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Gaia e Fischio: il libro sulle locomotive a vapore per giovani studenti presentato a Roma

Roma, 18 gennaio 2026 – Questa mattina, al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, è stato presentato un nuovo libro illustrato per bambini dedicato alle mitiche locomotive a vapore italiane. L’evento, che si è svolto a Roma presso la sede dell’editore, ha visto la partecipazione di autori, illustratori, insegnanti e rappresentanti delle Ferrovie dello Stato. Un’iniziativa pensata per avvicinare i più piccoli al mondo delle ferrovie storiche e far scoprire il fascino di quelle macchine che, tra Ottocento e Novecento, hanno unito l’Italia.

Una narrazione semplice e coinvolgente per i più piccoli

Il libro, intitolato “Locomotive a vapore a Pietrarsa”, raccoglie storie brevi, disegni originali e curiosità sulle vecchie locomotive custodite nel famoso Museo di Pietrarsa, proprio vicino al Golfo di Napoli. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la Fondazione FS Italiane e la casa editrice romana “Il Piccolo Binario”. «Volevamo trasmettere la passione per i treni ai bambini, usando un linguaggio chiaro e immagini che potessero emozionare», ha spiegato Marco Santarelli, responsabile dell’area educativa della Fondazione FS.

Non è solo un libro da sfogliare a scuola. L’idea – hanno sottolineato gli organizzatori – è offrire uno strumento che stimoli la curiosità dei bambini e coinvolga anche genitori e insegnanti in una riscoperta del nostro passato ferroviario.

Pietrarsa, custode di una storia che parla ancora

Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa è una sorta di “cattedrale” per gli appassionati della storia industriale italiana. Nato nel 1840 come fabbrica borbonica per costruire locomotive, oggi ospita una delle collezioni più importanti d’Europa. Nel libro si raccontano – tra aneddoti e illustrazioni – i “giganti del vapore” che ogni anno affascinano migliaia di visitatori.

«Non volevamo cadere nella nostalgia», ha precisato Stefania Russo, una delle illustratrici presenti. «Abbiamo cercato di far rivivere i personaggi legati alle locomotive: macchinisti, operai, viaggiatori di ieri e di oggi». Durante la presentazione sono stati mostrati alcuni disegni: locomotive dai grandi fumaioli, scenari industriali e dettagli come chiavi inglesi e orologi da taschino. Un modo concreto per avvicinare i bambini a quel mondo lontano ma vivo.

Scuola e territorio: un legame da rafforzare

Questo progetto fa parte di un percorso più ampio per far conoscere il patrimonio ferroviario. Secondo la Fondazione FS, ogni anno oltre 80mila bambini visitano Pietrarsa con le scuole. Il nuovo libro sarà distribuito gratuitamente alle classi che parteciperanno alle attività didattiche del museo nel corso del 2026.

Tra il pubblico c’erano anche molte insegnanti delle scuole primarie romane. «I treni affascinano ancora molto i bambini», ha raccontato Silvia Borghi, maestra alla “Iqbal Masih” in via Ostiense. «Questo libro aiuta a collegare la storia con la realtà quotidiana: mostra come si lavorava una volta e come la tecnologia abbia cambiato il nostro modo di viaggiare». Una parte del volume infatti mette a confronto le vecchie locomotive a vapore con i moderni treni ad alta velocità.

Emozioni dal pubblico e nuovi appuntamenti in arrivo

Non sono mancati momenti emozionanti: alcuni piccoli lettori hanno preso il microfono per leggere ad alta voce passi scelti dal libro, tra sorrisi dei genitori e flash dei fotografi. Giulia, sette anni appena compiuti, ha detto: «Mi piacciono le storie sui treni che fanno tanto rumore». Sui tavoli della sala eventi spiccavano modellini in legno e antiche foto recuperate dagli archivi FS.

La presentazione romana è solo l’inizio: sono già in programma tappe a Torino, Bologna e Palermo nei prossimi mesi, con laboratori e incontri nelle scuole. Come ha anticipato Marco Santarelli: «Vogliamo portare la cultura ferroviaria fuori dai musei. Il libro è solo il primo passo».

Il racconto delle locomotive a vapore di Pietrarsa – semplice ma ricco di dettagli – punta così a lasciare il segno non solo nei bambini ma anche nelle famiglie e negli insegnanti che accompagnano questa scoperta lungo i binari della memoria italiana.

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