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Etna: INGV segnala fronti lavici sovrapposti, colata più avanzata a 1.360 metri

Catania, 3 gennaio 2026 – L’attività stromboliana del cratere della Voragine, sull’Etna, è continuata anche nella notte tra il 2 e il 3 gennaio, mostrando una variabilità nei fenomeni eruttivi che ha catturato l’attenzione degli esperti dell’INGV di Catania. Fin dalle prime ore dell’alba, infatti, il personale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, con sede in via Duca degli Abruzzi, ha tenuto la situazione sotto stretto controllo. “Ci aspettavamo una ripresa in questo periodo, ma la costanza dei getti di materiale incandescente nella Voragine conferma che il vulcano è in una fase particolarmente attiva”, ha spiegato il vulcanologo Boris Behncke poco dopo le 8.

Fenomeni a intermittenza: nessuna emergenza per ora

Nelle ultime ventiquattro ore, la Voragine ha alternato episodi di esplosioni stromboliane a momenti di apparente calma. La sala operativa dell’INGV assicura che l’attività resta confinata al cratere e che non ci sono colate laviche importanti né emissioni di cenere in grado di interessare i centri abitati vicini come Nicolosi, Zafferana Etnea o Linguaglossa. “La situazione è sotto controllo, non ci sono segnali che facciano temere rischi immediati per la popolazione”, ha detto all’alba il direttore della Protezione Civile regionale, Salvo Cocina.

Le reti di monitoraggio disposte sui versanti del vulcano hanno rilevato picchi nelle esplosioni intorno alle 2:30 e poi di nuovo verso le 6:10 del mattino. I sismografi registrano uno sciame sismico lieve, con tremori sempre al di sotto delle soglie di attenzione fissate dalla commissione grandi rischi.

La Voragine nel cuore dell’attività eruttiva

La Voragine è uno dei quattro principali crateri sommitali dell’Etna, insieme al Cratere Centrale, Bocca Nuova e Nord-Est. Negli ultimi mesi aveva già mostrato segni di vivacità. Tra novembre e dicembre si erano viste fontane di lava dalla valle del Bove, senza però alcun impatto a terra. Ora però – spiegano i ricercatori dell’INGV – la continuità delle eruzioni stromboliane segnala un accumulo di magma sotto il cratere. “Il materiale incandescente viene lanciato fino a 70-80 metri sopra il bordo, ma tutto resta all’interno della Voragine”, racconta la vulcanologa Maria Grazia Ciancitto, impegnata nel monitoraggio notturno.

Anche se lo spettacolo è affascinante – con bagliori visibili da Catania alta e dai paesi etnei poco dopo il tramonto – le autorità ribadiscono il divieto assoluto di avvicinarsi ai crateri sommitali. Il personale forestale del Parco dell’Etna ha segnalato alcuni tentativi notturni di escursioni improvvisate, subito bloccati. “Non è il momento per arrampicate fai-da-te”, avverte un addetto stampa del Parco.

Monitoraggio costante e aggiornamenti ai Comuni

Dal centro operativo INGV di Nicolosi arrivano aggiornamenti ogni tre ore rivolti alle amministrazioni locali e agli enti che si occupano della viabilità, soprattutto per eventuali cadute di lapilli o problemi sulle strade provinciali SP92 e SP59. La mattina del 3 gennaio la Protezione Civile ha diffuso una nota breve: “Nessuna criticità per il traffico aereo sugli scali di Fontanarossa e Comiso”, si legge nel comunicato pubblicato alle 10:45.

Intanto a Piano Provenzana e al Rifugio Sapienza qualche turista ha notato i bagliori durante la notte, ma senza creare disagi particolari. Gli operatori turistici confermano che gli impianti sciistici sono regolarmente aperti e i sentieri accessibili nel rispetto delle ordinanze in vigore.

Attesa e prudenza: occhi puntati sulla sicurezza

L’esperienza degli ultimi anni insegna che queste fasi stromboliane possono durare anche giorni – se non settimane – prima di calmarsi o cambiare forma. La comunità scientifica tiene d’occhio ogni variazione nei gas emessi e nelle deformazioni dei fianchi del vulcano. “Seguiamo ogni minimo cambiamento”, sottolinea Behncke durante un rapido colloquio con i colleghi nella sala monitoraggio.

Se non ci saranno sviluppi improvvisi, le autorità rassicurano: “Il sistema di sorveglianza funziona bene, non c’è motivo per allarmarsi ma chiediamo a tutti molta prudenza”, ripete Cocina. Le prossime ore saranno decisive per capire se la Voragine continuerà così o se l’Etna tornerà presto alla tranquillità degli ultimi mesi.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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