Roma, 13 gennaio 2026 – “Da oggi in centro a Roma si va a 30 all’ora, prima si andava a 15.” Con questa battuta ironica – proprio come piace a lui – lo showman Fiorello ha commentato stamattina su “Viva Rai2!” la nuova ordinanza che entra in vigore oggi nella capitale. Il limite di 30 km/h nelle zone centrali di Roma, annunciato da settimane, è finalmente realtà. Ma tra pendolari, automobilisti e residenti del centro storico non sono mancate reazioni spesso divertite o, più spesso, perplesse.
Con la firma del sindaco Roberto Gualtieri, da lunedì 13 gennaio il limite di velocità nelle aree più trafficate di Roma scende a 30 chilometri orari. Un passo che segue l’esempio di Bologna, Milano e di diverse città europee come Parigi e Madrid. L’obiettivo del Campidoglio è chiaro: “Più sicurezza per pedoni e ciclisti, meno rumore e meno inquinamento”, ha detto ieri l’assessora alla Mobilità Eugenia Calenda a Palazzo Senatorio.
Non è certo la prima volta che Roma prova a stringere le maglie sul traffico urbano. Eppure – lo hanno notato in molti stamattina, incluso Fiorello durante la diretta all’alba dal Foro Italico – la velocità media reale nelle ore di punta resta spesso sotto i 30 km/h. “Prima in centro ci andavi ai 15, altro che 30”, ha scherzato lo showman riferendosi alle interminabili code tra via Nazionale e piazza Venezia.
Nei primi momenti dall’entrata in vigore sono arrivati commenti molto diversi. All’uscita della metro Cavour, un tassista confessa: “Se va bene vado ai venti, venticinque all’ora – racconta Carlo Russo, trent’anni di strada – i trenta li raggiungo solo alle cinque del mattino”. Poco lontano, davanti a una pasticceria quasi vuota, una residente si lascia andare: “Almeno ora non rischiamo più multe, visto che più veloce non si riesce ad andare”.
In molti si chiedono anche come verranno fatti i controlli: nuovi autovelox? Vigili urbani davvero attivi? Il Campidoglio rassicura: “Si parte con la prevenzione, poi arriveranno anche le multe automatiche”. Intanto sono stati già installati pannelli elettronici informativi lungo i principali varchi Ztl e nelle strade più trafficate.
Secondo la Polizia Locale, nel 2025 si sono registrati quasi tremila incidenti solo nel centro di Roma, con venticinque vittime tra pedoni e ciclisti. Il Comune punta a ridurre questi numeri almeno del 20% entro il prossimo anno, guardando alle esperienze già viste altrove in Europa. “Dove si abbassa la velocità media crollano gli incidenti più gravi”, ha spiegato ieri il comandante dei Vigili Sergio Raggi.
Non mancano però le critiche, soprattutto sui social. Un rappresentante dell’Unione Commercianti di via del Corso scrive su X: “Un provvedimento che serve solo per fare cassa”. Più prudenti le associazioni ambientaliste: “È una buona misura se arriva insieme a un trasporto pubblico efficiente”, ammette Legambiente Lazio.
Nei bar del centro è già partito il dibattito, tra battute e previsioni pessimistiche. “La macchina la useremo solo per andare al supermercato fuori città”, dice una studentessa all’uscita dalla Sapienza. Qualcuno ricorda però che il limite riguarda un’area ben definita e non tocca le grandi direttrici esterne.
Intanto Roma prova a muoversi verso una mobilità più lenta — almeno nei programmi dell’amministrazione. Il sindaco Gualtieri ribadisce: “Roma deve recuperare vivibilità e qualità dell’aria”. Per ora però l’effetto più immediato sembra essere un aumento delle battute — non solo quelle di Fiorello — tra cittadini e turisti bloccati nel traffico vicino al Colosseo.
Chi sperava in strade più veloci resterà deluso. Ma tra limiti fissati e traffico eterno, resta aperta la domanda sentita stamattina sul tram 8: “Ma quando mai a Roma si va davvero a trenta?”
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