Brescia, 2 gennaio 2026 – Dal Liberty bresciano alle ultime battute della retrospettiva su Marina Abramovic a Venezia, passando per le sale che ospitano i Macchiaioli a Milano e l’addio imminente alla mostra su Lorenzo il Magnifico: il panorama delle esposizioni d’arte in Italia resta variegato e vivace. Tra la fine delle feste e l’inizio del nuovo anno, le iniziative si moltiplicano, offrendo occasioni per scoprire e riscoprire maestri, movimenti e correnti.
A Brescia è in corso la mostra “Liberty. Nascita di una nuova realtà”, allestita negli spazi suggestivi di Palazzo Martinengo Cesaresco (via Musei 30). Aperta dal martedì alla domenica fino al 9 giugno 2026, propone circa 200 opere tra dipinti, sculture, disegni e oggetti d’arredo, firmate tra fine Ottocento e inizio Novecento da nomi come Giovanni Boldini, Galileo Chini, Vittorio Zecchin, insieme ad artisti meno noti. L’esposizione non trascura le arti decorative: vetrate e mobili d’epoca sono messi accanto ai ritratti che raccontano la borghesia dell’epoca. “Volevamo mostrare la varietà del Liberty italiano,” ha spiegato il curatore Davide Dotti all’inaugurazione di novembre. Tra i visitatori si ferma chi ammira il celebre “Ritratto della signora P.” di Boldini o gli smalti iridescenti di Chini, sussurrando commenti sui dettagli di stoffe e pose. La biglietteria registra flussi più intensi nel tardo pomeriggio, mentre la caffetteria interna accoglie soprattutto famiglie e gruppi di turisti.
A Venezia stanno per chiudere i battenti “Marina Abramovic. The Cleaner”, retrospettiva a Palazzo Strozzi visitabile fino al 14 gennaio 2026. Una delle mostre più discusse degli ultimi mesi – definita da alcuni visitatori come “un’esperienza immersiva” – ripercorre la carriera della performer serba attraverso fotografie, video, installazioni e oggetti usati nelle sue celebri performance. La stessa Abramovic, lo scorso ottobre, ha guidato una visita con studenti di Accademie venete: “Ho sempre pensato che l’arte debba scuotere e far riflettere,” aveva detto. Negli ultimi giorni, complice il periodo festivo, le code all’ingresso sono tornate lunghe soprattutto nel weekend. Gli organizzatori parlano già di oltre 70mila presenze.
Milano ospita ancora “I Macchiaioli” a Palazzo Reale, uno dei principali eventi dell’inverno artistico cittadino. Curata da Cristina Acidini con Francesca Dini, l’esposizione sarà aperta fino al 7 marzo 2026 e mette insieme oltre 120 opere firmate da artisti come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega. Nei corridoi si respira un’atmosfera rilassata: studenti d’arte con taccuino in mano, visitatori più anziani che si soffermano sui paesaggi toscani, qualche discussione sulle tecniche della macchia davanti a “La Rotonda di Palmieri” o alle tavole piccole ma intense di Lega. Le recensioni lasciate ai registri sottolineano l’efficacia della didattica e dei pannelli informativi. Palazzo Reale ricorda che l’ultimo ingresso è alle ore 18:30.
A Firenze si avvicina la chiusura di “Il Magnifico e il suo tempo”, mostra nelle sale di Palazzo Medici Riccardi dedicata ai 500 anni dalla morte di Lorenzo de’ Medici. L’esposizione chiuderà il 10 gennaio 2026 dopo aver raccontato non solo il mecenatismo del Magnifico ma anche la sua influenza sulla cultura e sulla politica fiorentina tra Quattrocento e Cinquecento. I curatori parlano già di più di 40mila visitatori dall’apertura dello scorso settembre. La prenotazione rimane consigliata soprattutto nel fine settimana. Chi è passato racconta di una folla composta ma curiosa: “Colpisce vedere da vicino lettere autografe o codici miniati,” ha detto una guida martedì mattina.
Le grandi città d’arte italiane confermano così un buon afflusso nei musei e nelle mostre temporanee. Molti i commenti positivi raccolti tra operatori del settore e turisti italiani e stranieri. Da Brescia a Venezia, passando per Milano e Firenze: tante occasioni diverse che fanno sperare in una stagione ricca per chi ama la cultura dal vivo, già nei primi giorni del 2026.
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