Catania, 2 gennaio 2026 – Nuovi rilievi tecnici portati avanti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), in collaborazione con l’Osservatorio Etneo di Catania, hanno evidenziato nelle ultime ore alcune variazioni nei parametri eruttivi dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa. La notizia è stata resa nota questa mattina dai ricercatori, al termine di un sopralluogo fatto all’alba sulle pendici orientali, dove già nei giorni scorsi si erano registrate emissioni di cenere e deboli tremori sismici.
Durante i controlli, che hanno visto impegnata una squadra mista di tecnici e vulcanologi dell’INGV e dell’Osservatorio Etneo, sono stati rilevati cambiamenti nella temperatura dei gas vulcanici e piccoli mutamenti nella forma del cratere Sud-Est. «Abbiamo notato un aumento delle temperature nelle fumarole e un’intensificazione del degassamento», ha spiegato Marco Pistolesi, responsabile del monitoraggio per l’ente catanese. Dai dati raccolti tra le 5 e le 8 del mattino, la temperatura dei gas ha superato i 400 gradi in alcuni punti, mentre il tremore interno resta su livelli medio-alti.
I rilievi sono stati fatti con termocamere portatili, sismometri molto sensibili e droni dotati di sensori ottici e chimici. L’équipe ha anche raccolto campioni di cenere lungo i sentieri a quota 2.900 metri. I risultati preliminari – si legge nel rapporto diffuso dall’INGV alle autorità locali – «segnalano uno stato di attività sostenuta che potrebbe evolversi rapidamente».
Catania e i paesi ai piedi del vulcano come Nicolosi, Zafferana Etnea e Linguaglossa sono in stato di allerta. Il sindaco di Zafferana, Salvo Russo, ha invitato i cittadini a «rimanere aggiornati attraverso i canali ufficiali e a segnalare eventuali anomalie». Nelle ultime 24 ore si è registrata una lieve ricaduta di cenere, soprattutto nei centri a est del vulcano: stamattina in via Cassone la cenere grigia era ben visibile sui parabrezza delle auto.
Il Prefetto di Catania ha convocato verso mezzogiorno il centro operativo misto per fare il punto sulla situazione. Per ora non sono state decise evacuazioni, ma la sorveglianza rimane attiva 24 ore su 24 nell’area sommitale. Le escursioni verso la cima dell’Etna sono state sospese temporaneamente: lo confermano le guide alpine. «Abbiamo ricevuto ordini precisi. La sicurezza dei visitatori viene prima di tutto», ha detto Francesco Ricci, capoguida storico del versante sud.
L’INGV, dal suo quartier generale in piazza Roma a Catania, pubblica ogni giorno bollettini aggiornati sui parametri eruttivi: emissione di gas, presenza di anidride solforosa nell’aria, variazioni nel tremore sismico. Negli ultimi tempi, spiega Giulia Greco dell’Osservatorio Etneo, «sono emersi segnali che indicano una fase dinamica del vulcano ma al momento non ci sono fenomeni esplosivi intensi». L’attività sismica è monitorata da oltre 20 stazioni permanenti concentrate sulla zona sommitale.
Gli esperti non escludono un possibile aumento dell’attività nelle prossime ore o giorni. Tuttavia – precisano dall’INGV – «la situazione è sotto controllo continuo e qualsiasi cambiamento importante sarà comunicato subito alla Protezione Civile». Un nuovo incontro informativo è previsto per il pomeriggio presso la Prefettura.
Gli studiosi invitano alla prudenza senza però parlare per ora di rischi imminenti per le comunità. «L’Etna è noto per essere imprevedibile. Solo valutando tutti i dati insieme possiamo anticipare possibili sviluppi», ha sottolineato Pistolesi. Nei prossimi giorni si prevedono nuove uscite sul campo – meteo permettendo – per raccogliere altri campioni e confrontare i dati attuali con quelli registrati durante l’eruzione più recente dello scorso maggio.
L’attenzione resta alta tra gli esperti ma anche tra la popolazione locale. A Catania diverse scuole stamattina hanno spiegato agli studenti come comportarsi in caso di caduta cenere o piccoli tremori: semplici accorgimenti che ormai fanno parte della quotidianità in un territorio segnato dalla presenza del vulcano. E anche oggi si aspetta il prossimo bollettino: sempre in bilico tra allerta e normalità.
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