Washington, 21 gennaio 2026 – Donald Trump è tornato a far parlare di sé nelle ultime settimane e, come al solito, ha scelto il tono ironico per tornare sulla vicenda della Groenlandia. Ieri sera, durante un incontro pubblico a Palm Beach, tra i flash dei fotografi e le domande dirette dei giornalisti americani, l’ex presidente non ha resistito a un nuovo commento sulla questione. Alla domanda su un suo interesse mai del tutto spento per l’isola danese, ha risposto con una battuta: «Lascio perdere la Groenlandia solo se mi date gli occhiali di Macron».
Il ritorno della provocazione: Trump e il caso Groenlandia
La battuta è arrivata a sorpresa verso le 20.30 locali e ha subito fatto il giro dei social e delle redazioni. Non è certo la prima volta che Trump torna sull’argomento: già nell’estate del 2019 aveva aperto la polemica proponendo di comprare la Groenlandia dalla Danimarca. Una proposta che aveva fatto scalpore, scatenando reazioni che oscillavano tra lo stupore e l’offesa nelle istituzioni di Copenaghen. Per settimane quella richiesta aveva tenuto banco nei rapporti tra Washington e i paesi del Nord Europa.
Questa volta, però, la provocazione si è mescolata alla satira. «Non voglio più la Groenlandia – ha detto Trump davanti a una folla mista di sostenitori e giornalisti – ma almeno vorrei provare una volta gli occhiali del presidente francese». Risate e qualche applauso hanno accompagnato il commento. Non tutti hanno capito subito il riferimento: Emmanuel Macron da qualche mese si mostra spesso con montature tonde colorate, diventate ormai un piccolo fenomeno sui social in Francia.
Tra politica estera e sfottò personale
Dietro quella leggerezza c’è però un messaggio ben noto. La Groenlandia è da anni una pedina strategica nelle relazioni tra Stati Uniti, Europa e Cina, soprattutto per ragioni militari ed economiche. L’interesse americano per l’isola artica non si è mai spento del tutto, come confermano diversi esperti citati nel recente rapporto sulla sicurezza nel Nord Atlantico pubblicato dal “New York Times”.
Eppure Trump ha scelto di prendere tutto con leggerezza: «I danesi sono troppo gelosi della loro isola, ma gli occhiali francesi sembrano più facili da avere», ha scherzato tra le risate. Al momento nessuna risposta ufficiale dall’Eliseo. Lo staff di Macron ha evitato commenti diretti, limitandosi a una battuta attribuita a un consigliere: «Le montature? Non sono in vendita».
I retroscena della battuta: clima elettorale e giochi di immagine
Questo siparietto arriva in un momento delicato. La campagna presidenziale americana entra nel vivo e Trump – pur senza incarichi ufficiali – continua a guidare i tempi della comunicazione politica. Molti osservatori sottolineano come i richiami al passato (compresa la questione della Groenlandia) servano soprattutto a prendere le distanze dall’attuale amministrazione Biden, che sull’artico mantiene un approccio molto più prudente.
Secondo alcuni media Usa, la battuta sugli occhiali rientra nella strategia “pop” che Trump sta usando in questa fase elettorale: ironie facili da condividere, meme e riferimenti visivi pronti a circolare sui social. Lo staff dell’ex presidente ha diffuso poco dopo il video della battuta su X (ex Twitter) e Instagram. Nel giro di poche ore il post è stato rilanciato più di 22mila volte secondo i dati raccolti dalla piattaforma Meltwater.
L’ironia che divide: reazioni in Europa e sui social
In Europa la battuta ha suscitato reazioni contrastanti. In Danimarca alcuni editorialisti hanno sottolineato come le uscite di Trump restino “una spina nel fianco” per chi deve gestire i rapporti con gli alleati americani. A Parigi invece i giornali hanno puntato sull’aspetto “fashion”: “Trump vuole il look di Macron”, ha titolato stamattina Le Parisien.
Ma non tutti hanno riso. Tra il pubblico presente all’incontro in Florida c’era anche Jessica Cooper, docente di geopolitica a Miami: «La satira è parte del personaggio Trump – ha detto – ma resta aperta la domanda su quanto queste uscite pesino davvero nei rapporti internazionali». Una risposta chiara ancora non c’è.
Solo così si capisce che quella sulla Groenlandia – come spesso accade con Trump – era meno una questione seria che un modo per tenere alta l’attenzione mediatica sul personaggio repubblicano. Gli occhiali di Macron diventano così l’ultimo pretesto per far parlare di sé. Anche senza isole in vendita.





