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Il Prado celebra l’Italia con la mostra gotica mediterranea “A la manera di Italia” nel 2026

Roma, 14 gennaio 2026 – A fine maggio, al Palazzo delle Esposizioni, prenderà il via la mostra ‘A la maniera di Italia’, destinata a diventare il cuore pulsante della vita culturale romana nei prossimi mesi. L’inaugurazione è in programma il 28 maggio alle 18. Critici, collezionisti, appassionati e qualche volto noto dell’arte contemporanea si ritroveranno in via Nazionale, sotto lo sguardo severo delle statue neoclassiche, per un’esposizione che promette di essere tra le più attese dell’anno.

Un omaggio ai maestri e alle nuove generazioni

Il curatore Marco Rinaldi spiega che il titolo – ‘A la maniera di Italia’ – è “un tributo diretto non solo alle tecniche che hanno reso celebre l’arte italiana nel mondo, ma anche alla libertà con cui oggi gli artisti si confrontano con la tradizione”. La mostra presenterà oltre 70 opere provenienti da collezioni pubbliche e private. Tra quadri e sculture, si creerà un dialogo ideale con i grandi del passato – da Giorgione a Morandi, fino alla scuola napoletana – ma con interpretazioni nuove e sorprendenti.

Alcuni dettagli restano top secret, però già si parla di un prestito eccezionale dal Museo di Capodimonte e di opere inedite di giovani artisti scelti con una call nazionale lanciata lo scorso autunno. Rinaldi ci tiene a precisare: “Non è una celebrazione, ma piuttosto un confronto serrato, a tratti ironico, tra chi ci ha preceduto e chi oggi si muove tra pittura, installazione e fotografia”.

Tra le sale del Palazzo, un percorso immersivo

L’esposizione sarà organizzata in sei sezioni tematiche. Ogni sala metterà a confronto antico e contemporaneo. La direzione del Palazzo delle Esposizioni spiega che “il visitatore sarà invitato a soffermarsi sui dettagli: una pennellata della scuola veneta che riappare su una tela del 2025, o una citazione nascosta dietro un vetro serigrafato”. Non mancheranno video d’artista e performance dal vivo in alcuni fine settimana di giugno.

La mostra resterà aperta fino al 22 settembre e sarà affiancata da laboratori per scuole e adulti, conferenze serali e un catalogo ricco di immagini e saggi critici. “Vogliamo coinvolgere tutta la città”, sottolinea Giorgio Beltrame, presidente della Fondazione Roma Arte. “Abbiamo già ricevuto molte richieste da gruppi organizzati e guide turistiche”.

Aspettative alte nel panorama culturale romano

La stagione delle grandi mostre estive a Roma punta quest’anno sull’incontro tra le radici italiane e lo sguardo internazionale. ‘A la maniera di Italia’ è uno degli appuntamenti più importanti in questa direzione: la presenza di curatori da Parigi e Berlino viene vista dagli addetti ai lavori come “un segnale forte di apertura”. Gli organizzatori stimano che nei primi tre mesi arriveranno più di 80mila visitatori — un numero che supererebbe quello dell’edizione dello scorso anno dedicata a Burri.

Qualche addetto ai lavori ha mostrato curiosità per l’allestimento: pare farà uso di tecnologie immersive come proiezioni, suoni ambientali e sensori di movimento senza però perdere il fascino classico degli spazi. “Sarà come entrare in un dialogo tra epoche diverse”, ha raccontato uno degli architetti coinvolti.

Biglietti, orari e prime reazioni

Il biglietto costa 14 euro (ridotto 10 euro per studenti e over 65). Nei primi dieci giorni è obbligatoria la prenotazione per evitare code o assembramenti. Gli orari saranno estesi nei fine settimana fino alle 23; il lunedì invece la mostra resterà chiusa. Intanto sui social fioccano i commenti pieni d’attesa: “Non vedo l’ora di scoprire come passato e presente si intrecceranno”, scrive Sara B., studentessa di storia dell’arte alla Sapienza. Alcuni collezionisti romani parlano già di “un’occasione rara per ammirare capolavori poco esposti”.

La città si prepara dunque ad accogliere questa nuova sfida culturale. E se il pubblico risponderà bene alla scommessa degli organizzatori, non è escluso che ‘A la maniera di Italia’ possa fare tappa anche in altre capitali europee. Per ora, però, resta l’appuntamento da segnare sul calendario: dal 28 maggio al Palazzo delle Esposizioni.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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