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Etna in eruzione: colata lavica spettacolare ma senza pericoli per i paesi, conferma il vulcanologo Ingv Behncke

Catania, 2 gennaio 2026 – Ancora una volta l’Etna ha sorpreso studiosi e cittadini: nella notte tra il primo e il due gennaio, il vulcano si è svegliato con un nuovo episodio eruttivo, visibile a chilometri di distanza. “Ancora una volta ci ha colto impreparati, che vulcano che abbiamo”, ha detto all’alba il vulcanologo Boris Behncke dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Catania, mentre la cenere cadeva su tetti e strade di Linguaglossa e Zafferana Etnea.

L’Etna si risveglia all’improvviso

Poco dopo le 22.30 del primo gennaio, una colonna di fumo alta centinaia di metri si è alzata dal cratere Sud-Est. Qualcuno a Trecastagni ha visto un bagliore rossastro dietro la montagna e ha chiamato i vigili del fuoco. “Ci siamo affacciati alla finestra e il cielo è diventato arancione”, racconta Carmela Russo, barista in via Roma. In poco tempo sono arrivate le prime conferme dall’INGV: attività stromboliana intensa con fontane di lava che scendevano lungo i pendii orientali.

Reazioni e precauzioni tra i residenti

Nella notte molte famiglie hanno deciso di restare in casa. “Ho sentito un boato verso le 23, non forte ma vicino”, dice Giovanni Nicotra, pensionato che vive vicino a Milo. Sui social sono comparse foto di auto coperte da uno strato sottile di cenere. La protezione civile del Comune ha lanciato un avviso poco prima della mezzanotte, invitando a non sostare vicino ai corsi d’acqua a valle. Nessuna evacuazione, però molte domande: “Dobbiamo preoccuparci?”, chiede una mamma in fila dal panettiere alle sette del mattino.

Gli esperti spiegano: fenomeno sotto controllo

Behncke, arrivato presto alla sala operativa INGV in via Duca degli Abruzzi, rassicura: “L’attività rientra nei normali cicli del vulcano”. Il vulcanologo, ormai una voce familiare per chi vive sotto l’Etna, spiega che “al momento non ci sono segnali anomali né livelli preoccupanti di anidride solforosa”. I sensori dell’istituto avevano già registrato un aumento dei tremori nel pomeriggio del primo gennaio, ma niente di fuori dall’ordinario. “Questo vulcano è così: alterna momenti tranquilli a scosse improvvise, ma per ora non c’è motivo di temere una crisi più grande”, aggiunge Behncke.

Le conseguenze sui trasporti e sulla vita quotidiana

All’aeroporto di Catania-Fontanarossa, intorno alle 2.30, due voli in arrivo da Milano e Roma sono stati deviati su Palermo per sicurezza. La Sac ha riaperto la pista alle 6.15 dopo aver pulito la cenere vulcanica. Disagi anche sulle strade: la provinciale tra Zafferana e Milo è rimasta chiusa al traffico leggero fino alle 8 del mattino mentre alcuni mezzi comunali rimuovevano la cenere dalle carreggiate. I bambini sono tornati regolarmente a scuola, anche se in alcune classi si sono registrate più assenze del solito: “Alcuni genitori hanno preferito tenerli a casa”, spiega una maestra della scuola elementare di Pedara.

Una storia antica tra paura e rispetto

La notte tra Capodanno e il due gennaio si è trasformata in un piccolo capitolo della lunga convivenza fra uomini e vulcano. L’Etna, con i suoi quasi 3.350 metri d’altezza e una storia eruttiva che arriva almeno a 500 mila anni fa, resta una presenza imponente e spesso inquietante. Chi ci vive intorno lo sa bene: “Si impara a conviverci – dice Giuseppe Cutuli, agricoltore – basta prendere le precauzioni quando serve”.

Gli esperti dell’INGV continueranno a seguire da vicino la situazione nelle prossime ore, pronti ad aggiornare bollettini e consigli. Intanto la montagna sembra calmarsi di nuovo mentre Catania si sveglia ancora una volta ai piedi del suo gigante.

Saverio De Luca

Da sempre appassionato di arte e architettura italiana, e voglio portarvi con me attraverso le bellezze nascoste e i tesori conosciuti del nostro paese. Fin da quando ero bambino, sono stato affascinato dai colori, dalle forme e dalle storie che l'arte e l'architettura raccontano. Ho deciso di trasformare questa passione in una carriera, e ora sono qui per condividere con voi il mio viaggio. La mia formazione accademica inizia con una laurea in Storia dell'Arte presso l'Università di Firenze, una città che rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. È qui che ho sviluppato un occhio critico e una sensibilità particolare nei confronti delle opere d'arte e delle architetture che ci circondano. Ho poi proseguito i miei studi con un master in Architettura e Restauro, che mi ha portato a lavorare su progetti emozionanti di recupero e conservazione. Nel corso degli anni, ho scritto per diverse riviste d'arte e cultura, ma ciò che amo di più è raccontare le storie dietro le opere, dal Rinascimento alle avanguardie moderne, dai capolavori noti alle gemme nascoste. Spero di offrire a tutti voi una visione ricca e appassionata di come questi elementi si intrecciano nella nostra vita quotidiana. Oltre alla scrittura, amo viaggiare per l'Italia, esplorando città storiche, piccoli borghi e magnifici paesaggi per scoprire da vicino le meraviglie dell'architettura e dell'arte che il nostro paese ha da offrire. Sono sempre alla ricerca di mostre interessanti, atelier di artisti e laboratori di artigiani, luoghi in cui la creatività prende forma. Il mio obiettivo è farvi apprezzare la bellezza dell'arte e dell'architettura italiana in tutte le sue sfumature, condividendo con voi non solo le mie conoscenze, ma anche la passione e l'emozione che mi guidano ogni giorno..

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