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La Basilica di Collemaggio dell’Aquila ricostruita in 90mila mattoncini Lego per Capitale Cultura 2026

Cagliari, 15 gennaio 2026 – Questa mattina, Cristiano Lampis, scultore sardo di rilievo nazionale, ha annunciato l’intenzione di portare una sua opera d’arte nella città che quest’anno è la Capitale Italiana della Cultura. L’annuncio è arrivato durante una conferenza stampa alle 10.30 nella sala consiliare di via Roma, affollata da giornalisti e operatori culturali. Lampis, noto per le sue installazioni in marmo e metallo, ha parlato con chiarezza: “Spero di poter donare una mia scultura alla città Capitale della Cultura 2026. Per me sarebbe un modo per dialogare con il territorio e lasciare qualcosa di concreto ai cittadini”.

Il progetto e la scelta della città

Per il 2026 il titolo è andato a L’Aquila, scelta dopo una lunga selezione tra oltre dieci capoluoghi italiani. L’artista, originario di Quartu Sant’Elena ma residente da anni a Milano, ha raccontato il suo legame speciale con il centro abruzzese. “L’Aquila – ha detto – rappresenta per me la forza della rinascita. Dopo il terremoto del 2009 la città si è rialzata e oggi guarda al futuro, anche attraverso l’arte”. Il progetto su cui sta lavorando prevede una grande scultura in ferro e pietra locale, ancora senza nome, da collocare nel cuore del centro storico.

Un omaggio al territorio abruzzese

Durante l’incontro Lampis ha fornito qualche dettaglio sulla nuova opera: sarà alta circa tre metri e realizzata nei laboratori artigiani locali, “così da coinvolgere i giovani del posto e valorizzare le competenze del territorio”. Nei prossimi mesi tornerà più volte in Abruzzo per raccogliere spunti e testimonianze: “Solo vivendo la città potrò capire davvero cosa voglio comunicare”. La scelta dei materiali vuole richiamare la tradizione edilizia aquilana, dalle pietre chiare delle chiese romaniche alla solidità delle architetture post-terremoto.

Collaborazioni e tempi d’attesa

I tempi non sono ancora certi: “Mi piacerebbe inaugurare l’opera entro settembre”, ha spiegato Lampis ai cronisti, “ma molto dipenderà dal sostegno delle istituzioni”. L’artista ha già avviato contatti informali con il Comune dell’Aquila che, secondo fonti interne, avrebbe mostrato interesse a sostenere l’iniziativa. Il sindaco Pierluigi Biondi, interpellato a margine della conferenza, ha detto: “Siamo pronti a valutare ogni proposta che possa arricchire la nostra città in un anno così importante”.

Lampis non nasconde qualche dubbio legato ai finanziamenti: “Realizzare opere grandi richiede risorse e permessi, ma confido nella sensibilità delle amministrazioni”, ha aggiunto. Se tutto andrà per il meglio, la scultura sarà donata ufficialmente al Comune e diventerà patrimonio pubblico.

L’impatto sulla comunità locale

Nella sala consiliare si percepiva un certo entusiasmo tra gli addetti ai lavori. Una giovane studentessa dell’Accademia di Belle Arti presente all’incontro ha raccontato: “Un progetto così può essere uno stimolo per tanti ragazzi che studiano arte qui in Abruzzo”. Alcuni rappresentanti delle associazioni culturali aquilane hanno chiesto a Lampis di organizzare laboratori aperti anche a scuole medie e superiori. L’artista si è detto disponibile: “L’arte deve essere accessibile, non qualcosa da guardare solo da lontano”.

Secondo i dati diffusi dal Ministero della Cultura, nel 2025 la Capitale Italiana della Cultura aveva attirato oltre 1 milione di visitatori in un anno. Ora L’Aquila punta a replicare quei numeri grazie anche a progetti artistici nuovi e inclusivi.

Una visione che guarda avanti

La proposta di Lampis si inserisce nel più ampio rilancio culturale del capoluogo abruzzese. Dopo la vittoria della candidatura lo scorso marzo, la città ha avviato diversi cantieri e iniziative per mettere in luce il proprio patrimonio. “Un’opera pubblica non è solo un oggetto d’arte, ma uno spazio dove incontrarsi”, ha sottolineato Lampis nel suo intervento finale. Ora la comunità aspetta passi concreti: tra carte burocratiche, sopralluoghi e raccolta fondi ci vorrà tempo.

Eppure gli amministratori locali mostrano fiducia. “Avere qui un artista come Lampis – ha detto l’assessore alla Cultura Francesca Valeri – sarebbe un segnale forte della nostra voglia di ripartire dalle eccellenze”. La decisione definitiva arriverà entro primavera. Fino ad allora in città si continuerà a discutere del futuro della nuova scultura tra aspettative e speranze ben concrete.

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