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Il Prado celebra l’Italia con la mostra gotica mediterranea ‘A la maniera di Italia’ nel 2026

Milano, 14 gennaio 2026 – La mostra “A la maniera di Italia” si prepara a diventare il fulcro del programma culturale cittadino che, da fine maggio, metterà sotto i riflettori il legame tra la tradizione artistica italiana e le sue nuove interpretazioni. Un’iniziativa che – come ricordano gli organizzatori – vuole fare da ponte tra passato e presente, attirando studiosi e appassionati da tutta la Penisola. La scelta del luogo non è casuale: Palazzo Reale, già teatro di mostre seguitissime (l’ultima in ordine di tempo quella dedicata a Modigliani), proprio a due passi da Piazza Duomo e dalla fermata M1.

Arte antica e contemporanea in dialogo

Dalle prime anticipazioni, il cuore dell’esposizione sarà una selezione di capolavori dei grandi maestri italiani: da Caravaggio a Morandi, affiancati da opere di artisti contemporanei chiamati a confrontarsi con questi “modelli” storici. La curatrice, Giulia Ferri, ha spiegato che la mostra “vuole raccontare come il linguaggio figurativo italiano abbia segnato le generazioni successive, non solo in Italia ma anche all’estero”. Non si tratterà dunque di una semplice retrospettiva, ma di un percorso fatto di prestiti internazionali, installazioni site-specific e opere mai viste prima a Milano.

La tradizione italiana nel mondo

La rassegna sarà divisa in sezioni tematiche – le cosiddette “maniere” – che ripercorrono l’influenza della tradizione italiana nell’arte globale. In conferenza stampa (Palazzo Marino, ore 12.30 di ieri) è stato annunciato che saranno esposte oltre ottanta opere, tra dipinti, sculture e fotografie provenienti sia da musei italiani sia da grandi istituzioni estere come il Musée d’Orsay di Parigi e la National Gallery di Londra. Questa partecipazione internazionale darà slancio anche al programma degli eventi collaterali, con incontri, laboratori e conferenze aperte al pubblico.

L’attesa per l’apertura

L’inaugurazione ufficiale è fissata per il 28 maggio 2026, con una preview dedicata a stampa e autorità la sera prima. I primi giorni saranno dedicati soprattutto agli studenti delle scuole superiori milanesi: visite guidate, incontri con artisti emergenti e workshop sulle tecniche antiche. “Un’occasione rara per vedere dal vivo opere che solitamente restano chiuse nei caveau”, ha sottolineato Davide Zatti, assessore alla cultura del Comune di Milano. I biglietti saranno disponibili dal 15 aprile, sia online sia alle casse del Palazzo Reale. Il costo medio si aggira intorno ai 12 euro a ingresso, con sconti per studenti e over 65.

Il pubblico già scalda i motori

Il tam tam sui social ha già acceso l’entusiasmo: tanti appassionati hanno condiviso screenshot del teaser pubblicato su Instagram dagli organizzatori (profilo @alamanneradiitalia). Tra le domande più frequenti quella sull’eventuale presenza di una sezione dedicata al design italiano o suggerimenti per eventi anche nei quartieri periferici. Gli organizzatori hanno risposto che “sono in corso trattative con Accademie e scuole d’arte milanesi” e non escludono una programmazione diffusa sul territorio.

Un lascito importante per la città

Secondo le stime del Comune di Milano, “A la maniera di Italia” potrebbe attirare almeno 100mila visitatori nei tre mesi di apertura (chiusura prevista il 6 settembre). Il ritorno atteso va ben oltre l’aspetto economico: l’obiettivo è rafforzare Milano come polo culturale nazionale. Nel corso della presentazione ufficiale – presenti anche Regione Lombardia e Camera di Commercio – si è sottolineato come questa iniziativa possa portare “turismo qualificato e coinvolgimento delle nuove generazioni”.

Nel frattempo, mentre si aspetta l’apertura delle porte, Milano si prepara ancora una volta a scoprire come l’arte italiana continui a rinnovarsi proprio nel suo cuore.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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