Roma, 8 gennaio 2026 – Il Ministero della Cultura ha svelato oggi, nella sede di via del Collegio Romano, il nuovo piano nazionale per il sostegno alle produzioni audiovisive, con particolare attenzione ai talenti emergenti e ai percorsi di formazione professionale. Una mossa che, come ha detto il ministro Gennaro Fiore, «vuole rafforzare tutta la filiera creativa italiana e rendere il settore più competitivo a livello internazionale». Il piano partirà dal mese prossimo e prevede una serie di misure concrete per registi, sceneggiatori e maestranze, con un occhio di riguardo ai giovani al loro primo passo nel settore.
Nuovi fondi e incentivi per produzioni indipendenti
Al centro della riforma presentata stamattina c’è la creazione di un fondo da 50 milioni di euro destinato soprattutto a sostenere produzioni indipendenti e opere prime. Il bando pubblico, che dovrebbe uscire nella terza settimana di gennaio, offrirà un contributo diretto per coprire i costi di sviluppo, riprese e post-produzione. Gli incentivi saranno assegnati tramite una graduatoria nazionale, basata su criteri come originalità, innovazione e rappresentanza delle diversità culturali.
«Vogliamo che la creatività italiana sia un punto di forza riconosciuto anche fuori dai nostri confini», ha spiegato Carla Malavolta, direttore generale Cinema e Audiovisivo. Durante la conferenza stampa sono stati fatti esempi concreti: tra i progetti pilota c’è una miniserie girata interamente tra Basilicata e Molise e un documentario sulle nuove forme di artigianato urbano. Insomma, c’è attenzione sia al territorio sia ai linguaggi contemporanei. Come ha sottolineato lo stesso ministro Fiore: «Solo innovando si cresce davvero».
Spazio ai giovani: borse di studio e mentorship
Per aiutare i giovani talenti a entrare nel mondo dell’audiovisivo, il Ministero mette in campo circa 120 borse di studio all’anno, rivolte agli studenti degli istituti tecnici specializzati e alle scuole di cinema riconosciute dal MiC. Verranno attivati anche percorsi di mentorship con registi e produttori affermati: un modo – hanno spiegato i funzionari – per «colmare il divario tra formazione teorica e lavoro sul campo».
Durante l’incontro alcune testimonianze hanno reso l’iniziativa più concreta. «Non basta sapere girare una scena – ha detto Luca Ferrante, giovane montatore romano – serve entrare nei meccanismi produttivi e capire come funziona davvero questo mondo». Ferrante, vincitore del premio “Talenti digitali 2025”, sarà uno dei primi tutor junior nei nuovi laboratori didattici che partiranno a marzo tra Roma e Torino.
Formazione continua: partnership con università e imprese
Nel piano varato oggi c’è spazio anche per la formazione professionale continua. Si parla di una piattaforma nazionale per aggiornare le competenze tecniche (audio, video, post-produzione), in collaborazione con università pubbliche e private. Tra le prime ad aderire ci sono l’Università La Sapienza e il Centro Sperimentale di Cinematografia.
«La domanda delle aziende è cambiata: oggi servono profili specializzati nella gestione dati e nei nuovi formati digitali», ha spiegato Anna Scalabrini, responsabile relazioni istituzionali per l’Associazione Produttori Audiovisivi. In parallelo partirà un percorso dedicato alle maestranze storiche – operatori macchina, fonici, scenografi – con corsi gratuiti su sicurezza sul lavoro e transizione green.
Un impatto diretto sull’occupazione e sulla competitività internazionale
Secondo le prime stime del Ministero della Cultura, il piano dovrebbe creare oltre 500 nuovi posti di lavoro entro il 2027. Un numero che potrebbe salire ancora se il sistema delle imprese audiovisive risponderà bene. Sul fronte internazionale l’obiettivo è aumentare la presenza italiana nei principali festival e mercati esteri. Solo lo scorso anno i progetti supportati dal MiC hanno raccolto 13 premi tra Cannes, Berlino e Venezia.
Il ministro Fiore però mette le mani avanti: «Bisognerà monitorare da vicino l’efficacia degli strumenti messi in campo. Ascolteremo i territori, le imprese e soprattutto chi lavora dietro le quinte». La presentazione si è chiusa poco dopo mezzogiorno tra applausi e qualche domanda sui tempi dei bandi. Un percorso appena iniziato che – almeno nelle intenzioni – promette una stagione di vero cambiamento per l’audiovisivo italiano.





