Categories: Spettacolo e Cultura

Mythos: 25 spettacoli in 12 città per celebrare il mito di Olimpia nell’anno di Milano-Cortina

Napoli, 5 dicembre 2025 – Torna il festival “Mythos” con 25 spettacoli in 12 città italiane, da gennaio a giugno 2026. Un cartellone che porterà in piazze e teatri un mix di mitologia classica, musica e performance contemporanee. L’annuncio è arrivato ieri mattina, alle 11, nella sala del Teatro Mercadante, davanti a un pubblico fatto di artisti, amministratori locali e addetti ai lavori. Il messaggio del direttore artistico Marta Ricci è semplice ma chiaro: “Vogliamo far parlare il passato con il nostro presente, usando il linguaggio delle arti dal vivo”.

Mythos 2026: tra antichità e sperimentazione

Dodici città – tra cui Napoli, Palermo, Siracusa, Taranto e Cagliari – si preparano ad accogliere la rassegna. Un progetto nato quattro anni fa con l’idea di mettere in dialogo i territori del Mediterraneo. Quest’anno Mythos punta a raggiungere nuovi pubblici. Ricci ha spiegato: “Non ci interessa solo raccontare i miti greci o latini, ma vedere come quei temi antichi parlano ancora oggi. Per questo abbiamo coinvolto giovani registi e coreografi”.

Il programma non è ancora definitivo, ma spicca la prima nazionale della “Fedra” riscritta da Daniele Morante (9 marzo a Napoli), una rivisitazione elettronica del mito di Orfeo a Cagliari e laboratori di narrazione nelle scuole di Taranto. Qualche appuntamento si terrà anche all’aperto, in luoghi come il Teatro Greco di Siracusa.

La rete delle città e il coinvolgimento locale

Ogni tappa di Mythos nasce da una collaborazione stretta con i comuni e le compagnie locali. Napoli aprirà le danze il 20 gennaio con uno spettacolo ispirato a “Prometeo”, firmato da Elisa Vavuso e ambientato nel suggestivo Maschio Angioino. Il sindaco Gaetano Russo, presente alla presentazione, ha sottolineato: “La cultura unisce le persone. Questo festival è molto più di un evento”.

Anche Palermo partecipa con forza: tre serate a febbraio al Teatro Biondo e all’Accademia di Belle Arti dedicate alle trasformazioni nei miti mediterranei. L’assessora Francesca Vitale ha messo in luce l’importanza della partecipazione attiva: “Abbiamo coinvolto studenti, guide turistiche e persino chef pronti a reinterpretare piatti ispirati agli dei”.

Sperimentazione musicale e nuovi linguaggi

Non solo teatro: l’edizione 2026 dà spazio alla musica elettronica, ai video mapping e alle performance interattive. A Siracusa sono previste due serate tra le rovine dell’antica Neapolis, con sonorizzazioni curate dal collettivo romano Ossidiana. La curatrice musicale Giulia Lanza spiega la scelta: “Crediamo che le arti debbano contaminarsi tra loro”.

L’approccio innovativo è piaciuto soprattutto agli studenti universitari presenti alla conferenza stampa. Luigi Capasso, 23 anni, studente di filosofia, ha commentato: “Portare Ulisse nei club e usare i miti per interpretare il presente è una cosa che mi interessa molto”.

Impatto sul territorio e risorse economiche

Il festival si regge su un budget totale di 1 milione e 200 mila euro, finanziato da fondi pubblici (Ministero della Cultura, Regione Sicilia, Regione Campania) insieme a sponsor privati. Gli organizzatori puntano a coinvolgere circa 40 mila spettatori nelle dodici tappe. Ricci ammette qualche difficoltà logistica: “Ogni città ha le sue esigenze e tempi diversi. Ma proprio questo rende speciale Mythos”.

Per alcune serate è previsto un biglietto simbolico (3-5 euro), mentre altri eventi saranno gratuiti o su invito grazie al sostegno delle fondazioni bancarie locali.

Attesa per il calendario completo

Il programma completo sarà online da metà gennaio sul sito ufficiale del festival. Per ora si conoscono solo alcune date ma gli organizzatori non escludono nuove collaborazioni: “Ci sono richieste da Matera e Reggio Calabria”, dice Ricci. Anche gli operatori turistici seguono con interesse: secondo Federalberghi Sicilia l’evento potrebbe portare oltre 2000 presenze nelle tappe più grandi.

Mythos continua così il suo percorso, intrecciando radici antiche con fermenti moderni. Un appuntamento diffuso che promette anche quest’anno di riempire piazze del Sud – ma non solo – con storie senza tempo.

Antonella Romano

Sono una redattrice innamorata della Sicilia, e in particolare della mia Palermo. Fin da piccola, ho respirato l'aria vibrante di questa terra ricca di storia, cultura e tradizioni. Ogni vicolo di Palermo racconta storie antiche, e io non mi stanco mai di scoprirle e condividerle. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l'Università di Palermo, dove ho approfondito il mio amore per la scrittura e la narrazione. Dopo gli studi, ho avuto l'opportunità di collaborare con diverse testate giornalistiche e riviste locali, scrivendo articoli che esplorano le meraviglie artistiche, culinarie e naturalistiche della nostra isola. La mia vera passione, tuttavia, è raccontare la vita quotidiana della Sicilia e i suoi abitanti straordinari. Cerco di portare i lettori in un viaggio virtuale tra mercati colorati, spiagge dorate e festival affollati, sperando di trasmettere l'unicità e la bellezza di questa terra. Quando non sono dietro alla tastiera, mi piace camminare lungo la costa, visitare i mercati locali e assaporare piatti tradizionali cucinati con amore. Ogni giorno in Sicilia offre l'opportunità di scoprire qualcosa di nuovo e inaspettato, e non vedo l'ora di condividere queste esperienze con voi. Seguitemi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, esplorando insieme cultura, sapori e tradizioni che rendono questa terra davvero speciale. Grazie per essere qui e per la vostra curiosità. Spero che attraverso le mie parole possiate innamorarvi della Sicilia tanto quanto lo sono io!

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