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Francesco e Giotto, l’Umbria celebra i due rivoluzionari con una mostra a Perugia dal 14 marzo

Roma, 18 febbraio 2026 – È stata presentata oggi a Roma la mostra che aprirà al pubblico a Perugia il prossimo 14 marzo, segnando un appuntamento importante nel calendario culturale nazionale. L’iniziativa è stata svelata nella sede romana dell’associazione organizzatrice, alle ore 11, e promette di portare in Umbria un percorso espositivo dedicato all’arte contemporanea e alle sue tante contaminazioni.

La mostra arriva a Perugia: date e dettagli

L’evento – spiegano gli organizzatori durante la conferenza stampa di questa mattina – si svolgerà dal 14 marzo al 5 giugno 2026 nella storica Galleria Nazionale dell’Umbria, in corso Pietro Vannucci. L’allestimento, curato da Anna Rossi e Michele Fabbri, presenterà più di 40 opere firmate da artisti italiani e stranieri, spaziando dalla pittura alla scultura, dalle installazioni multimediali alla fotografia. “Vogliamo offrire un mosaico di linguaggi contemporanei che sappiano dialogare con la città e il suo patrimonio”, ha detto Anna Rossi, parlando davanti ai giornalisti insieme ai rappresentanti del Comune di Perugia e della Regione Umbria.

Gli artisti protagonisti

Tra i nomi più noti figurano Francesco Clemente, Marina Abramović e la fotografa tedesca Sabine Weiss, affiancati da una selezione di giovani talenti emergenti. Molte opere saranno esposte in Italia per la prima volta. Come ha sottolineato Michele Fabbri, “sarà un confronto diretto tra generazioni diverse e stili vari, ma anche uno sguardo sulle nuove tendenze dell’arte europea”. Non solo quadri e sculture: alcune sale ospiteranno installazioni immersive, esperienze digitali e spazi sonori pensati per coinvolgere il visitatore in percorsi sensoriali originali.

Un ponte tra passato e futuro

Durante la presentazione romana sono stati svelati alcuni dettagli inediti. La mostra si svilupperà attorno a un filo conduttore ben preciso: il rapporto tra memoria storica e innovazione creativa. Ogni sezione metterà a confronto opere che reinterpretano icone del passato con lavori proiettati verso nuove sperimentazioni tecnologiche. La scelta di Perugia, ha spiegato l’assessore alla cultura Lorenzo Bini Smaghi, “non è casuale: qui c’è una tradizione artistica straordinaria, ma anche una capacità di guardare avanti, offrendo spazi vivi ai nuovi linguaggi”.

Aspettative sul pubblico e ricadute sul territorio

Secondo le previsioni del Comune sono attesi circa 20mila visitatori nei tre mesi della mostra. L’impatto sul territorio – fra turismo e attività collaterali – potrebbe essere rilevante. Sono previsti tour guidati per le scuole, laboratori con gli artisti e incontri pubblici dedicati all’arte contemporanea. “Vogliamo coinvolgere non solo gli appassionati ma anche chi si avvicina per la prima volta a questi linguaggi”, ha spiegato Francesca Cinti dell’associazione organizzatrice.

Prime impressioni e attese

Le reazioni raccolte oggi a Roma sono state positive. Giornalisti e addetti ai lavori hanno mostrato interesse per il programma espositivo e la scelta di Perugia come location. “C’è molta curiosità soprattutto per le installazioni immersive”, ha commentato la critica d’arte Laura Mazzola dopo la conferenza stampa. Non sono mancate domande pratiche sulla logistica: ingressi contingentati nelle prime settimane e prenotazione consigliata nei weekend più affollati.

Una mostra aperta a tutti

L’ingresso sarà gratuito per gli studenti universitari; ridotto per i residenti a Perugia; convenzioni con musei umbri garantiranno ulteriori sconti. Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19. Tutti i dettagli su biglietti, accessibilità dei percorsi e calendario degli eventi saranno disponibili online dal 1° marzo sul sito della Galleria Nazionale dell’Umbria.

Alla fine della presentazione Anna Rossi ha ribadito l’intento di “far diventare questa mostra un’occasione di dialogo aperto e partecipazione collettiva”. A Perugia – dal 14 marzo – sarà ora il pubblico a raccogliere il testimone: toccherà ai visitatori immergersi in questo racconto fatto di memoria e futuro nelle sale della Galleria Nazionale.

Stefania Palenca

Da sempre nutro una forte curiosità per le vicende passate e le tracce che hanno lasciato nel nostro presente. Ho scoperto presto che nulla racconta una storia meglio dei muri di un'antica cattedrale o delle pennellate su una tela impolverata. Mi sono laureata in Storia presso l'Università di Catania, un percorso accademico che mi ha permesso di immergermi nei racconti e nei segreti di questa meravigliosa isola. Durante gli studi, ho perfezionato le mie competenze con un master in Conservazione dei Beni Culturali, comprendendo ancor di più l'importanza di preservare queste ricchezze per le generazioni future. Attraverso i miei articoli, esploro non solo i grandi siti turistici, ma anche i piccoli gioielli meno conosciuti che celano storie straordinarie e avvincenti. Porto i lettori in un viaggio attraverso l'arte e l'architettura, dall'epoca greca a quella normanna, passando per i fasti del Barocco siciliano. Quando non sono impegnata nella ricerca o nella scrittura, mi piace camminare per le vie dei centri storici, partecipare a conferenze e visitare musei e gallerie d'arte. Credo fermamente che ogni pietra, ogni dipinto e ogni edificio abbia una storia da raccontare, ed è mio compito dare voce a queste storie. Vi invito a seguirmi nel mio viaggio attraverso la Sicilia, scoprendo insieme le meraviglie artistiche e architettoniche che hanno modellato la nostra identità culturale

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