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Milano celebra la Metafisica: mostra imperdibile da de Chirico a Gio Ponti tra Palazzo Reale e Gallerie d’Italia

Milano, 27 gennaio 2026 – L’arte a Milano si muove tra passato e futuro, con un progetto che mette insieme Palazzo Reale, Gallerie d’Italia e Palazzo Citterio. Da questa settimana, tre dei principali poli culturali della città ospitano mostre e iniziative pensate per avvicinare sempre più persone al patrimonio artistico, spaziando dal Rinascimento fino alle più recenti sperimentazioni contemporanee. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune, Fondazione Cariplo e vari enti privati. L’obiettivo è chiaro: cambiare il volto culturale del centro milanese, creando un percorso diffuso proprio nel cuore della città.

Un percorso d’arte che unisce

Le iniziative sono partite lunedì mattina, poco dopo le 9, con una presentazione nella Sala delle Cariatidi. Erano presenti il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e Giovanna Forlanelli, presidente di Fondazione Cariplo. Tutti hanno illustrato le tappe di questo progetto: “Milano è una città di ponti, non di muri”, ha detto Sala. L’idea — già accolta con entusiasmo dai musei coinvolti — è quella di creare un itinerario unico, capace di legare insieme stili diversi, epoche e linguaggi delle tre sedi.

Nel dettaglio, Palazzo Reale ospita una retrospettiva dedicata a Tiziano Vecellio con più di sessanta opere provenienti da musei italiani ed europei. La mostra resterà aperta fino al 30 giugno, ogni giorno dalle 10 alle 19.30 (e fino alle 22.30 il giovedì). I numeri iniziali parlano chiaro: sono già 12 mila le prenotazioni nei primi giorni. “La città risponde quando trova qualità e accessibilità”, ha commentato Sacchi.

Dove storia e contemporaneo si incontrano

A pochi passi da Piazza Duomo, le Gallerie d’Italia propongono un percorso dedicato ai legami tra arte classica e nuove tecnologie. La mostra si intitola “Dialoghi nel tempo” e mette a confronto quadri dell’Ottocento lombardo con installazioni digitali realizzate da giovani artisti under 35 scelti tramite concorso. Una scelta ben precisa, come ha spiegato Forlanelli: “Volevamo uno spazio dove i linguaggi potessero davvero parlarsi”. Nel programma ci sono anche workshop per studenti delle scuole superiori e universitari.

Tra i visitatori di sabato mattina c’era anche Francesca, insegnante all’Artistico di Brera: “Porterò qui la mia classe la prossima settimana. Le opere digitali stimolano dibattiti interessanti tra i ragazzi: proprio quello che ci vuole”, ha raccontato mentre visitava le sale.

Palazzo Citterio torna a vivere

Ultima tappa del percorso è Palazzo Citterio, riaperto eccezionalmente dopo anni di chiusura. Qui è esposta una selezione della collezione del Novecento del Comune di Milano: Modigliani, Boccioni, Morandi sono solo alcuni dei nomi in mostra. L’atmosfera nei saloni è raccolta — quasi silenziosa — come raccontano i primi visitatori. “Vedere Boccioni così da vicino fa davvero emozionare”, ha detto Luca, pensionato della zona Sempione.

L’ingresso a Palazzo Citterio sarà gratuito fino al termine della rassegna (previsto per il 7 aprile). Questa riapertura parziale segna un passo importante in vista del completamento dei lavori di restauro entro fine anno.

Un modello che può funzionare altrove?

Il Comune guarda con ottimismo al futuro: le prime giornate hanno avuto un grande successo. Tra lunedì e sabato sono passate oltre 35 mila persone nelle tre sedi coinvolte. Anche l’indotto – ristoranti, librerie d’arte, taxi – ha segnato una crescita rispetto a gennaio 2025 (tra il 6% e il 9%, secondo Confcommercio).

Per chi arriva da fuori città c’è una mappa digitale del percorso (disponibile sul sito del Comune) e sconti cumulativi sui biglietti. Da domani partiranno anche visite guidate a tema.

Milano che cambia passo

Questo esperimento mostra come le grandi città italiane riescano a rinnovarsi senza dimenticare la propria storia culturale. Lo confermano molti operatori del settore come Paola Pedroni della Rete dei Musei Lombardi: “Se le istituzioni lavorano davvero insieme, il pubblico se ne accorge ed è pronto a tornare”.

Nei mesi scorsi il centro milanese si è popolato di visitatori — scuole ma anche turisti stranieri (spagnoli e francesi soprattutto) — che riempiono piazze e cortili museali con curiosità vera. E mentre qualcuno scatta una foto davanti alla locandina di Tiziano o si sofferma davanti alle luci digitali delle Gallerie d’Italia, la città prova a riscrivere il suo rapporto con l’arte: aperto a tutti ma sempre legato ai luoghi che ne hanno fatto la storia.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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