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Maria Laura Berlinguer e Giulia Galeotti vincono il Premio Cambosu: successo alla sesta edizione del concorso letterario di Orotelli

Orotelli, 29 novembre 2025 – Si è chiusa ieri sera, nel piccolo teatro comunale di **Orotelli**, la **sesta edizione del concorso letterario** organizzato dall’associazione culturale “Sa limba, sa vida”. Un evento che ha richiamato una settantina di persone, tra residenti e ospiti dai paesi vicini. La comunità aspettava questo momento da mesi e, anno dopo anno, il concorso sta trovando sempre più spazio nel panorama culturale della provincia di Nuoro.

## **Premiati e racconti in lingua sarda**

Quest’anno hanno partecipato venti autori, tutti con testi inediti scritti in **lingua sarda** e nelle sue varianti locali. Un dettaglio importante: come ha sottolineato il presidente della giuria Paolo Serra, “queste iniziative tengono viva la nostra identità, portando avanti le parole dei nonni”. La cerimonia è iniziata alle 18:30 con la sala già quasi piena. Le sedie erano state sistemate all’ultimo momento dagli organizzatori. Poco dopo è arrivato l’annuncio: la vincitrice dell’edizione 2025 è stata **Maria Grazia Melis**, insegnante di Nuoro, con il racconto “Su fogu ’e s’istranzu”.

## **Un racconto sulla memoria e sulla casa**

Melis ha spiegato al pubblico che nel suo testo c’è il desiderio di “dare voce a una Sardegna interiore, fatta di case vuote e storie tramandate a bassa voce”. Il racconto si svolge tra i vicoli di un paese immaginario — molto simile a Orotelli — in un pomeriggio di gennaio. La protagonista, un’anziana, torna nella casa paterna ormai vuota. Qui accende un fuoco e ricorda i piccoli riti domestici dell’inverno. “L’ho scritto durante una notte insonne — ha raccontato dal palco — pensando a mia madre che narrava della guerra davanti al camino”.

## **Giuria e menzioni speciali**

La giuria — formata da insegnanti e scrittori locali come Gavino Pinna, Rossella Soro e lo stesso Serra — ha scelto i racconti basandosi su originalità e rispetto della lingua. Due menzioni speciali sono andate ad Antonio Marras con una storia sulla transumanza a Orune (“Su trattu longu”) e a Francesca Fadda per un testo dedicato alla scuola rurale degli anni Cinquanta. Gli applausi sono stati lunghi; tra il pubblico si sono sentiti commenti sommessi. Una signora ha sussurrato: “Questa sì che è la nostra lingua vera”.

## **Una festa per il paese e per i giovani**

L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Orotelli e dalla Regione Sardegna, punta soprattutto a coinvolgere i più giovani. Lo ha ribadito l’assessore alla Cultura Mario Sanna durante la serata: “La lingua sarda rischia di sparire, ma questi ragazzi ci danno speranza”. Non sono mancate letture ad alta voce dagli stessi autori. Tra il pubblico c’erano molti studenti delle scuole medie che prendevano appunti sui quaderni. Alle 20:15 un rinfresco offerto dalle famiglie del paese ha chiuso la serata tra chiacchiere e dolci tipici come le pabassinas.

## **Le prossime tappe e l’impatto sul territorio**

Il **concorso letterario** di Orotelli non si ferma qui. Gli organizzatori hanno già annunciato che la prossima edizione sarà alla fine di novembre 2026. È prevista anche una raccolta dei racconti migliori in un volume autoprodotto (“La memoria delle pietre”), in uscita la prossima primavera. Per molti abitanti — come ha detto Tonino Carta, storico barista del centro — questa iniziativa “porta gente in paese e fa parlare la lingua dei nostri genitori”. Un modo concreto per tenere insieme passato e presente in una Sardegna che cambia.

In attesa del prossimo appuntamento resta l’eco delle storie ascoltate ieri fra le mura del teatro comunale: racconti brevi ma intensi, scritti in una lingua antica che ancora trova spazio fra le nuove generazioni.

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