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Il Giallo Van Gogh ad Amsterdam: 50 Opere di 15 Artisti tra Arte, Letteratura e Moda

Milano, 16 febbraio 2026 – Sono quindici gli artisti italiani e internazionali che, con cinquanta opere, si confrontano oggi sul senso del colore. La mostra aperta alla Fondazione Cini, in via Bergognone, nel cuore della zona Tortona, promette un viaggio tra arte, letteratura e moda. Fino al 31 marzo, il percorso mette in luce non solo la bellezza visiva del colore, ma anche il suo ruolo simbolico e narrativo nelle creazioni di oggi.

Il colore come linguaggio che unisce

L’iniziativa, curata da Paola Marani, critica e docente di storia dell’arte contemporanea, vuole attraversare vari mondi artistici. All’inaugurazione la sala era piena: c’erano appassionati, addetti ai lavori e persino studenti del Politecnico con taccuino in mano. Marani racconta che le opere “dialogano fra loro e con chi guarda: ci sono pitture, abiti d’atelier, installazioni e testi letterari che insieme formano una sorta di racconto a colori”. Poi aggiunge: “Abbiamo scelto chi usa il colore come un vero alfabeto, non solo come decorazione”.

Accanto alle opere – indicate su targhette color avorio – si riconoscono nomi come Giorgio Morandi, Gianluca Malgeri, Nathalie Du Pasquier, Alberta Ferretti (che presenta una collezione prêt-à-porter tutta sul blu), ma anche giovani talenti come Sofia Tricarico e il duo italo-brasiliano Barros & Fiorentino.

Opere che raccontano storie

Le installazioni si susseguono in stanze illuminate da luci soffuse e decorate con tende viola. Appena entrati si incontra un grande olio di Morandi: i toni caldi e polverosi fanno da contrappeso all’abito blu di Ferretti esposto poco più avanti. “Ho portato il mio atelier qui – spiega la stilista ai visitatori – perché moda e arte parlano sempre attraverso il colore. Anche la letteratura è fatta di sfumature”.

Nella sala centrale spiccano le fotografie di Malgeri con rossi forti e blu intensi. Ogni pezzo è accompagnato da brevi testi scelti dalla curatrice: pagine di Virginia Woolf, Italo Calvino e versi freschi della poetessa Elena Greco, scritti apposta per questa mostra. “Volevamo creare un’esperienza immersiva – dice Marani – dove chi visita può soffermarsi su un colore o su una parola e lasciarsi trasportare”.

Moda, letteratura e arte: intrecci dal presente

Non mancano elementi tattili e sonori lungo il percorso. In un angolo uno schermo mostra cortometraggi sul tema cromatico realizzati dagli studenti della NABA. Poco più avanti una bacheca espone bozzetti originali degli abiti di Alberta Ferretti con annotazioni a matita sui tessuti (“lino carta zucchero”, “tulle indaco”). Il pubblico è quasi invitato a toccare i materiali per sentire il legame tra le parole dei pannelli introduttivi e gli oggetti veri.

“Il colore è una memoria emotiva”, ha detto Du Pasquier all’apertura. “Nel mio lavoro richiama paesaggi africani e tessuti della mia infanzia”. Tricarico, accanto al suo trittico acrilico, confessa: “Uso spesso l’arancione per parlare di gioia ma anche di perdita: ognuno ci legge qualcosa di personale”.

Un pubblico tra esperti e curiosi

Dalle 11 il via vai è continuo. Ci sono anche studenti delle scuole superiori milanesi; si fermano a leggere le didascalie, cercano parole chiave nei brani letterari (“rosso come un pensiero”, recita un cartellino vicino a una tela astratta). In molti osservano i materiali usati dagli artisti: carta marmorizzata, seta stampata a mano, acrilici stesi a spatola.

Gli organizzatori stimano già oltre 700 ingressi nella sola giornata inaugurale. “C’è voglia di scoprire la complessità del colore al di là degli schemi consueti”, sottolinea Lucia Bruni della Fondazione Cini.

Un invito ad aprire gli occhi

La mostra resta aperta fino al 31 marzo (orari 10-18 dal martedì alla domenica; biglietto intero 12 euro). Sono previsti laboratori per le scuole e incontri con gli artisti nei weekend. Anna, impiegata sessantenne arrivata da Monza, racconta: “Mi ha colpito vedere come lo stesso colore cambia significato secondo l’artista”. Alla fine del percorso, su una parete spoglia si legge una frase in rosso: “Ogni colore è già una storia”. Un messaggio semplice ma potente che lascia il segno.

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