Palermo, 24 febbraio 2026 – Poco dopo le 6 di stamattina, nel cuore di Palermo, i carabinieri della Compagnia Palermo Centro hanno fermato un uomo di 35 anni ricercato per una rapina a mano armata. L’arresto è avvenuto in via Roma, al termine di un inseguimento a piedi iniziato alle prime luci dell’alba. Il complice è invece riuscito a far perdere le tracce. Ora le forze dell’ordine stanno setacciando la zona, incrociando testimonianze e immagini delle telecamere.
Fermato dopo la rapina, fuga nel centro storico
L’arrestato, Salvatore Di Vita, originario del quartiere Borgo Vecchio e già noto alle forze dell’ordine, era stato segnalato come uno dei responsabili di una rapina in una tabaccheria di via Maqueda. Poco prima delle 5, secondo i militari intervenuti, due persone con il volto coperto sono entrate nel negozio armate di pistola. Hanno minacciato il titolare, un uomo di 52 anni che in quel momento stava sistemando la cassa.
“Non sembravano agitati, si sono mossi velocemente. Mi hanno detto solo ‘dammi i soldi’, poi hanno preso il registratore e sono scappati”, ha raccontato ancora scosso il tabaccaio mentre i carabinieri raccoglievano la sua testimonianza. L’intervento è stato quasi immediato: una pattuglia già nei paraggi per controlli notturni ha notato due persone sospette fuggire verso piazza San Domenico. Da lì è partita una corsa tra i vicoli del centro fino a via Roma.
Un complice ancora in fuga: la caccia continua
È stato bloccato solo uno dei due rapinatori; l’altro – descritto come un giovane magro con felpa grigia – ha sfruttato il caos e l’inizio delle attività mattutine per sparire tra i portoni. “Lo stiamo cercando, diverse squadre stanno controllando ogni dettaglio delle telecamere”, ha spiegato il maggiore Giovanni La Barbera, comandante della Compagnia Palermo Centro. Auto civetta stanno perlustrando Borgo Vecchio e Ballarò alla ricerca di movimenti sospetti.
Durante la fuga sono stati persi parte del bottino e l’arma usata per minacciare. Gli agenti hanno trovato vicino a un bidone una pistola giocattolo e alcune banconote spiegazzate, per circa 600 euro secondo le prime stime. Non risultano feriti. Il tabaccaio ha rifiutato il trasporto in ospedale ma seduto davanti al negozio ha ammesso di essere “ancora sotto choc”.
Precedenti e indagini: possibili legami
Secondo fonti investigative, Di Vita ha almeno due condanne per furto e ricettazione alle spalle. La modalità della rapina – un colpo improvvisato in pieno centro con una pistola finta – fa pensare a un gesto non pianificato da una banda organizzata. Tuttavia alcuni dettagli lasciano aperta la pista di legami con altri episodi recenti: “Tra gennaio e febbraio ci sono stati altri colpi simili nella zona”, conferma un investigatore. Per ora però mancano prove concrete che colleghino Di Vita agli altri fatti.
Le immagini delle telecamere raccolte potrebbero chiarire meglio il ruolo del complice fuggito e se fosse presente un’auto a fare da palo. Il Nucleo Investigativo sta anche verificando se nelle ultime settimane siano arrivate segnalazioni simili o tentativi sventati tra le 4 e le 6 del mattino.
Tensione crescente tra negozianti e residenti
La notizia si è sparsa rapidamente in via Maqueda: già dalle 7 alcuni residenti si sono fermati davanti alla tabaccheria per chiedere informazioni o offrire aiuto al titolare. “Non è la prima volta che succede qui, ormai abbiamo paura”, racconta una donna di quarant’anni che abita nel palazzo accanto. Qualcuno ha anche ripreso con il cellulare parte dell’inseguimento: i video ora girano nei gruppi Whatsapp del quartiere.
Secondo dati del Comune, negli ultimi mesi furti e rapine notturne sono aumentati del 15% nel centro storico. “Serve più presenza delle forze dell’ordine”, commenta il presidente della circoscrizione Massimo Costanza, che ha convocato per domani mattina alle 10 una riunione straordinaria.
La situazione resta sotto controllo
Per Di Vita sono scattate le manette con l’accusa di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale; nelle prossime ore sarà trasferito al carcere Pagliarelli in attesa dell’interrogatorio davanti al gip. Nel frattempo la caccia all’altro uomo prosegue nel cuore della città. I carabinieri invitano chiunque abbia visto qualcosa o riconosca il fuggitivo a chiamare il 112. Anche oggi Palermo si sveglia tra paura e attesa, con l’incertezza che pesa nell’aria.





