Il Teatro Comunale di Bologna ha spalancato ieri sera le sue porte per una nuova produzione di “Tristano e Isotta”, il capolavoro imponente di Richard Wagner, diretto da Michele Mariotti e con la regia di Damiano Michieletto. Un debutto molto atteso, quello della coppia italiana, per uno dei titoli più difficili e amati del repertorio lirico mondiale.
Alle 19.30, il foyer del Comunale si è animato lentamente. Un pubblico di tutto rispetto: volti noti della cultura bolognese, studenti del conservatorio e appassionati curiosi, pronti ad assistere a una delle rare esecuzioni wagneriane in città. In sala si respirava quell’aria d’attesa che accompagna sempre le prime. C’è chi sfogliava il libretto, chi fissava il palco spoglio, disegnato da Paolo Fantin. Il brusio è calato solo quando Michele Mariotti – elegante in abito nero, con lo sguardo concentrato – ha alzato la bacchetta.
Il direttore originario di Pesaro, alla guida dell’orchestra della sua città d’adozione, ha scelto un percorso preciso ma mai distaccato. I fiati cristallini nel preludio, gli archi delicati nei pizzicati: ogni dettaglio è stato cesellato con cura durante le prove delle ultime settimane. “Questo Wagner va sentito più che spiegato”, aveva confidato Mariotti poche ore prima dell’inizio. Qualche volta, soprattutto nell’ultimo atto, l’orchestra ha sovrastato un po’ le voci; un rischio calcolato, spiegano dal Comunale, per mantenere quel suono potente e denso che Wagner voleva.
Sul fronte visivo si è subito riconosciuta la mano di Damiano Michieletto. Niente navi medievali o costumi d’epoca: in scena una grande stanza bianca con pochi oggetti simbolici e luci taglienti firmate Alessandro Carletti. “Ho voluto raccontare amore e morte senza cadere nella retorica”, ha detto Michieletto nel foyer al termine dello spettacolo. Isotta, interpretata dal soprano tedesco Dorothea Röschmann, indossava un abito sobrio, lontano dagli abiti sontuosi a cui siamo abituati nelle opere wagneriane. La messa in scena puntava tutta sulle emozioni dei personaggi, con movimenti misurati e sguardi intensi.
Sul palco il tenore norvegese Lars Olsen ha dato vita a un Tristano appassionato, soprattutto nel duetto del secondo atto dove ha toccato vette di grande intensità. Al suo fianco la Röschmann ha convinto per l’espressività e il controllo della linea vocale. Il pubblico – spesso trattenendo il respiro – ha riservato applausi anche al baritono Simone Alberghini (Kurwenal) e al basso Roberto Tagliavini (Re Marke). Meno convincente invece il coro nella celebre scena d’amore: qualche imprecisione nei tempi ha tradito l’emozione del debutto.
A fine spettacolo – quasi cinque ore dopo il primo gesto del direttore – gli applausi sono scrosciati lunghi e calorosi. Tra gli spettatori anche il sindaco Matteo Lepore: “Una produzione che onora la nostra città”, ha detto ai giornalisti all’uscita dal teatro. Fuori dal Comunale i melomani più esigenti hanno acceso un dibattito acceso; c’è chi ha apprezzato la scelta anti-retorica di Michieletto, chi invece avrebbe voluto vedere una messa in scena più tradizionale.
Non è certo la prima volta che Bologna si confronta con Wagner: già nel 1871 il Comunale aveva ospitato “L’Olandese volante”. Negli ultimi decenni però i titoli wagneriani erano praticamente scomparsi dai cartelloni cittadini. La decisione di ripartire proprio da “Tristano e Isotta” – spiega la sovrintendente Fulvia Terranova – rappresenta “la volontà di aprire la stagione verso un respiro più europeo e meno provinciale”. Il titolo rimarrà in scena fino al 10 dicembre; sono previste cinque repliche.
In breve, l’allestimento firmato da Mariotti-Michieletto ha portato al Comunale una ventata fresca e anche coraggiosa. Le reazioni sono state diverse – com’è normale in queste situazioni – ma nessuno sembra aver messo in dubbio la qualità del lavoro sul palco. Per gli amanti della lirica – bolognesi o meno – queste serate sono sempre preziose: una città che torna a misurarsi con la grande tradizione europea senza perdere di vista il proprio pubblico. Resta da vedere se questo “Tristano e Isotta” sarà davvero l’inizio di una nuova stagione per il Teatro Comunale di Bologna.
Roma, 15 gennaio 2026 – La Procura di Roma ha aperto stamattina un’inchiesta per capire…
Roma, 14 gennaio 2026 – A fine maggio, al Palazzo delle Esposizioni, prenderà il via…
Milano, 14 gennaio 2026 – La mostra “A la maniera di Italia” si prepara a…
Bari, 14 gennaio 2026 – Stamattina, nel cuore della città, cittadini, studiosi e rappresentanti delle…
Napoli, 14 gennaio 2026 – Sono passati quasi sette anni da quell’incendio che ha devastato…
Los Angeles, 14 gennaio 2026 – È ufficiale: la cerimonia dei Grammy Awards torna il…