ha ammesso Michele Biason, docente al Liceo Leopardi-Majorana. “Questo progetto – ha confidato – può davvero fare la differenza”.
Le attività vogliono coinvolgere direttamente gli studenti: ci saranno esercizi di scrittura creativa, analisi del linguaggio nei media (dai giornali ai social), incontri sulla storia della lingua italiana e laboratori sulle parole nuove e i neologismi. Un’attenzione speciale sarà dedicata alle fake news e all’uso distorto delle parole online, temi sempre più rilevanti alla luce delle ultime segnalazioni dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.
Non mancheranno momenti dedicati alla poesia contemporanea e alla lettura ad alta voce. “Saper leggere bene significa anche capire meglio”, ha spiegato Della Valle. In primavera il ciclo si chiuderà con una giornata-evento aperta a tutti i partecipanti e ad alcune figure importanti della cultura italiana. L’ingresso sarà gratuito.
Secondo gli organizzatori, la vera sfida è il rapporto tra i giovani e la parola scritta in un mondo dominato da immagini veloci e messaggi brevi. “C’è il rischio che tutto diventi troppo semplice – ha ammesso Villalta – ma non dobbiamo demonizzare nulla. Bisogna imparare a usare questi nuovi linguaggi senza perdere il senso profondo delle cose”. Anche diversi insegnanti presenti hanno condiviso questo pensiero: spesso il problema non sono gli strumenti digitali in sé, ma la scarsa consapevolezza nell’usare le parole giuste.
L’iniziativa – sostenuta dal Comune di Pordenone – andrà avanti nei prossimi mesi coinvolgendo anche gli istituti tecnici e professionali della provincia. Chi vuole partecipare o avere informazioni può visitare il sito ufficiale di Pordenonelegge o rivolgersi agli uffici scolastici locali.
Un percorso che i promotori sperano lasci un segno duraturo. Non solo dentro le aule, ma anche nel modo di parlare, scrivere e pensare delle nuove generazioni.
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