Mohammad Rasoulof incanta il Museo del Cinema di Torino con la sua visione iraniana - ©ANSA Photo
Il regista e sceneggiatore iraniano Mohammad Rasoulof è un nome di spicco nel panorama cinematografico contemporaneo, noto per la sua abilità nel trattare temi complessi come la repressione, la libertà individuale e le contraddizioni sociali e politiche dell’Iran. Dal 3 al 6 aprile, Rasoulof sarà presente a Torino per una serie di eventi al Cinema Massimo, offrendo l’opportunità di approfondire la sua opera e il suo pensiero attraverso la proiezione di alcuni dei suoi film più significativi e un incontro diretto con il pubblico.
La serata del 4 aprile si preannuncia particolarmente interessante. Alle ore 20:30, il regista incontrerà gli spettatori in una conversazione condotta da Carlo Chatrian, direttore del Museo Nazionale del Cinema. Questo dialogo rappresenterà un’importante occasione per esplorare non solo le sue opere, ma anche il contesto in cui sono state realizzate e le sfide affrontate da un artista che ha messo a rischio la propria libertà per esprimere la verità. In seguito, alle 21:30, Rasoulof presenterà il suo film “Il male non esiste”, un’opera acclamata dalla critica che affronta la complessità della moralità in un contesto segnato dalla violenza e dalla repressione.
Mohammad Rasoulof ha iniziato il suo percorso artistico studiando cinema all’Università di Teheran, dove ha affinato le sue competenze registiche e la sua visione artistica. Il suo esordio alla regia risale al 2002 con il film “The Twilight” (Gagooman), che ha subito attirato l’attenzione per la sua narrazione intensa e coinvolgente. Da quel momento, Rasoulof ha continuato a produrre opere che hanno catturato l’interesse dei festival internazionali, alternando film di finzione a documentari, sempre con uno sguardo critico sulla realtà iraniana.
Tra i suoi lavori più noti, si possono citare:
Quest’ultima pellicola si distingue per la sua esplorazione delle scelte morali dei personaggi in un contesto di oppressione e ingiustizia.
Nonostante il suo indubbio talento, la carriera di Rasoulof è stata segnata da un rapporto difficile con le autorità iraniane. La sua voglia di esprimere verità scomode e di mettere in discussione il potere lo ha portato a essere ripetutamente arrestato e messo sotto sorveglianza. Tuttavia, questi ostacoli non hanno mai fermato la sua determinazione. Al contrario, hanno alimentato il suo desiderio di raccontare storie che parlano della condizione umana e delle ingiustizie che affliggono il suo Paese.
Nel 2024, Rasoulof è riuscito a lasciare l’Iran per ricongiungersi con la sua famiglia in Germania, un passo significativo che segna una nuova fase della sua vita e della sua carriera. Questo trasferimento, sebbene doloroso, ha aperto nuove opportunità creative per il regista, che ora può lavorare senza le restrizioni imposte dal regime iraniano.
La presenza di Mohammad Rasoulof al Museo del Cinema di Torino non è solo un’opportunità per ammirare i suoi film; è anche un momento di riflessione sulle sfide affrontate da artisti e intellettuali in paesi dove la libertà di espressione è limitata. Attraverso le sue opere, Rasoulof ci invita a considerare le complessità della vita in Iran e le lotte di coloro che, nonostante le avversità, continuano a lottare per la verità e la giustizia. La sua visita a Torino rappresenta un’importante occasione per il pubblico italiano di entrare in contatto con una realtà spesso lontana, ma profondamente significativa.
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