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La Guggenheim di Venezia rende omaggio a Maria Helena Vieira da Silva con una mostra imperdibile

La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia si prepara a celebrare Maria Helena Vieira da Silva, una delle figure più influenti dell’arte portoghese del XX secolo, con una mostra straordinaria dal titolo “Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio”. Questo evento, che si svolgerà dal 12 aprile al 15 settembre 2024, rappresenta un’opportunità unica per immergersi nel mondo creativo di un’artista il cui impatto trascende i confini nazionali.

La mostra presenta circa settanta opere chiave provenienti da importanti istituzioni museali internazionali, tra cui:

  1. Centre Georges Pompidou di Parigi
  2. Guggenheim di New York
  3. Museum of Modern Art di New York
  4. Tate Modern di Londra

Inoltre, opere di Vieira da Silva saranno esposte grazie a prestiti da gallerie prestigiose, come Jeanne Bucher Jaeger di Parigi, e da fondazioni culturali come il Comité Arpad Szenes – Vieira da Silva di Parigi e la Fundação Arpad Szenes – Vieira da Silva di Lisbona. Questa vasta collezione offre un’inedita opportunità di riflessione sulla carriera e l’evoluzione artistica di Vieira da Silva.

Nata a Lisbona nel 1908 e scomparsa a Parigi nel 1992, Vieira da Silva è conosciuta per la sua capacità di fondere astrazione e figurazione in un linguaggio visivo distintivo. La mostra non si limita a presentare le sue opere più celebri, come “La camera piastrellata” e “Figura di balletto”, ma invita anche a una riflessione profonda sul suo approccio artistico. L’artista ha saputo esplorare e reinterpretare il concetto di spazio, creando opere in cui il confine tra paesaggi urbani reali e immaginari tende a dissolversi. Questo aspetto è particolarmente rilevante in un periodo storico caratterizzato da rapide trasformazioni sociali e culturali.

L’arte di Vieira da Silva è spesso associata a movimenti come l’Informale, ma la mostra mette in evidenza come la sua visione artistica sia indipendente da tali categorizzazioni. La sua formazione artistica è stata influenzata da esperienze personali significative, come il trasferimento a Parigi per motivi di studio, dove entra in contatto con altri artisti e movimenti d’avanguardia.

Un capitolo fondamentale della vita di Vieira da Silva è rappresentato dal periodo di esilio a Rio de Janeiro durante la Seconda guerra mondiale. In quel contesto, insieme al marito Arpad Szenes, anch’egli artista, Vieira da Silva riesce a creare una fitta rete di contatti con altri artisti e intellettuali, contribuendo a un fertile scambio culturale. Questa fase ha lasciato un’impronta indelebile sul suo lavoro, arricchendolo di nuove suggestioni e permettendole di esplorare ulteriormente le relazioni tra architettura, spazio e colore.

La mostra non si limita a esporre opere, ma offre anche un contesto storico e culturale che aiuta a comprendere meglio l’evoluzione del linguaggio visivo di Vieira da Silva. Accanto alle opere, il percorso espositivo include fotografie, documenti e materiali d’archivio che testimoniano il lungo e articolato cammino artistico dell’artista. Questi materiali consentono ai visitatori di immergersi completamente nell’universo di Vieira da Silva, scoprendo le sue fonti d’ispirazione e le sue riflessioni sull’arte e sulla condizione umana.

In un’epoca in cui la riflessione sull’identità e sul spazio è più che mai attuale, l’opera di Vieira da Silva si rivela sorprendentemente contemporanea. La sua capacità di trasformare esperienze personali in opere universali invita a una meditazione profonda sui temi del ricordo, della memoria e della percezione. La mostra alla Guggenheim di Venezia rappresenta quindi non solo un tributo a un’artista di grande talento, ma anche un’occasione per il pubblico di interagire con questioni di grande rilevanza sociale e artistica.

La Collezione Peggy Guggenheim, già sede di importanti esposizioni, si conferma un luogo fondamentale per la diffusione della cultura contemporanea e per la valorizzazione di artisti che, come Maria Helena Vieira da Silva, hanno saputo lasciare un segno indelebile nel panorama artistico internazionale. La rassegna offre un’importante occasione per riscoprire e apprezzare il lavoro di un’artista che ha saputo esplorare con coraggio e originalità le complessità della realtà contemporanea.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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