Roma, 7 gennaio 2026 – La Procura per i Minorenni di Roma ha confermato che le prime segnalazioni su presunti casi di disagio e possibili abusi risalgono già al 2025, molto prima dell’apertura formale del fascicolo. Fonti interne hanno spiegato questa mattina che la questione era sotto osservazione da tempo, con particolare attenzione alla protezione dei minori coinvolti.
Segnalazioni anticipate e primi passi degli assistenti sociali
Le segnalazioni iniziali sarebbero arrivate tra primavera e autunno dello scorso anno. A lanciarle sono stati operatori sanitari e assistenti sociali della zona sud di Roma, allarmati da alcuni comportamenti strani dei bambini e delle loro famiglie. “Abbiamo preso subito in carico la situazione – ha raccontato un funzionario comunale – perché i segnali erano troppo evidenti per essere ignorati”.
Dai racconti raccolti nei servizi sociali di via delle Sette Chiese emerge che l’allerta era già alta a metà 2025. In quel periodo sono stati fatti i primi incontri con genitori e insegnanti, convocati per capire se dietro quei segnali ci fosse qualcosa di più serio. “Ci hanno chiesto di mantenere la massima riservatezza per non creare allarmi inutili – spiega una maestra della primaria del quartiere –, ma era chiaro che non si trattava di episodi isolati”.
La Procura entra in campo: tempi e approfondimenti
La Procura per i Minorenni, guidata dal procuratore Maria Giulia Manfredi, ha aperto il fascicolo solo nelle ultime settimane del 2025. Solo allora – spiegano gli inquirenti – si erano raccolte informazioni sufficienti per avviare le indagini preliminari. “Ci è voluto tempo per mettere insieme tutti i pezzi”, dice uno degli operatori coinvolti, sottolineando che la priorità era tutelare i bambini.
Tra ottobre e dicembre sono state ascoltate diverse persone informate sui fatti: insegnanti, psicologi dell’ASL, parenti dei minori. In alcuni casi sono intervenuti anche i carabinieri del nucleo tutela famiglia, spesso in borghese per non spaventare i bambini.
Le risposte delle istituzioni e la pressione sulla rete dei servizi
La vicenda ha riportato sotto i riflettori l’importanza di un lavoro coordinato tra scuole, strutture sanitarie e tribunali minorili. Oggi pomeriggio il ministro della Famiglia, Silvia Conti, ha sottolineato in una nota: “Serve che le segnalazioni arrivino subito e che tutti gli attori della rete dei servizi lavorino insieme”. Nel Lazio, secondo le regole attuali, ogni sospetto di maltrattamento o trascuratezza va comunicato subito alla Procura, che decide se intervenire d’urgenza o meno.
Il Comune di Roma conferma un aumento delle richieste d’aiuto arrivate da scuole e pediatri nel 2025: “Sono circa 200 le segnalazioni ufficiali dell’ultimo anno – precisa l’assessora alle Politiche sociali Laura Rimini – e metà sono sfociate in interventi concreti”. Non tutti i casi diventano indagini giudiziarie ma questi numeri mostrano una maggiore attenzione verso situazioni delicate.
Il ruolo degli insegnanti e l’effetto sulle famiglie
Tra i primi coinvolti ci sono soprattutto insegnanti ed educatori delle scuole dell’VIII Municipio. “Nella sala insegnanti c’era preoccupazione ma anche un forte senso del dovere”, racconta un maestro di via Fadda. Molti docenti si sono detti sorpresi dalla rapidità con cui si è mosso il sistema: “Gli assistenti sociali sono arrivati già a fine aprile – ricorda una collega –, cosa prima molto rara”.
Le famiglie coinvolte hanno reagito in modo diverso: alcune si sono rivolte agli sportelli psicologici messi a disposizione dal Comune; altre hanno scelto il silenzio o persino il trasferimento temporaneo dei figli in altre scuole. Un padre, incontrato fuori dalla scuola media di via Severo, ha detto: “Non sappiamo bene cosa sia successo. Aspettiamo notizie ufficiali dalla Procura”.
Più attenzione alle segnalazioni nel futuro
Il fascicolo è ancora aperto e la Procura per i Minorenni continua a ricostruire tutta la vicenda. Nel frattempo crescono le richieste – da enti locali e associazioni – per rafforzare la formazione del personale scolastico sulle procedure da seguire in caso di sospetti disagi. “Quello che serve davvero – sottolinea la dirigente scolastica Francesca Grandi – è più chiarezza su chi deve fare cosa quando si vede qualcosa che non va”.
Fonti interne al Ministero della Giustizia fanno sapere che entro il mese prossimo uscirà una circolare aggiornata sulle procedure di segnalazione ai tribunali minorili. Un documento molto atteso dalle scuole e dagli operatori sociosanitari romani. Solo così, forse, il sistema potrà rispondere meglio a segnali spesso scambiati per semplici difficoltà familiari o scolastiche.





