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Ildikó Enyedi vince l’Eastern Star Award al Trieste Film Festival con Electing Ms Santa

Roma, 24 gennaio 2026 – Il film Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță si è aggiudicato il premio Cei nell’edizione di quest’anno. L’annuncio è arrivato ieri sera, al termine della cerimonia a Villa Medici, nel cuore della capitale. La giuria, composta da critici e rappresentanti del mondo culturale e guidata da Andrea Riccardi, ha scelto il lavoro della giovane regista moldava fra una selezione internazionale. La motivazione ufficiale parla chiaro: il film si distingue per la sua capacità di offrire “una prospettiva autentica sulla condizione femminile nei contesti migratori”.

Il viaggio di una donna tra radici e nuova vita

Al centro di Electing Ms Santa c’è Maria, una giovane donna emigrata dalla Moldavia in Italia. Cerca un equilibrio tra le sue radici e il desiderio di integrarsi nella nuova realtà. Un tema che, nelle parole della regista, “tocca chiunque si sia mai sentito straniero, anche solo in mezzo a una folla”. Răzmeriță, classe 1994, nata a Chișinău e residente a Bologna dal 2017, si è detta “sorpresa e grata” durante la premiazione. “Non pensavo che una storia così personale potesse toccare così tante persone”, ha confessato ieri sera alla stampa, visibilmente emozionata. Con lei solo pochi amici e lo staff tecnico, seduti nelle prime file.

Il film alterna scene girate nei mercatini di Natale della periferia romana – via Casilina e Torpignattara sono riconoscibili – a flashback ambientati nella Moldavia rurale. Tra i dettagli più veri ci sono l’albero di mele nel cortile della nonna e la neve sporca vicino alla ferrovia. Niente sentimentalismi facili: la fotografia è asciutta, quasi da documentario.

Un premio che guarda all’Europa

Il premio Cei, sostenuto dal Consiglio d’Europa, nasce con l’idea di valorizzare opere che raccontano temi legati all’inclusione e al dialogo tra culture. Quest’anno in finale c’erano sei film provenienti da Francia, Romania, Spagna, Italia, Germania e Moldavia. “Răzmeriță ci offre uno sguardo fresco sulle relazioni tra vecchio e nuovo continente”, ha detto Riccardi dal palco di Villa Medici. Ha ricordato così il senso del premio: promuovere storie che vadano oltre i confini geografici e sociali.

Non è la prima volta che la regista moldava attira l’attenzione. Nel 2024 aveva già ricevuto una menzione speciale al Festival dei Popoli per un cortometraggio sulla diaspora moldava a Mestre. Ma stavolta l’impatto è stato diverso. “Ho sentito sulle spalle il peso di rappresentare tante donne come me”, ha raccontato, citando le collaboratrici domestiche che hanno condiviso con lei parti delle proprie vite durante la scrittura del copione.

Critica unanime sui meriti del film

L’assegnazione del premio Cei a Electing Ms Santa ha raccolto consensi tra gli esperti del settore. Silvia Arcangeli de Il Manifesto lo definisce “un’opera capace di raccontare la precarietà con dignità”. Parole simili arrivano anche da Giuseppe Fanfani di Cineuropa: “Un ritratto fedele dei legami tra generazioni divise da frontiere invisibili”.

Il riconoscimento ha fatto notizia anche fuori dai circuiti cinematografici più stretti. Tra i primi a congratularsi c’è stata Tatiana Bostan, presidente dell’Associazione Donne Moldave in Italia: “Questo film ci restituisce uno specchio sincero delle nostre vite”, ha detto. Sui social molte giovani migranti hanno ringraziato la regista per aver dato voce a “esperienze spesso invisibili nella nostra quotidianità”.

Tra futuro prossimo e nuove sfide

La vittoria al premio Cei spalanca ora nuove strade per Electing Ms Santa. Il film arriverà in diverse sale italiane e – secondo quanto conferma la casa di produzione Altrove Film – sarà distribuito anche nei circuiti d’essai europei con prime date già fissate per marzo 2026. Nel frattempo Răzmeriță sta lavorando a un nuovo progetto ancora senza titolo: “Parto sempre dalle storie vere delle persone – spiega – Solo così riesco a restare fedele a me stessa”.

A Villa Medici le luci si sono spente poco dopo le 22:30, tra applausi discreti e qualche abbraccio dietro le quinte. Una chiusura semplice per una storia nata lontano ma capace di parlare a chiunque abbia dovuto varcare un confine.

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