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Impressionismo e oltre: 52 capolavori di Degas, Matisse, Picasso, Renoir e Van Gogh all’Ara Pacis di Roma

Milano, 3 dicembre 2025 – Si apre oggi al Museo del Novecento di Milano una rassegna che per la prima volta riunisce in città le opere di Degas, Matisse, Picasso, Renoir e Van Gogh. Un evento molto atteso dagli appassionati d’arte, pensato per mettere a confronto i legami e le differenze tra alcuni dei più grandi maestri della pittura tra Ottocento e Novecento. L’inaugurazione parte alle 10 del mattino, con tele appena arrivate da Francia e Spagna, i primi visitatori curiosi e un continuo via vai di critici intenti a scrutare ogni dettaglio.

Un viaggio nell’arte europea tra Otto e Novecento

La mostra – intitolata “Dialoghi sulla Luce” – porta in scena circa 50 capolavori provenienti da musei internazionali e collezioni private. I protagonisti sono di primo piano: Edgar Degas, con i suoi pastelli sul mondo del balletto e la vita notturna parigina, accoglie il pubblico nella prima sala. Poco più avanti, il tratto libero di Henri Matisse si confronta con le forme geometriche e inquietanti di Pablo Picasso; il colore caldo di Pierre-Auguste Renoir si alterna ai cieli turbolenti e ai campi mossi di Vincent Van Gogh.

La direttrice del museo, Anna Ferretti, racconta che l’idea nasceva “dalla voglia di far parlare tra loro questi grandi artisti, per mostrare come si sono influenzati pur non incontrandosi mai”. Secondo gli organizzatori, allestire tutto ha richiesto più di un anno tra trattative e accordi con istituzioni come il Musée d’Orsay, il Centre Pompidou e la Fundación Picasso.

Capolavori in trasferta: la “Danza” di Degas e i girasoli di Van Gogh

Tra le opere più attese spicca una delle versioni della celebre “Danza” di Degas, un prestito raro fuori Parigi. Accanto si fa notare una natura morta con fiori firmata da Van Gogh, arrivata direttamente dal Van Gogh Museum di Amsterdam. In mostra anche alcune sculture in bronzo, come la “Piccola danzatrice”: lo sguardo assorto, il tutù appena consumato dal tempo.

Un visitatore incontrato alle 11 nella sala 3 – Giovanni Bruni, pensionato appassionato – commenta: “Vedere tutti questi quadri insieme qui a Milano è qualcosa che aspettavo da anni. Non capita spesso: bisogna prendersela comoda”. Tra gli altri pezzi forti ci sono “Il palco” di Renoir, schizzi preparatori di Picasso per Les Demoiselles d’Avignon e un paesaggio notturno di Matisse.

Biglietti, orari e prime impressioni

Il flusso dei visitatori – secondo i dati del museo alle 14 – è stato “molto alto fin dalla mattina”, con oltre 2.000 ingressi nelle prime quattro ore. Il biglietto intero costa 18 euro (ridotto a 10 euro per studenti e over 65); apertura dal martedì alla domenica, dalle 9.30 alle 19.30. La mostra sarà visitabile fino al 23 marzo 2026.

All’uscita Chiara, 22 anni, studentessa universitaria in Storia dell’arte, racconta: “Mi ha colpito molto il dialogo tra i quadri: ci sono passaggi cromatici quasi impercettibili da una sala all’altra. È come entrare nella testa degli artisti”. Sui social non mancano già le foto; su Instagram l’hashtag #DialoghiSullaLuce conta centinaia di scatti davanti ai capolavori.

Milano al centro delle grandi mostre europee

Il critico d’arte Paolo Serini, presente all’anteprima stampa, sottolinea: “Questa mostra conferma quanto Milano sia diventata un punto fermo per le grandi esposizioni europee: qui si vede la storia dell’arte passare da una generazione all’altra”. Un percorso non solo museale ma anche culturale: il progetto include incontri con esperti e laboratori dedicati alle scuole.

Guardando queste tele insieme si ripercorre una stagione fondamentale per la pittura occidentale. Ma la direttrice Ferretti tiene a precisare: “Non volevamo solo radunare nomi celebri ma far capire come ciascuno ha guardato il mondo con occhi diversi”.

Il catalogo ufficiale – curato da Silvia Barisone – raccoglie saggi critici, riproduzioni delle opere e approfondimenti biografici su Degas, Matisse, Picasso, Renoir e Van Gogh. Qualche copia già gira tra i visitatori che la portano sottobraccio alla biglietteria.

Non resta che attraversare le sale illuminate e ascoltare i sussurri davanti ai quadri: questa mostra invita a fermarsi davvero a guardare, lasciandosi attraversare dalla luce che questi artisti hanno saputo portare sulla tela.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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