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Gela, 39enne arrestato per tentato omicidio della moglie e falsa simulazione d’incidente domestico

Gela, 24 febbraio 2026 – Nella tarda serata di lunedì, i carabinieri di Gela hanno arrestato un uomo di 39 anni nel quartiere Sant’Ippolito. Gli investigatori lo indicano come responsabile di una lunga serie di violenze domestiche iniziate nel 2023. La vittima, una donna poco più giovane che viveva con lui, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto solo dopo mesi di paura, silenzi e ferite spesso nascoste.

La denuncia che ha fatto scattare le indagini

Tutto è cambiato in una fredda serata d’inverno, quasi a mezzanotte. Una chiamata ai carabinieri, una voce tremante che chiede aiuto: la donna racconta un altro episodio, ma è solo l’ultimo di una lunga catena. “Era spaventata, fragile”, riferiscono fonti dell’Arma. I militari arrivano in via Morandi e trovano la donna con evidenti segni di lesioni. Lei stessa confessa agli operatori che le violenze non erano isolate: “Succede da mesi”. Da qui partono i rilievi, i referti medici e la prima ricostruzione dei fatti.

Un calvario iniziato l’estate scorsa: minacce e percosse

Le accuse vanno ben oltre quel singolo episodio. Secondo gli inquirenti, le aggressioni risalgono all’estate 2023. All’inizio erano solo parole dure, poi sono arrivate urla e insulti. Solo dopo sono arrivati schiaffi e spintoni ripetuti, sempre tra le mura domestiche. “Avevo paura che se avessi reagito sarebbe stato peggio”, ha raccontato la donna durante l’interrogatorio. “Lui mi diceva che non sarei mai riuscita a lasciarlo.” In casa c’era spesso anche il figlio minorenne della coppia, un dettaglio che ha reso tutto ancora più grave.

Arresto confermato: ora è al carcere di Caltanissetta

Martedì all’alba la notizia dell’arresto si è sparsa tra i vicini. Nel quartiere Sant’Ippolito molti hanno notato l’arrivo delle gazzelle dei carabinieri poco dopo le 23:30 del giorno prima. La Procura di Gela ha chiesto e ottenuto dal giudice la convalida del fermo. L’uomo si trova ora nel carcere di Caltanissetta con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Le indagini proseguono: gli investigatori raccolgono testimonianze, messaggi e referti per rafforzare il caso.

Un quartiere in silenzio tra paura e diffidenza

Sant’Ippolito resta in un silenzio carico di tensione. Molti davanti allo stabile in via Morandi evitano lo sguardo o preferiscono non parlare. “Sapevamo che qualcosa non andava – ha detto una vicina – ma nessuno immaginava che sarebbe arrivato a tanto”. Alcuni raccontano di urla frequenti nei fine settimana; altri scuotono la testa: “Sono cose che restano dentro casa”. Un’atmosfera ancora segnata dal timore e dalla sfiducia verso l’esterno.

Dal dolore alla speranza: il percorso della vittima

Dopo la denuncia, la donna è stata accompagnata dai servizi sociali della città ed è entrata in contatto con uno sportello antiviolenza attivo a Gela. Nei prossimi giorni riceverà supporto psicologico e assistenza legale. Il figlio minorenne è stato affidato temporaneamente a una parente su disposizione del Tribunale dei minori di Caltanissetta, per proteggere il suo equilibrio emotivo, spiegano gli assistenti sociali.

Le forze dell’ordine chiedono collaborazione

Le indagini dei carabinieri continuano senza sosta anche oggi: si cercano conferme su altri episodi o segnalazioni rimaste ignorate nei mesi scorsi. Il comandante della Compagnia di Gela ha lanciato un appello chiaro alla cittadinanza: “Chiunque abbia visto situazioni simili o voglia denunciare può farlo senza paura, rivolgendosi alle forze dell’ordine o ai centri antiviolenza.” Un invito a rompere il muro del silenzio, nonostante spesso resti forte la paura delle conseguenze.

Gela e il dramma delle violenze domestiche

Il caso del 39enne arrestato riporta sotto i riflettori il problema delle violenze domestiche nel territorio gelese. Secondo l’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, nel 2025 nella provincia di Caltanissetta sono stati denunciati almeno 48 casi simili. Numeri che raccontano quanto questo fenomeno sia radicato e quanto sia difficile spezzare il silenzio dentro casa. Una realtà che ora — grazie al coraggio di una donna e al lavoro degli investigatori — esce finalmente dall’ombra.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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