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Fondi Agea truffati: sequestrati beni a 4 allevatori per pascoli inesistenti a Messina

Messina, 13 gennaio 2026 – Questa mattina i carabinieri del Reparto tutela agroalimentare di Messina hanno effettuato una vasta serie di controlli e sequestri su prodotti alimentari nel nord-est della Sicilia. L’operazione è partita intorno alle 6.30 e ha toccato principalmente aziende di trasformazione e distribuzione alimentare tra Messina e provincia, inserita in un più ampio piano di verifica sulla filiera agroalimentare regionale.

Carabinieri in azione: le zone controllate

Secondo quanto comunicato dal comando provinciale, i militari hanno svolto controlli a campione in diversi stabilimenti: la zona industriale di Gioiosa Marea, alcune aziende agricole a Patti e vari magazzini nell’area messinese. Sotto la guida del tenente colonnello Massimiliano Bellomo, gli uomini si sono concentrati soprattutto sulle etichette, sulla tracciabilità dei prodotti e sul rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Un carabiniere, stanco dopo ore passate tra celle frigorifere e depositi, ha raccontato: “Abbiamo trovato irregolarità nella documentazione che certifica la provenienza delle materie prime. In qualche caso non risultava chiaro se i prodotti fossero davvero italiani”. Parole precise, accompagnate da sguardi rapidi e da un certo nervosismo tra i responsabili delle aziende ispezionate.

Sequestri e anomalie: cosa è emerso finora

I controlli sono andati avanti fino al tardo pomeriggio e si sono conclusi con il sequestro amministrativo di circa 2 tonnellate di alimenti, tra conserve, salumi e latticini privi della documentazione richiesta dalla legge. Lo ha confermato una nota ufficiale diffusa poco dopo le 17: “Le verifiche hanno riguardato prodotti destinati sia alla grande distribuzione sia alla ristorazione collettiva”.

Fonti interne parlano anche di irregolarità legate alle condizioni igieniche: pavimenti sporchi, frigoriferi con temperature irregolari, mancanza di dispositivi per la sanificazione delle mani all’ingresso dei locali. Gli imprenditori presenti hanno reagito in modo vario: alcuni cercavano di minimizzare parlando solo di “documenti mancanti”, altri invece mostrano preoccupazione per le conseguenze commerciali che potrebbero arrivare.

Proteggere il consumatore: le norme dietro i controlli

Questa operazione rientra in un più ampio schema di controlli sulla filiera agroalimentare previsti dalle leggi italiane ed europee. “L’obiettivo – ha spiegato il comandante Bellomo davanti ai giornalisti – è assicurare che ciò che finisce sulle tavole dei cittadini sia sicuro, tracciabile e rispetti gli standard richiesti”.

Negli ultimi mesi in Sicilia si sono moltiplicate le segnalazioni su possibili frodi o irregolarità nella produzione e distribuzione alimentare. Solo nel 2025 i reparti specializzati dell’Arma hanno effettuato oltre 900 controlli in tutta Italia, con sanzioni amministrative che hanno sfiorato i 3 milioni di euro, secondo il Ministero dell’Agricoltura.

Le associazioni si schierano: il punto delle categorie

La notizia dei controlli è circolata già dalla mattina tra gli addetti ai lavori suscitando reazioni immediate fra operatori locali e associazioni. Salvatore Romeo, presidente della Coldiretti Messina, ha sottolineato: “La trasparenza è fondamentale per tutta la filiera. Serve rigore nei controlli ma anche collaborazione tra istituzioni e produttori per evitare che pochi casi rovinino chi lavora onestamente”.

Attenzione anche da parte dei consumatori. Federconsumatori Sicilia ha fatto sapere in una nota diffusa nel primo pomeriggio: “Chiediamo che venga sempre garantita qualità e sicurezza nei supermercati e nei ristoranti”.

Indagini aperte: nuove verifiche all’orizzonte

L’attività dei carabinieri del Reparto tutela agroalimentare proseguirà senza soste. Fonti investigative parlano di nuovi controlli in arrivo nelle prossime settimane nel messinese ma anche in altre province siciliane. “Queste operazioni – spiega un investigatore che preferisce restare anonimo – sono uno strumento chiave per combattere le frodi nel settore alimentare”.

Per ora non sono stati resi noti i nomi delle aziende coinvolte. Il comando provinciale assicura però che “ogni irregolarità sarà perseguita secondo la legge”. Le indagini continueranno con lo stesso rigore mostrato oggi nei capannoni e nei laboratori della provincia. Solo così, dicono i carabinieri, si potranno ottenere risultati concreti per la sicurezza alimentare sul territorio.

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