Caltagirone, 13 gennaio 2026 – Quattro operatori sanitari dell’Asp di Catania sono finiti nel registro degli indagati della Procura di Caltagirone nell’ambito di un’inchiesta su possibili irregolarità nella gestione dei servizi ospedalieri. L’indagine, partita nelle ultime settimane, ha spinto gli investigatori a raccogliere documenti in diverse sedi, tra cui l’ospedale “Gravina” e alcuni uffici amministrativi dell’azienda sanitaria.
Fonti giudiziarie spiegano che l’inchiesta, coordinata dal procuratore Giuseppe Verga e condotta dai Carabinieri del Nas di Catania, punta il dito contro presunti abusi d’ufficio e falsi in atto pubblico. Le verifiche sono scattate lo scorso dicembre dopo una segnalazione interna e riguardano la gestione di appalti sanitari e la documentazione legata a ricoveri e forniture. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sulle procedure amministrative e cliniche tra il 2023 e i primi mesi del 2024.
Fonti vicine al fascicolo parlano di “anomalie” trovate in alcuni atti ufficiali. Tra i documenti acquisiti ci sono fascicoli relativi a gare d’appalto e alla gestione delle presenze del personale. “Stiamo raccogliendo ogni elemento utile per capire cosa sia successo”, ha detto ieri un ufficiale del Nas, sottolineando che l’indagine è ancora all’inizio.
I quattro indagati – due medici, un infermiere e un dirigente amministrativo – lavorano tra Catania e Caltagirone. Ora le loro posizioni sono al vaglio degli inquirenti, che stanno sentendo testimoni e analizzando documenti.
L’Asp di Catania ha diffuso una nota nel tardo pomeriggio di ieri: “Abbiamo preso atto dell’inchiesta in corso e garantiamo piena collaborazione con la magistratura per fare chiarezza”. All’interno dell’azienda sanitaria fanno sapere che, per ora, non sono stati presi provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti in attesa dei risultati delle verifiche.
L’inchiesta ha creato tensione tra i colleghi degli indagati. Alcuni operatori del presidio ospedaliero Gravina, intervistati stamattina da alanews.it, hanno parlato di un clima carico di “inquietudine” e “attesa”. “C’è chi teme ripercussioni sul lavoro quotidiano”, confida un’infermiera dalla sala operatoria.
Nonostante queste preoccupazioni, i vertici dell’Asp assicurano che “l’attività assistenziale va avanti regolarmente” e che hanno già preso tutte le misure per garantire la continuità dei servizi ai pazienti.
Gli investigatori non escludono nuovi sviluppi. I documenti raccolti sono ora sotto esame degli esperti informatici del Nas, chiamati a ricostruire la catena delle firme digitali sui documenti sotto la lente. Si attendono anche i risultati delle prime audizioni; nelle settimane a venire saranno sentiti altri dipendenti e responsabili amministrativi.
Secondo quanto filtra dagli ambienti giudiziari di Caltagirone, il quadro probatorio è ancora in fase di costruzione. “Ci vuole tempo per valutare ogni singolo caso”, spiega una fonte vicino alla procura. I legali degli indagati si dicono certi dell’innocenza dei propri assistiti: “Siamo fiduciosi che tutto si chiarirà”, dice l’avvocato Gaetano Strano, difensore di uno degli iscritti nel registro degli indagati.
Anche il sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo, è intervenuto sulla vicenda esprimendo fiducia nella magistratura: “In casi come questo servono chiarezza e trasparenza – ha detto ieri mattina durante una conferenza stampa –. Speriamo si faccia luce su ogni dettaglio”. Per ora però in città resta un’atmosfera sospesa tra prudenza e preoccupazione.
Molte domande restano aperte sulla vicenda. L’inchiesta della Procura andrà avanti con nuove acquisizioni e approfondimenti tecnici. Nel frattempo la comunità sanitaria aspetta risposte concrete mentre la magistratura si prepara a valutare – con tempi probabilmente lunghi – la posizione dei quattro sanitari coinvolti.
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