Ieri sera, nel cuore pulsante della Barbagia, si è chiusa la sesta edizione del concorso letterario di Orotelli. Da anni questo evento raccoglie attorno al centro culturale del paese autori, lettori e curiosi. La premiazione si è svolta nella sala consiliare, semplice e raccolta, con sedie di legno e qualche composizione floreale sparsa, mentre alle pareti spiccavano i titoli delle passate edizioni. A fare gli onori di casa il sindaco Pietro Murgia, affiancato dagli organizzatori della Pro Loco e da alcuni membri della giuria.
Quest’anno il concorso ha attirato più di 60 autori da tutta la Sardegna, con qualche contributo anche dalla Penisola. La giuria, guidata dal professor Antonio Canu – docente di letteratura italiana a Nuoro – ha avuto un bel lavoro davanti a sé. Canu ha raccontato: “Abbiamo letto storie intense, spesso radicate nelle tradizioni locali o nei ricordi familiari. Ma anche racconti freschi che parlano di temi attuali, soprattutto attraverso lo sguardo dei giovani”. Spicca la presenza di molti esordienti, fra cui diversi studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori della provincia di Nuoro.
Alcuni testi hanno subito catturato l’attenzione della giuria. Maria Giacobbe, membro della commissione, spiega: “Sono arrivati racconti che riescono in poche pagine a dipingere immagini nitide della vita rurale orotellese e della Sardegna contemporanea”. In più cresce la partecipazione femminile rispetto agli anni scorsi. Dal Comune parlano di un segnale importante: l’evento sta coinvolgendo sempre più persone del territorio.
Il primo premio è andato a Francesca Oppo, insegnante 34enne di Oliena, con “La casa dei fichi”, un racconto ambientato negli anni Sessanta tra i muretti a secco e le viuzze di Orotelli. L’autrice ha letto il suo testo davanti al pubblico, visibilmente commossa: “Scrivere questa storia mi ha fatto rivivere la vita di mia nonna e delle donne del paese – ha detto Oppo – Dedico questo premio a lei, che mi ha insegnato ad ascoltare e osservare”.
Al secondo posto si è piazzato Giovanni Sanna di Orani con “Notte a San Costantino”, mentre il terzo è andato a Caterina Arbau di Nuoro con “La pioggia sotto il ponte vecchio”. Non sono mancati riconoscimenti alle scuole: la IV A del liceo Scientifico di Gavoi ha ottenuto una menzione speciale per “Lettere alla terra”, una raccolta scritta collettivamente sulle storie del paesaggio barbaricino. La docente Marta Mulas ha sottolineato l’impegno dei ragazzi: “Hanno messo tanto entusiasmo, raccontando i loro luoghi quotidiani usando anche la lingua delle famiglie”.
Negli interventi conclusivi sia le istituzioni locali sia i giurati hanno rimarcato come il concorso letterario di Orotelli sia diventato ormai una tappa fissa per promuovere la cultura sarda. Il sindaco Murgia ha ribadito l’impegno dell’amministrazione: “Iniziative così mantengono aperto il dialogo tra generazioni diverse e aiutano i giovani a sentirsi parte della comunità”.
L’assessora alla cultura Daniela Corrias ha aggiunto: “Spesso si pensa che nei paesi piccoli manchino occasioni culturali importanti. In realtà eventi come questo dimostrano il contrario. Qui si dà spazio alle storie locali ma anche a racconti che parlano in modo più ampio”.
La serata si è chiusa poco dopo le 19.30 con un brindisi informale nel cortile del municipio e con una promessa degli organizzatori: la settima edizione del concorso letterario tornerà a novembre 2026. Si prevedono nuove categorie dedicate ai giovani e alle storie legate ai cambiamenti sociali e ambientali.
Gli organizzatori dicono chiaro qual è l’obiettivo: “Dare voce alle realtà meno conosciute e stimolare il racconto del presente attraverso la scrittura”. Un territorio dove le storie si tramandano ancora intorno al fuoco o nelle cucine delle case in pietra. Un appuntamento ormai atteso non solo dagli scrittori sardi ma da chi vede nella letteratura uno strumento per rafforzare il legame con le proprie radici.
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