Roma, 12 gennaio 2026 – Il film di Chloé Zhao ha trionfato ieri sera a Roma, conquistando il premio come miglior film alla ventiduesima edizione degli European Cinema Awards. La cerimonia si è svolta nella suggestiva cornice della sala Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica. Tra i protagonisti della serata anche Jessie Buckley, premiata come miglior attrice protagonista per la sua intensa interpretazione nel film della regista sino-statunitense. A spuntarla come miglior attore è stato invece Wagner Moura, applauditissimo per una prova di grande impatto emotivo.
Il nome di Chloé Zhao circolava già da giorni tra i favoriti. La regista, che ha già vinto un Oscar con “Nomadland”, ha portato sullo schermo una storia intima e molto visiva, scelta all’unanimità dalla giuria internazionale guidata da Jean-Pierre Dardenne. “Questo premio è una grande responsabilità verso le storie che raccontiamo”, ha detto Zhao salendo sul palco poco dopo le 22:30. Al suo fianco, sotto gli scrosci di applausi e tra flash incessanti, Jessie Buckley non ha nascosto l’emozione. L’attrice irlandese ha ringraziato la produzione e tutta la squadra dietro le quinte, ma soprattutto la regista “per avermi lasciato libera di sbagliare e di trovare il personaggio”. Un momento breve ma carico di sentimento, con la sala visibilmente soddisfatta da una vittoria considerata più che meritata.
La festa era iniziata poco dopo le 20 con l’arrivo sul tappeto rosso dei protagonisti del cinema europeo. Tra gli ospiti registi come Paweł Pawlikowski, attori del calibro di Léa Seydoux e il celebre compositore italiano Nicola Piovani. Oltre al premio principale per il miglior film, la giuria degli European Cinema Awards ha distribuito riconoscimenti in altre dodici categorie. Se l’attenzione era tutta sul film di Zhao, a sorprendere è stato il premio per il miglior attore andato a Wagner Moura per “Terra Promessa”. Conosciuto soprattutto per il ruolo di Pablo Escobar in “Narcos”, Moura ha raccontato in conferenza stampa: “Ho studiato dialetti e abitudini locali per mesi. È stata una sfida che mi ha cambiato”.
L’Italia si è presentata in forze con ben cinque nomination, tra cui quella per “Ombre sul Tevere” di Andrea De Sica. Tuttavia nessun titolo italiano è riuscito a portare a casa i premi più importanti. Il presidente dell’Accademia del Cinema Europeo, Margherita Sangiuliano, ha voluto comunque sottolineare “il valore dei film italiani arrivati fino alla finale”, auspicando un rilancio già dalla prossima edizione. I produttori presenti hanno mostrato un misto di sorriso e rammarico: “Essere selezionati resta un segnale forte della vitalità del nostro cinema”, ha confidato uno dei membri della delegazione romana intorno alle 23:15, mentre la sala si svuotava lentamente.
La vittoria del film di Chloé Zhao non ha sorpreso chi segue da vicino gli sviluppi del cinema europeo: già nelle settimane scorse molti critici ne avevano sottolineato la forza visiva e narrativa. Nei corridoi dell’Auditorium si respirava consenso unanime: “Era sicuramente il titolo più atteso”, ammetteva un critico francese del “Cahiers du Cinéma”. Tra gli spettatori si sono levati molti apprezzamenti per Jessie Buckley (“un’interpretazione che resta impressa”), mentre sui social si sono raccolti commenti positivi, insieme a qualche rimpianto per l’assenza dell’Italia tra i vincitori principali.
Questa cerimonia conferma come il cinema d’autore europeo resti una voce importante nel panorama internazionale, capace di reggere il confronto con i grandi colossi americani nelle vetrine più prestigiose. La vittoria di Zhao è stata letta da molti addetti ai lavori come “un segnale forte per chi punta su storie fuori dagli schemi”. Già da oggi si parla delle possibilità che i film premiati avranno nella corsa agli Oscar; nel frattempo i distributori stanno pianificando nuove uscite nelle sale delle principali capitali europee.
Così si chiude un’edizione intensa degli European Cinema Awards: luci spente sulla sala Santa Cecilia mentre gli ultimi ospiti lasciano l’Auditorium con il sottofondo degli applausi ancora negli orecchi. Ma la stagione dei premi è solo all’inizio e tutti hanno già gli occhi puntati su quello che verrà.
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