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Maltempo in Sicilia: Musumeci annuncia richiesta stato di emergenza al Consiglio dei Ministri con primi stanziamenti previsti

Roma, 22 gennaio 2026 – Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato oggi in una Conferenza Stampa a Montecitorio che sono “previsti i primi stanziamenti di risorse” per affrontare le emergenze del settore della transizione ecologica. Le sue parole arrivano in un momento di forte tensione tra le esigenze di sviluppo industriale e la necessità urgente di politiche ambientali, una sfida che, secondo il ministro, “non può più aspettare”.

Le prime risorse per la transizione ecologica

Il dettaglio degli stanziamenti – parzialmente illustrato durante l’incontro – riguarda soprattutto progetti di decarbonizzazione e riconversione energetica nelle aree industriali più esposte. Fonti del ministero hanno precisato che “le risorse a disposizione sono limitate rispetto alle esigenze complessive”, ma l’orientamento del governo è quello di andare avanti “con azioni concrete già entro il primo semestre 2026”. In sala stampa, Pichetto Fratin ha sottolineato: “L’Italia deve rispettare scadenze europee precise, dobbiamo accelerare”.

Da fonti vicine al dicastero emerge che la prima tranche potrebbe aggirarsi intorno agli 800 milioni di euro, cifra destinata a salire dopo l’approvazione della Legge di Bilancio. Le realtà industriali del Mezzogiorno – in particolare i poli di Taranto, Brindisi e Gela – saranno tra le destinatarie principali degli interventi, ha riferito un tecnico presente all’incontro.

I progetti in cantiere: decarbonizzazione e rinnovabili

Gli interventi finanziati punteranno a sostenere, tra le altre cose, “l’introduzione di tecnologie a basse emissioni nelle acciaierie e la costruzione di nuovi impianti fotovoltaici”. La scelta delle aree prioritarie si basa su indicatori ambientali e produttivi già condivisi con le Regioni coinvolte. “Non possiamo permetterci ritardi, anche perché i parametri europei sono molto rigidi”, ha ricordato il ministro, sottolineando come Bruxelles abbia messo l’Italia sotto osservazione sul fronte della decarbonizzazione.

A margine, alcuni rappresentanti delle imprese – come Alessandro Gozzi di Federacciai – hanno mostrato un cauto ottimismo: “Bene i primi fondi, ora serve chiarezza sui tempi di erogazione e sugli incentivi”, ha spiegato Gozzi. Gli imprenditori attendono i decreti attuativi: il rischio, dicono in molti, è che la burocrazia fermi ancora una volta l’efficacia degli stanziamenti.

I tempi stretti imposti da Bruxelles

La partita dei finanziamenti si gioca anche a livello europeo. Entro il 2027, come previsto dal Green Deal UE, l’Italia dovrà ridurre del 55% le proprie emissioni climalteranti rispetto ai livelli del 1990. Pichetto Fratin ha chiarito che i fondi annunciati oggi sono solo il primo passo di un piano più ampio. “Abbiamo già avviato un confronto con la Commissione Europea per ottenere nuove risorse e una certa flessibilità sui target”, ha spiegato.

Secondo dati della stessa Commissione, solo nell’ultimo anno l’Italia ha tagliato le emissioni del 2,6%. Troppo poco, dicono gli ambientalisti per rispettare i tempi: “Servono investimenti ben più consistenti e strumenti rapidi”, ha dichiarato Maria Rosa Gagliardi, portavoce del Forum Energia Pulita.

Le reazioni politiche e istituzionali

Non sono mancate reazioni immediate dalla politica. In mattinata la segretaria del PD Elly Schlein ha chiesto al governo di “garantire trasparenza nell’assegnazione delle risorse” e puntare sulle competenze pubbliche. Più prudente Matteo Salvini: “Sosteniamo ogni passo che aiuti le nostre imprese a restare competitive nella transizione”, ha detto uscendo dalla Camera.

Nel pomeriggio è intervenuto anche il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: “È fondamentale che gli stanziamenti diventino subito progetti concreti nei territori che aspettano da anni interventi su ambiente e lavoro”.

Prossimi passi e incognite

Il cronoprogramma dei lavori sarà definito nelle prossime settimane. Il Ministero punta a pubblicare i primi bandi per accedere ai finanziamenti già a febbraio. Restano però da chiarire le modalità operative e i criteri per selezionare i progetti: “Solo una regia nazionale efficace potrà evitare nuovi ritardi”, hanno spiegato fonti tecniche.

Per ora il governo incassa il via libera politico agli stanziamenti. Ma la vera sfida – tradurre questi investimenti in decarbonizzazione reale dell’industria italiana – si giocherà nei prossimi mesi. E solo allora si capirà se questi primi fondi saranno davvero l’inizio di una svolta o resteranno l’ennesima promessa senza seguito.

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