Metalmeccanici in sciopero a palermo: la lotta per il rinnovo del contratto si intensifica
La mobilitazione dei metalmeccanici a Palermo ha attirato l’attenzione su una questione cruciale: il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Oggi, centinaia di lavoratori hanno protestato davanti alla sede di Sicindustria, dando vita a uno sciopero di otto ore, indetto dalle principali sigle sindacali del settore: Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm. Questa manifestazione non è un evento isolato, ma parte di un malcontento diffuso che sta attraversando diverse città italiane, con l’obiettivo di ottenere un accordo che coinvolga circa 1,5 milioni di lavoratori.
Francesco Foti, segretario generale della Fiom Palermo e Sicilia, ha sottolineato l’urgenza di riaprire il dialogo con Federmeccanica. Ha dichiarato che è “inammissibile” la chiusura delle trattative, evidenziando che il 98% dei lavoratori ha votato a favore della piattaforma contrattuale presentata dai sindacati. Le richieste principali dei metalmeccanici includono:
La trattativa è attualmente in stallo, poiché Federmeccanica ha presentato una controproposta che ha interrotto il confronto. Antonio Nobile, segretario generale della Fim Cisl Palermo Trapani, ha descritto questo comportamento come eccezionale e inaccettabile, sottolineando che non è mai successo che la controparte chiudesse il dialogo con una contro piattaforma.
I metalmeccanici italiani sono tra i meno pagati in Europa, e Giovanni Gerbino, segretario dei metalmeccanici della Uilm Palermo, ha evidenziato l’importanza di tutelare i posti di lavoro. La protesta di oggi non rappresenta solo una richiesta di rinnovo contrattuale, ma è un segnale di unità e determinazione da parte di un settore fondamentale per l’industria italiana. La mobilitazione ha visto la partecipazione attiva di numerosi lavoratori, che hanno portato striscioni e slogan, manifestando la loro volontà di far sentire la propria voce.
Il futuro del contratto nazionale di lavoro per i metalmeccanici è incerto, ma la determinazione dei lavoratori è forte. La speranza è che, attraverso la pressione delle mobilitazioni e il sostegno delle organizzazioni sindacali, si possa finalmente arrivare a un accordo che soddisfi le legittime aspettative dei metalmeccanici, garantendo loro un futuro lavorativo migliore e più giusto.
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