Agrigento, 11 gennaio 2026 – Stamattina il teatro Pirandello di Agrigento ha fatto da cornice alla cerimonia di passaggio di consegne dell’amministrazione cittadina. Un momento atteso da settimane, che ha visto seduti in platea consiglieri comunali, autorità locali e cittadini curiosi. L’appuntamento è cominciato alle 10.30 ed è servito a ufficializzare l’insediamento del nuovo sindaco Giovanni Licata, che prende il posto dopo una tornata elettorale segnata da una forte partecipazione e un acceso confronto tra i partiti.
Già dalle 9, piccoli gruppi si sono radunati davanti al teatro Pirandello, tra chiacchiere a bassa voce e saluti veloci. Sul palco, il sindaco uscente Francesco Miccichè e il suo successore hanno preso posto al centro, accolti da applausi più o meno calorosi: qualcuno in piedi, altri con un semplice cenno del capo. La cerimonia è stata sobria e rispettosa delle consuetudini istituzionali, ma non sono mancati momenti sentiti. Nel suo discorso di commiato, Miccichè ha fatto un bilancio dei cinque anni appena conclusi, parlando di “sfide impreviste” e “progetti ancora aperti”.
Poi la parola è passata al neo-sindaco Licata. Davanti a taccuini e telecamere locali, ha tracciato le prime priorità: riorganizzare i servizi pubblici, rilanciare il turismo e mettere mano al problema dei rifiuti. “Agrigento deve tornare ad accogliere”, ha detto Licata, guardando verso la galleria dove sedevano dirigenti delle associazioni di categoria. Nessun annuncio roboante, più che altro impegni concreti: subito un controllo sullo stato delle infrastrutture e un tavolo fisso con le scuole per affrontare l’abbandono scolastico. “Incontrerò i rappresentanti di ogni quartiere”, ha aggiunto, anticipando che i primi incontri pubblici sono già programmati per la prossima settimana.
Accanto ai due sindaci c’erano anche il prefetto Filippo Romano e la presidente del consiglio comunale Maria Lo Presti. Un segnale importante: la loro presenza ha voluto sottolineare il carattere condiviso del passaggio di testimone. Romano ha fatto un breve intervento sul “valore della continuità amministrativa”, mentre Lo Presti ha ricordato l’importanza del lavoro del consiglio comunale. Tra il pubblico spiccavano volti noti dell’associazionismo, commercianti storici e anche alcuni studenti delle superiori arrivati per assistere “a una pagina della vita della città”, come ha raccontato un insegnante del liceo Empedocle.
Nelle ore successive alla cerimonia, nei bar del centro e lungo via Atenea si sono fatte sentire molte voci sulla nuova amministrazione. “Vedremo se davvero qualcosa cambierà”, ha detto Angela Rizzo, pensionata del quartiere San Leone, mentre sorseggiava un caffè preso al volo. Più ottimista Paolo Longo, imprenditore locale: “Licata sembra uno che sa ascoltare. Ora però servono i fatti”. Alcuni commercianti hanno sottolineato la necessità di strade più pulite e interventi rapidi sul traffico — temi che lo stesso Licata aveva già inserito nei primi cento giorni.
La cerimonia al teatro Pirandello si è conclusa poco dopo mezzogiorno senza brindisi o festeggiamenti pubblici; solo strette di mano veloci e qualche battuta dietro le quinte. Ha colpito l’atmosfera quasi familiare con cui la maggior parte degli invitati si è fermata pochi minuti a commentare l’evento. Un passaggio che — come ha ricordato Licata — “non riguarda solo chi amministra, ma tutta la città”. Ora spetta al nuovo sindaco trasformare queste parole in fatti; la prova arriva già lunedì prossimo con l’incontro operativo a Palazzo dei Giganti.
Tra promesse di ascolto e richieste urgenti dalla città, ad Agrigento parte ufficialmente la nuova amministrazione dal palco sobrio ma carico di storia del teatro Pirandello. Saranno i prossimi mesi a dire se la fiducia espressa oggi si tradurrà in risultati concreti.
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