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Mickey Rourke respinge la raccolta fondi: la sua manager svela la difficile verità

Milano, 6 gennaio 2026 – L’immagine pubblica è quella di sempre: un volto noto, brillante e sorridente, amato da tanti. Ma dietro le quinte, la realtà si mostra ben diversa. Da settimane, come conferma oggi la manager Silvia Mantovani, l’ex volto televisivo Marco Gatti si trova in una situazione “disperata”, sia dal punto di vista economico che psicologico. La testimonianza della manager, diffusa stamattina, racconta un quadro che pochi si aspettavano: l’attore – protagonista di film di successo negli anni Duemila – fatica a chiudere il mese. Un tempo era abituato a sfilare sui red carpet più importanti; oggi, spiega chi gli sta vicino, “non riesce nemmeno a pagare l’affitto del suo bilocale in zona Maciachini”.

Condizioni economiche precarie, il racconto della manager

Secondo quanto riferito da Silvia Mantovani, i guai sono cominciati da tempo. “Le difficoltà sono iniziate almeno due anni fa”, racconta la manager in un’intervista telefonica con alanews.it. “Gli impegni lavorativi sono diminuiti e piano piano lui si è ritrovato senza entrate fisse.” Solo allora – parole sue – Gatti ha iniziato a chiedere aiuto agli amici più stretti. Sempre in silenzio: “Ha voluto mantenere la sua dignità, non voleva che si sapesse in giro.”

I documenti in nostro possesso mostrano che da settembre scorso ci sono diversi mesi di affitto arretrato con il proprietario di casa. Al momento non c’è nessuna procedura di sfratto in corso – ha precisato la stessa manager – ma la situazione è comunque incerta. Mantovani aggiunge che “Marco non vuole essere un peso” e spesso ha rifiutato offerte di lavoro che non si adattavano al suo profilo.

L’isolamento e le difficoltà personali

Non ci sono solo problemi economici. Secondo la manager, Gatti si è chiuso in se stesso negli ultimi mesi: “Esce pochissimo. Le sue giornate sono tutte uguali: qualche telefonata, una spesa veloce sotto casa e poi torna dentro.” Pare che molti amici storici lo abbiano allontanato quando sono iniziate le difficoltà finanziarie. Nel quartiere si sussurra: “Lo vediamo molto meno rispetto a prima”, racconta una vicina di pianerottolo, Antonella Grassi, che abita nello stesso palazzo in via Imbonati. “Prima passava sempre a fare due chiacchiere.”

Anche la salute mentale ne risente. “Marco è molto provato”, dice la manager con parole misurate ma inequivocabili. Fonti dal mondo dello spettacolo confermano che l’attore segue da mesi un percorso psicologico. Un aiuto fondamentale per evitare che la solitudine prendesse il sopravvento.

L’assenza di nuovi ingaggi e le prospettive future

Il mondo dello spettacolo è spietato e competitivo come sempre. Dal 2024 per Gatti non ci sono stati contratti stabili: qualche comparsata a eventi secondari, piccoli ruoli in serie tv notturne e poco altro. La manager sottolinea come il successo del passato non garantisca un futuro tranquillo: “La concorrenza è tanta e per i quarantenni i ruoli scarseggiano.” Una verità dura che conferma anche Paolo Rossini, attore milanese ed ex collega: “In questo ambiente sparire dai radar può succedere molto in fretta.”

Al momento nessuno prevede svolte improvvise. Manager e familiari chiedono rispetto per la privacy dell’attore. Intanto però non mancano segnali di solidarietà: negli ultimi giorni alcuni fan hanno avviato raccolte fondi spontanee su GoFundMe; ad oggi (ore 10) hanno raccolto quasi 4.000 euro.

L’appello della manager e il peso dei ricordi

Il passato torna spesso nei discorsi con chi conosce bene Marco Gatti. Silvia Mantovani lo ricorda così: “Nonostante tutto Marco non ha mai perso la sua gentilezza.” Il suo appello alle produzioni è diretto: “Chi può dia una mano concreta.” Nel frattempo il telefono dell’attore squilla poco e i progetti restano fermi.

Fuori dalla sua abitazione stamattina presto – verso le 8.30 – pioveva leggermente e nessuno sembrava aspettarlo. Il mondo della televisione corre veloce; basta una stagione lontano dai riflettori per cadere nel dimenticatoio. E oggi Marco Gatti resta lì, tra vecchi copioni e una voglia di riscatto che, a sentire chi gli vuole bene, non si è ancora spenta del tutto.

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