Roma, 7 gennaio 2026 – Le prime segnalazioni su minori in difficoltà risalgono già al 2025. A confermarlo è la Procura per i Minorenni della Capitale, che in queste ore sta coordinando una serie di accertamenti su un caso emerso quasi un anno fa. Le indagini, partite ufficialmente solo a dicembre, cercano di ricostruire passaggi, incontri e segnalazioni che – secondo i primi documenti acquisiti – sarebbero arrivati agli uffici già tra febbraio e marzo dello scorso anno.
Non è un dettaglio da poco. Da fonti giudiziarie arriva la conferma che la procura dei minori aveva ricevuto una o più segnalazioni circostanziate. Chi ha lanciato l’allarme e su quali basi rimane coperto dal riserbo istruttorio. «È tutto documentato», spiegano dagli uffici di via dei Bresciani, «ci sono verbali, fascicoli e ricevute di protocollazione». Gli inquirenti stanno rileggendo quelle prime carte e le stanno confrontando con quanto emerso nei mesi successivi.
Il fascicolo, secondo quanto trapelato, era stato aperto su segnalazioni arrivate sia da operatori sociali sia da istituti scolastici del quadrante sud della città. In una nota interna si parla di “condotte preoccupanti” e della “necessità di un approfondimento urgente”.
In queste ore si stanno svolgendo audizioni tra il personale dei servizi sociali municipali e gli insegnanti delle scuole coinvolte. Alcuni educatori – raccontano fonti vicine alla vicenda – avrebbero parlato di “episodi già noti all’ambiente” e di «richieste d’intervento» rimaste senza risposta per settimane. Una delle presidi sentite nei giorni scorsi ha detto: «La situazione era difficile già a febbraio. Abbiamo scritto più volte, ma il fascicolo è stato aperto solo a dicembre». Versioni che i magistrati stanno cercando di verificare con attenzione.
Non solo. La dirigente del servizio territoriale ha spiegato che «ogni segnalazione viene registrata e inviata alla procura», aggiungendo però che «i tempi possono allungarsi quando le risorse scarseggiano».
La questione della tempistica ha acceso anche il dibattito fuori dalle aule giudiziarie. Molti genitori hanno chiesto spiegazioni – alcuni tramite i propri avvocati – per capire cosa abbia rallentato l’azione degli organi preposti. Tra le famiglie coinvolte c’è chi parla apertamente di «ritardi nella presa in carico». Una madre, visibilmente scossa, ha confidato: «Abbiamo chiesto aiuto mesi fa, ma fino a Natale nessuno ci ha detto niente». La procura dei minori risponde che «le procedure richiedono verifiche approfondite», ma la questione dei tempi resta aperta.
Il Garante regionale per l’infanzia segue da vicino la situazione e ha chiesto una relazione dettagliata. «Bisogna capire dove si è bloccato il sistema», ha detto ieri pomeriggio dopo un incontro con i tecnici del Comune.
Secondo gli investigatori, le segnalazioni del 2025 sono state raccolte in un dossier consegnato dalla scuola al Comune già il 17 marzo dello scorso anno. Nel documento si faceva riferimento a “episodi evidenti di disagio” e a “bisogni educativi speciali” non adeguatamente seguiti. Gli uffici confermano l’esistenza del dossier, ma non forniscono dettagli sulle modalità di trasmissione.
I servizi sociali municipali, con una nota diffusa questa mattina, assicurano che «ogni passaggio è stato tracciato e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria». Ora la procura sta controllando se ci siano stati fraintendimenti o rallentamenti nella catena tra scuola, municipio e magistratura.
Al momento non risultano indagati né misure cautelari adottate. La priorità, dicono gli inquirenti, resta «tutelare i minori coinvolti e accertare eventuali responsabilità amministrative». Resta aperto il nodo sui tempi: sarà centrale nella relazione finale che la procura vuole inviare entro fine mese al Ministero della Giustizia.
La vicenda ha riacceso il dibattito sulla necessità di rafforzare i presidi territoriali e accelerare gli interventi nei casi più delicati. Nel frattempo la comunità scolastica aspetta risposte: «Vogliamo capire cosa non ha funzionato», dicono insegnanti e famiglie.
A Palazzo Valentini si sta pensando anche a un tavolo tecnico permanente su minori e tutela sociale, per evitare nuovi problemi simili nei prossimi mesi.
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